WEF: giornata ricca di colloqui per Ignazio Cassis

Medio Oriente, Ucraina e Unione Europea: oggi a Davos (GR) è stata una giornata ricca di colloqui per il consigliere federale Ignazio Cassis, che al Forum economico mondiale (WEF) ne ha approfittato per incontrare il ministro degli esteri del governo di transizione siriano, il presidente israeliano, alcuni rappresentanti dell'Ucraina nonché il vicepresidente della Commissione europea.
Il responsabile del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) si è intrattenuto in mattinata il Commissario europeo Sefcovic, che oltre ad essere responsabile di commercio e sicurezza economica a Bruxelles, è incaricato delle relazioni e dei negoziati con la Svizzera. Alla «Casa svizzera» (House of Switzerland) si è discusso ovviamente dell'accordo tra Berna e l'UE.
«L'Unione Europea (UE) si sta preparando ad affrontare le sfide globali nel settore del commercio», ha dichiarato il politico slovacco ai microfoni di Keystone-ATS, poco dopo l'incontro. A proposito dei bilaterali III, siglati a livello materiale lo scorso dicembre, Sefcovic si è limitato a ribadire che «il processo è in corso». Gli Stati membri dell'UE «saranno informati della finalizzazione degli accordi e dovranno poi approvarli», ha aggiunto. Mentre a Berna si sta lavorando al messaggio da trasmettere al Parlamento.
In merito alle prossime tappe del pesante dossier, ieri la presidente della Confederazione Karin Keller-Sutter ha illustrato a von der Leyen l'iter politico vigente in Svizzera, in particolare la procedura di consultazione e il lavoro che spetta ora alle due Camere federali.
Il ticinese si è poi intrattenuto nel pomeriggio con il ministro degli esteri del governo di transizione siriano, Asaad Hassan al-Shaybani, al quale ha fatto intendere che per ora le sanzioni nei confronti di Damasco «non verranno certamente allentate». Attualmente al-Shaybani viene considerato dalla Confederazione un terrorista.
Dopo la caduta del regime pluridecennale di Bashar al-Assad, la leadership siriana è intenta ad instaurare nuove e solide relazioni diplomatiche in tutto il mondo. «Durante il colloquio odierno si è voluto capire come e con quali mezzi il governo di transizione intende raggiungere il proprio obiettivo tramite processi inclusivi», ha dichiarato Cassis. «Le risposte ottenute» dalla controparte sono state però «molto vaghe», ha sottolineato il malcantonese.
Rimanendo nel contesto delle relazioni con il Medio Oriente, nel corso del WEF il «ministro» degli esteri elvetico si è intrattenuto anche con il presidente israeliano Isaac Herzog, con il quale ha discusso delle prossime tappe all'indomani del cessate il fuoco raggiunto a Gaza tra lo Stato ebraico ed Hamas.
Non a caso, proprio oggi, contro Herzog sono state depositate denunce al Ministero pubblico della Confederazione (MPC) per «incitamento al genocidio» nella Striscia. L'MPC sta ora esaminando le accuse, una delle quali depositata dall'ONG Legal Action Against Genocide. L'MPC ha precisato all'agenzia Keystone-ATS di essere in contatto con il DFAE per chiarire la questione dell'immunità del capo di Stato israeliano 64enne.
Nel corso della giornata odierna il capo della diplomazia elvetica ha trovato lo spazio per incontrare anche alcuni rappresentanti dell'Ucraina, assieme ai quali ha stilato un bilancio degli sforzi fatti lo scorso anno per il raggiungimento di una tregua. Inoltre, ad un mese dall'inizio del quarto anno di guerra, oggi si è cercato di valutare i prossimi passi da intraprendere, come una possibile collaborazione con gli Stati Uniti per porre fine al conflitto.
Una seconda conferenza di pace, come quella sul Bürgenstock (NW), non rientra tuttavia nei piani attuali della Confederazione, ha spiegato il consigliere federale, che non esclude comunque un possibile mandato di protezione svizzero nel processo di pace.
Cassis ha fatto sapere che per i vari incontri al WEF la priorità è stata data sopratutto all'Europa, al Medio Oriente e alla situazione in Ucraina. Il ticinese ha infine discusso con il ministro degli esteri finlandese a proposito della presidenza dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE), che Berna rivestirà nel 2026. Probabilmente per chiedere qualche consiglio, dato che la Finlandia si è assunta la presidenza dell'OSCE per l'anno in corso.