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Via libera dell'UE alla limitazione delle importazioni agricole ucraine

Nelle scorse ore, Bruxelles ha rinnovato la sospensione dei dazi sui prodotti di Kiev, ma con una clausola: attenzione rivolta ai prodotti come uova, pollame e grano, al centro delle recenti proteste degli agricoltori – Pesanti attacchi russi, ieri, nell'oblast di Sumy – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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Via libera dell'UE alla limitazione delle importazioni agricole ucraine
Red. Online
20.03.2024 06:44
20:59
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«Le ambizioni di Putin non si fermano all'Ucraina»

Un vertice di guerra. È ciò che si para davanti ai 27 leader dell'Ue che si riuniranno a Bruxelles per il Consiglio europeo di marzo, tradizionalmente dedicato ai temi economici, ma che invece ruoterà intorno alla sicurezza e alla difesa.

I vertici delle istituzioni blustellate - Commissione, Consiglio, alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza - stanno cercando di trasmettere un senso di urgenza agli Stati membri e la bozza di conclusioni sembra recepire la necessità di aumentare il ritmo. Sul sostegno militare a Kiev ma non solo.

Però l'Ue è pur sempre l'Ue. E le differenze persistono. Ad esempio sulla possibilità di fare debito per gli investimenti necessari a rafforzare l'industria bellica europea, dove si delinea l'ormai classica spaccatura tra i frugali e il fronte che spinge per le obbligazioni eurobond.

Basta unire i puntini per ottenere un quadro omogeneo. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha incaricato proprio oggi l'ex presidente della Finlandia, Sauli Niinisto, di redigere un rapporto su come migliorare la preparazione e la prontezza d'intervento della difesa dell'Ue. «È chiaro che non c'è più spazio per le illusioni, il mondo è diventato più pericoloso e l'Ue si deve svegliare: sappiamo che le ambizioni di (Vladimir) Putin (il presidente russo) non si fermano all'Ucraina», ha sottolineato von der Leyen spiegando che il termine per la compilazione del rappoerto è il prossimo autunno.

Un passaggio delle conclusioni sottolinea la necessità «imperativa» di una «rafforzata preparazione militare-civile» visto il contesto «dell'evoluzione del panorama delle minacce» - il tutto per arrivare a «una gestione strategica delle crisi». A tal proposito si chiede la messa a punto di una «strategia di prontezza», che tenga conto di «tutta la società». Altro puntino. «Se vogliamo la pace, dobbiamo preparare la guerra», ha ammonito il presidente del Consiglio europeo Charles Michel alla vigilia del vertice. Insomma, i cittadini devono essere coinvolti perché le insidie, specie dal punto di vista ibrido, possono crescere in modo repentino. E la Finlandia è famosa per il suo modello di partecipazione attiva dei cittadini alla sicurezza.

L'agenda del vertice ha un nutrito capitolo sul rafforzamento della difesa europea ma i frugali - capitanati dalla Germania - hanno chiesto e, al momento ottenuto, la rimozione dalla bozza di conclusioni del riferimento agli «strumenti innovativi» per finanziare il potenziamento dell'industria dell'Ue e ora si andrebbe verso la richiesta alla Commissione di preparare un documento sulle «possibili opzioni». Di fatto un passo indietro rispetto all'ipotesi dei cosiddetti Defence bond (obbligazioni per la difesa) o, come piano B, dei Project bond, ovvero obbligazioni emesse per un piano industriale della difesa che accomuna più paesi membri.

«Se tutti arrivassero a una spesa del 2% del Pil (il prodotto interno lordo) per la difesa ci sarebbero ulteriori 80 miliardi (di euro, pari a 77 miliardi di franchi al cambio attuale) di investimenti possibili», nota un diplomatico europeo. «E poi ci sono anche altre soluzioni, ad esempio i fondi privati o i finanziamenti della Bei», la Banca europea per gli investimenti.

Traduzione: un Recovery Fund per la difesa (per analogia a quello per sostenere gli Stati membri colpiti dalla pandemia di Covid-19), che vede l'Italia da mesi in prima linea, al momento è impraticabile a causa del muro di Berlino e del fronte dei falchi.

Dall'entità delle divisioni dipenderà l'andamento di un vertice più imprevedibile del solito. «Le conclusioni sono stabili e dormienti», ironizza un diplomatico europeo. E a scaldare il clima ci sarà certamente il dossier Medio Oriente. L'obiettivo è arrivare ad una dichiarazione comune, la seconda dall'inizio della guerra. I termini di un cessate il fuoco e l'erogazione o meno dei fondi all'Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l'occupazione dei profughi palestinesi nel Vicino Oriente (Unrwa) restano tuttavia punti sui quali un'intesa è lontana.

Un'altra frattura - ennesimo ostacolo al senso di urgenza - si potrebbe creare sull'uso dei profitti russi. Alcuni paesi (Malta o l'Austria ad esempio) sono restii ad avallare la proposta della Commissione di usarli per armare Kiev in quanto legati alla neutralità costituzionale. Budapest, al solito, agita persino il veto. Di certo c'è che la rapida approvazione chiesta da Josep Borrell, l'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, potrebbe non essere alla fine tanto veloce.

È «un nuovo passo» nella «violazione delle basi delle leggi europee», ha tuonato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. Sempre sul fronte russo sono state poi approvate le sanzioni per i responsabili della morte dell'oppositore di Putin Alexei Navalny (la procedura potrebbe concludersi venerdì mattina).

14:08
14:08
L'ex presidente finlandese farà un report sulla difesa UE

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha incaricato l'ex presidente della Finlandia, Sauli Niinistö, di redigere un rapporto su come migliorare la preparazione e la prontezza di intervento della difesa dell'UE.

«È chiaro che non c'è più spazio per le illusioni, il mondo è diventato più pericoloso e l'UE si deve svegliare. Sappiamo che le ambizioni di Putin non si fermano all'Ucraina», ha sottolineato la von der Leyen spiegando che la scadenza per la compilazione del rapporto è il prossimo autunno.

«La preparazione della Finlandia non riguarda solo l'aspetto militare ma tutti gli aspetti», ha aggiunto la presidente della Commissione.

«Abbiamo una nuova era davanti a noi, la pace oggi è qualcosa che dobbiamo proteggere. La guerra è cambiata, a volte è convenzionale e a volte usa strumenti non convenzionali, come quelli cyber», ha spiegato Niinistö sottolineando l'esperienza della Finlandia come vicino della Russia. «Ognuno di noi difende la nostra patria da anni», ha rimarcato l'ex capo dello Stato.

«Il rapporto ha un approccio su ogni aspetto della società e certo guarda alla difesa convenzionale nel rispetto del fatto che l'organizzazione delle truppe è competenza dei paesi membri. È un approccio più ampio, e noi ci aspettiamo che la relazione dia linfa alla linee guida della Commissione» sulla difesa.

«Gli scopi del rapporto ha un approccio che va oltre la guerra in Ucraina» ma «una cosa è chiara: Putin non può e non deve vincere».

13:58
13:58
Mosca: «71'000 soldati ucraini eliminati da inizio anno»

Le perdite delle truppe ucraine dall'inizio dell'anno ammontano a 71'000 soldati, tre volte di più dello stesso periodo del 2023, secondo quanto affermato dal ministro della difesa russo Serghei Shoigu.

Nello stesso periodo le truppe russe hanno distrutto 4 carri armati Abrams, 5 Leopard, 27 veicoli blindati Bradley, 6 sistemi di lancio di missili Himars e 11 sistemi di difesa anti-missile di cui 5 Patriot, ha aggiunto Shoigu, citato dall'agenzia Ria Novosti.

13:57
13:57
Il Senato russo ha approvato l'esonero dalla responsabilità penale per i soldati

Il Senato russo ha approvato un disegno di legge che prevede di esonerare dalla responsabilità penale soldati contrattisti e mobilitati sullo sfondo della guerra in Ucraina. Lo riporta la Tass.

La proposta di legge era stata approvata dalla Duma in prima lettura il 12 marzo e in seconda e terza lettura ieri. Adesso per diventare legge serve solo la firma del presidente Vladimir Putin.

Secondo la testata online Meduza, i procedimenti penali verranno sospesi e alle condanne sarà applicata la sospensione condizionale della pena. Inoltre, la conclusione del contratto con le forze armate russe consentirà la cancellazione dei precedenti penali.

La Tass riporta che la proposta di legge esclude indagati, imputati e persone condannate per accuse di «terrorismo», «reati contro la sicurezza pubblica e contro l'ordine costituzione e la sicurezza dello Stato» e «crimini contro l'integrità sessuale dei minori».

Meduza afferma che sono esclusi anche coloro che sono stati condannati con l'accusa di cooperare con un'«organizzazione indesiderata»: etichetta spesso usata dal governo russo per colpire enti scomodi per il potere, compresi giornali, organizzazioni non governative e gruppi di oppositori.

13:55
13:55
Dalla Corea del Nord 10.000 container di munizioni a Mosca

La Corea del Nord ha inviato alla Russia almeno 10'000 container di munizioni: lo ha detto a Voice of America l'alta funzionaria americana responsabile delle questioni legate a Pyongyang, Jung Pak.

«Sappiamo che almeno 10'000 container (di munizioni) sono stati inviati dalla Dprk (la Repubblica Democratica Popolare di Corea, ndr) alla Russia», ha affermato Pak.

«La Dprk non sta facendo questo gratuitamente. Quasi certamente ci sono cose che la Dprk vuole in cambio e noi siamo preoccupati su cosa potrebbe essere inviato dall'altra parte», ha aggiunto.

13:53
13:53
UE: oggi il primo pagamento da 4,5 miliardi a Kiev

«Caro Denys, oggi è un buon giorno per l'Ucraina. La Commissione ha appena erogato 4,5 miliardi di euro dello Strumento per l'Ucraina da 50 miliardi di euro». Lo ha detto la presidente dell'esecutivo europeo Ursula von der Leyen ricevendo il premier ucraino Denys Shmyhal, a Bruxelles per il 9° Consiglio di associazione Ue-Ucraina.

«In aprile, quando le condizioni saranno raggiunte, ci sarà un'altra tranche», ha aggiunto. «Sono lieta poi di ricevere il Piano per l'Ucraina, per rilanciare gli investimenti e avvicinarsi alla nostra Unione: sono fiduciosa che a breve potremo chiedere la Consiglio di approvarlo: il piano servirà da base anche per altri donatori».

13:46
13:46
Luce verde, a Bruxelles, alle sanzioni per la morte di Navalny

Via libera dei rappresentanti permanenti dei 27 Stati membri dell'Ue (Coreper II) alle sanzioni contro persone e entità ritenute responsabili della morte di Alexei Navalny.

Il dossier è stato approvato senza discussione e fa scattare la procedura scritta per la ratifica finale. La procedura potrebbe concludersi venerdì mattina.

12:03
12:03
«Abbiamo piani su come rispondere agli attacchi di Kiev»

Mosca potrebbe rispondere allo stesso modo ai bombardamenti ucraini che prendono di mira infrastrutture civili sul territorio russo, «ma abbiamo una nostra visione, dei nostri piani a riguardo». Lo ha detto il presidente Vladimir Putin citato dalla Tass.

Il leader del Cremlino ha detto che farà tutto il necessario per sostenere la popolazione della regione di Belgorod, sottoposta ai bombardamenti dalla vicina Ucraina, riferisce l'agenzia Ria Novosti, dopo che nei giorni scorsi lo stesso Putin aveva ipotizzato la creazione di una «fascia di sicurezza» in territorio ucraino.

11:37
11:37
«L'uso dei proventi dai nostri capitali viola le leggi UE»

I tentativi dell'Ue di utilizzare i proventi dai capitali russi congelati in Europa è un nuovo passo nella «violazione delle basi delle leggi europee». Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, citato dall'agenzia Tass.

Stamani l'Alto rappresentante dell'Ue per la politica estera Josep Borrell, confermando che la proposta sarà sul tavolo del vertice, ha scritto su X: «Oggi ho presentato una proposta per una decisione del Consiglio volta a utilizzare le entrate straordinarie provenienti dai beni immobilizzati russi per sostenere l'Ucraina nella sua lotta per prevalere. Il 90% sarà assegnato tramite il Fondo europeo per la pace e il 10% tramite il bilancio dell'Ue. Auspico una rapida adozione da parte del Consiglio. Ciò dimostrerà l'unità e l'impegno dell'Ue a sostenere l'Ucraina e il suo popolo».

10:00
10:00
«Distruggeremo eventuali truppe francesi: un compito glorioso»

La «distruzione» di eventuali truppe francesi in Ucraina sarebbe «un compito prioritario e glorioso delle nostre Forze Armate»: lo scrive su Telegram il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitry Medvedev, sottolineando che ciò equivarrebbe alla ghigliottina per la leadership francese, che sarebbe fatta a pezzi dai familiari dei soldati uccisi e dall'opposizione.

L'intervento dell'ex presidente russo segue le dichiarazioni di ieri del direttore del Servizio segreto estero russo Sergey Naryshkin, secondo cui Mosca è a conoscenza del fatto che la Francia «sta preparando un contingente militare di 2'000 uomini» da inviare in Ucraina.

«In realtà - esordisce Medvedev -, sarebbe un bene per la causa se gli irrequieti francesi inviassero un paio di reggimenti a Banderlandia (Ucraina, ndr). Sarebbe molto difficile nascondere un tale numero di truppe e, quindi, la questione della loro distruzione sistematica non sarebbe il compito più difficile, ma quello più importante».

«Ma che vantaggio sarebbe! - prosegue - Con così tante bare da consegnare in Francia da un lontano paese straniero, è impossibile nascondere la morte di massa di militari professionisti (...) La loro distruzione sarebbe un compito prioritario e glorioso delle nostre Forze Armate. Ma per i galli della leadership francese equivarrebbe alla ghigliottina. Sarebbero fatti a pezzi dai loro parenti infuriati e dai membri arrabbiati dell'opposizione, ai quali è stato fatto credere che la Francia non è in guerra con la Russia. E ci sarà una bella lezione per gli altri imbecilli irrequieti d'Europa!».

Medvedev conclude il messaggio citando alcuni versi della poesia «Ai calunniatori della Russia» di Alexander Pushkin del 1831.

Ieri sera il ministero della difesa francese ha liquidato le osservazioni di Naryshkin come «disinformazione e provocazione».

07:17
07:17
«Preoccupa l'utilizzo di armi di Pyongyang da parte di Mosca»

Il Dipartimento di Stato americano ha registrato almeno dieci casi di utilizzo di missili nordcoreani da parte della Russia contro l'Ucraina. Lo riportano i media di Kiev citando Jung Pak, alta funzionaria Usa responsabile delle questioni legate alla Corea del Nord.

Pak afferma che gli Stati Uniti sono preoccupati per la vendita da parte di Pyongyang di armi a Mosca da utilizzare contro l'Ucraina, comprese le infrastrutture civili. «Ci sono stati almeno 10 casi di utilizzo di missili della Corea del Nord sul campo di battaglia. Siamo molto preoccupati per ciò che questo significherà per la proliferazione futura delle armi», ha affermato la funzionaria Usa.

06:51
06:51
Via libera dell'UE alla limitazione delle importazioni agricole ucraine

Gli stati dell'UE e il Parlamento europeo hanno concordato nelle scorse ore di limitare le importazioni agricole ucraine esenti da dazi doganali - uova, pollame e zucchero ma anche avena, mais e miele - a partire da giugno. Una risposta, questa, alle proteste del settore: gli agricoltori europei, infatti, identificavano nell'afflusso di prodotti ucraini il responsabile dell'abbassamento dei prezzi locali. L'accordo raggiunto rinnova per un anno l'esenzione dai dazi concessa dal 2022 a Kiev ma con «meccanismi di salvaguardia» mirati ad alcuni prodotti sensibili, si legge in un comunicato dell'Eurocamera. Il grano e l'orzo non sono interessa

Il testo «prevede un freno d'urgenza a pollame, uova e zucchero» nonché «avena, mais, semole e miele», precisa il Parlamento europeo nella nota. Il meccanismo di fatto limita i volumi di importazione di questi prodotti ai livelli medi importati dall'Ue nel 2022 e nel 2023, oltre i quali verranno reimposti i dazi doganali.

Gli agricoltori europei accusano i prodotti ucraini di far parte di una concorrenza «sleale», non rispettando determinati standard riguardanti in particolare le dimensioni delle aziende agricole o l'uso di prodotti fitosanitari. Questo problema sta alimentando la rabbia soprattutto in Polonia, dove nelle ultime settimane gli agricoltori scontenti hanno bloccato i valichi di frontiera con l'Ucraina, così come con la Germania. Per rispondere alle preoccupazioni, la Commissione europea aveva proposto di rinnovare l'esenzione dai dazi doganali prevedendo però «misure correttive» che potrebbero essere adottate rapidamente in caso di «perturbazioni significative» del mercato, anche se ciò riguarda solo «un singolo Stato membro».

Giovedì scorso gli eurodeputati hanno votato in massa per chiedere l'estensione del 'capping' ai cereali (frumento, orzo, avena, mais) e al miele. I deputati hanno inoltre voluto calcolare il periodo di riferimento sulla media di tre anni (2021-2023). Le organizzazioni agricole hanno criticato il fatto che il tetto proposto da Bruxelles corrispondesse agli elevati volumi degli ultimi due anni, all'origine della crisi. Gli ambasciatori dei 27 hanno poi aperto lunedì anche la porta a limitazioni su alcuni cereali.

Nei negoziati finali «i deputati hanno ottenuto dalla Commissione un fermo impegno ad agire in caso di aumento delle importazioni di grano ucraino», precisa il Parlamento europeo. E Bruxelles sarà tenuta ad agire «più rapidamente, entro 14 giorni anziché 21 giorni (come inizialmente previsto) se verranno raggiunte le soglie per l'attivazione dei meccanismi di salvaguardia. Allo stesso tempo, si sta lavorando per consentire ai prodotti agricoli ucraini di trovare i loro mercati originari ai quali il conflitto aveva un accesso in qualche modo chiuso» in Africa e in Medio Oriente, in modo che non rimangano bloccati in Europa, ha sottolineato ieri una fonte del governo francese.

I 27 avevano allentato le regole per l'importazione di prodotti agricoli ucraini come misura di sostegno a Kiev dopo l'invasione russa lanciata nel febbraio 2022. L'Ucraina rappresenta una delle principali potenze agricole del continente europeo.

06:44
06:44
Il punto alle 6.30

Le forze russe hanno colpito l'oblast di Sumy 30 volte in 90 attacchi separati nella giornata di ieri, uccidendo una persona, ha riferito l'amministrazione militare locale citata dal Kyiv Independent. Secondo il rapporto, una persona è stata uccisa a seguito di attacchi aerei nella comunità di Bilopillia, ma anche i cittadini di altri villaggi hanno dovuto mettersi al riparo da attacchi effettuati con mortai, artiglieria, carri armati, droni e lanciagranate. 

Intanto, droni ucraini – riporta l'agenzia russa Tass – sono stati abbattuti stanotte dalle difese aere nella regione russa sudoccidentale di Saratov. «Dei droni sono stati abbattuti sopra la città di Engels. Non risultano al momento vittime o danni alle infrastrutture a causa dei detriti», ha detto il governatore Roman Busargin.