Il caso

Waltz insiste: «Non è stato diffuso alcun piano di guerra»

Il consigliere per la sicurezza nazionale americano continua a negare che siano stati diffuse informazioni classificate nella chat del Pentagono in cui è stato aggiunto accidentalmente il direttore di The Atlantic
©Alex Brandon
Ats
26.03.2025 18:04

Il consigliere per la sicurezza nazionale americano Mike Waltz insiste nel negare che siano stati diffusi pieni di guerra o informazioni classificate nella chat del Pentagono in cui è stato incluso accidentalmente il direttore di «The Atlantic».

«Nessuna posizione. Nessuna fonte e metodo. Nessun piano di guerra. I partner stranieri erano già stati informati che gli attacchi erano imminenti. Conclusione: il presidente Trump sta proteggendo l'America e i nostri interessi», ha scritto Waltz su X.

Intanto la direttrice dell'intelligence nazionale americana, Tulsi Gabbard, in un'audizione alla Commissione intelligence della Camera dei rappresentanti ha ammesso che «è stato un errore che un reporter sia stato aggiunto per sbaglio in un gruppo di sicurezza nazionale di alto livello, dove si sarebbe tenuta una discussione politica sugli imminenti attacchi contro gli Huthi e sui loro effetti».

Non ha ammesso, tuttavia, che sia stato un errore discutere di piani così delicati nella chat su Signal e ha ribadito che «non c'era nessuna informazione classificata».

Ma secondo Mick Mulroy, ex vice assistente del segretario alla difesa sotto la prima amministrazione Trump, i messaggi di testo dell'attuale segretario alla difesa Pete Hegseth sulla chat del Pentagono contenevano quasi certamente informazioni classificate. «Queste informazioni sono state chiaramente prese dall'ordine di battaglia in tempo reale di un'operazione in corso», ha affermato aggiungendo che «sono altamente classificate e protette».