Stati Uniti

Voli supersonici, gli USA riaprono i cieli: la svolta che può far nascere il nuovo Concorde

La FAA propone di cancellare il divieto in vigore dagli anni Settanta – Un assist per Overture di Boom, la start-up che crede nella velocità del suono
© BOOM
Marcello Pelizzari
01.07.2026 15:28

Il volo supersonico, dunque, sta per tornare? La domanda, circa quattro anni fa, aveva fatto capolino anche sul Corriere del Ticino, complice la promessa di Boom, la start-up statunitense che prometteva (e promette) di introdurre sul mercato un aereo di linea – Overture – nel giro di pochi anni. La notizia, fresca, è che la Federal Aviation Administration (FAA), l'Agenzia federale che regola e sovrintende ogni aspetto riguardante l'aviazione negli Stati Uniti, ha proposto una normativa che aprirebbe la strada a questi voli sul territorio continentale americano. Un passo, deciso e importante, verso la rimozione delle restrizioni in vigore dagli anni Settanta che, fra le altre cose, contribuirono a frenare il Concorde.

Nello specifico, lo scorso 30 giugno il segretario del Dipartimento dei Trasporti, Sean P. Duffy, nell'annunciare la normativa ha spiegato che i progressi tecnologici, ora, consentono un volo decisamente più silenzioso rispetto a quello dell'iconico predecessore. La normativa, concretamente, stabilisce uno standard di certificazione basato sul rumore per gli aeromobili supersonici. La FAA prevede di emanare una seconda normativa nella seconda metà del 2026, che definirà gli standard di rumore per le fasi di decollo e atterraggio. Le due normative, nel loro insieme, hanno lo scopo di fornire ai produttori le linee guida necessarie per finalizzare i progetti degli aeromobili e avviare le operazioni commerciali. L'idea, secondo quanto dichiarato dalla FAA, è di finalizzare l'iter normativo entro la metà del 2027.

Gli aerei che volano a velocità supersoniche raggiungono o superano Mach 1, ovvero circa 1.240 km/h. Le compagnie aeree commerciali odierne, per contro, in genere volano tra gli 885 e i 970 km/h. Fra le tecniche attualmente in fase di studio per ridurre il rumore generato dal boom sonico c'è la cosiddetta deviazione e rifrazione del boom stesso nell'atmosfera, grazie a un mix di progettazione dell'aereo, condizioni atmosferiche, velocità e altitudine. La FAA ha spiegato di essere in stretto contatto con l'Organizzazione internazionale dell'aviazione civile (ICAO), la NASA, partner industriali e istituzioni accademiche per contribuire allo sviluppo di standard relativi al rumore supersonico.

Duffy, evidentemente, ha sfruttato l'occasione per rilanciare le capacità tecnologiche degli Stati Uniti. «Ripristinare il volo supersonico sopra la terraferma non è solo una questione di velocità» ha detto. Il punto, infatti, è «liberare l'innovazione americana e inaugurare un'epoca d'oro dei viaggi». Epoca d'oro che si riallaccia, va da sé, alla Golden Age decantata da Donald Trump sin dal suo ritorno alla Casa Bianca. L'amministratore della FAA, Bryan Bedford, ha affermato che i progressi nell'ingegneria aerospaziale, nella scienza dei materiali e nella riduzione del rumore hanno reso possibile riconsiderare il divieto in vigore da decenni: «Questo significa che potremo finalmente abrogare il divieto, risalente agli anni Settanta, sui voli supersonici sul territorio statunitense, riducendo al minimo l'impatto acustico sui residenti delle comunità lungo la rotta e in prossimità degli aeroporti». Niente male.

Detto che il Concorde, a suo tempo, impiegava circa 3 ore e mezza per coprire la tratta Londra-New York, Overture di Boom – idealmente – senza divieti potrebbe collegare New York e Los Angeles, i due estremi del Paese insomma, in meno di tre ore. Un cambiamento epocale, rispetto alle attuali 6. Attenzione, però, a non farsi travolgere dall'entusiasmo. Le prestazioni sbandierate finora restano promesse del costruttore: Overture non è ancora certificato né in servizio – i primi voli commerciali sono attesi, nella migliore delle ipotesi, verso il 2030 – mentre il cuore del progetto, il motore Symphony, è tutto da collaudare. Infine c'è il nodo di sempre, quello che affossò il Concorde: i costi. Volare più veloci del suono è un lusso energetico ed economico, e la scommessa di Boom è convincere il mercato che, stavolta, il conto possa reggere proprio grazie agli sviluppi tecnici. Prima di stappare, conviene aspettare il decollo.

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