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Zelensky annuncia un cessate il fuoco a partire dalla mezzanotte tra il 5 e il 6 maggio

Il presidente ucraino ha chiarito che ad oggi non c'è stata alcuna richiesta ufficiale rivolta al suo Paese riguardo alla modalità di cessazione delle ostilità in occasione del Giorno della Vittoria russo, l'8 e 9 maggio– TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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Zelensky annuncia un cessate il fuoco a partire dalla mezzanotte tra il 5 e il 6 maggio


Red. Online
04.05.2026 22:12
22:07
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Zelensky annuncia un cessate il fuoco da mezzanotte tra 5 e 6 maggio

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky annuncia su X «un regime di cessate il fuoco a partire dallle 00.00 della notte tra il 5 e il 6 maggio». «Ad oggi non c'è stata alcuna richiesta ufficiale rivolta all'Ucraina riguardo alla modalità di cessazione delle ostilità, di cui si parla nei social media russi», ha scritto inoltre in riferimento alla tregua annunciata dalla Russia in occasione del Giorno della Vittoria, l'8 e 9 maggio. «Riteniamo che la vita umana sia un valore incomparabilmente più grande della 'celebrazione' di qualsiasi anniversario. Nel tempo rimanente fino a quel momento, è realistico garantire che una tregua entri in vigore. Agiremo in modo reciproco a partire da quel momento». «È giunto il momento che i leader russi compiano passi concreti per porre fine alla loro guerra, se già il ministero della Difesa russo ritiene di non poter tenere una parata a Mosca senza la buona volontà dell'Ucraina», ha concluso Zelensky in merito alla parata del 9 maggio a Mosca, che quest'anno si terrà in tono minore senza armamenti pesanti.

«La pace non può aspettare 'parate' e 'celebrazioni'. Il 6 maggio mostrerà se Mosca è seria e cosa vuole veramente: la pace o parate militari». Lo scrive su X il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha, in merito alla «dichiarazione molto importante e giusta» del presidente Volodymyr Zelensky, il quale ha annunciato un cessate il fuoco a partire dalla mezzanotte tra il 5 e il 6 maggio, senza attendere la tregua dell'8 e 9 maggio prevista da Mosca in occasione delle celebrazioni per il Giorno della Vittoria. «Se Mosca è pronta a porre fine alle ostilità, può farlo già domani sera. L'Ucraina è pronta: a mezzanotte tra il 5 e il 6 maggio. Questa è una proposta seria per porre fine alla guerra e passare alla diplomazia. Chiedo a tutti i nostri partner, a tutti gli Stati amanti della pace, a tutte le sedi delle organizzazioni internazionali, di sostenere questo appello per la fine delle ostilità», ha concluso il ministro.

10:49
10:49
Raid russo sul Kharkiv, 4 morti e 16 feriti

L'esercito russo ha lanciato attacco missilistico contro l'insediamento di Merefa, nella regione di Kharkiv, uccidendo 4 persone e ferendone altre 16. Lo annuncia Oleh Syniehubov, capo della regione di Kharkiv, come riporta Ukrainska Pravda.

Le vittime sono due uomini di 50 e 63 anni e due donne di 41 e 52 anni. «L'incendio è già stato spento. Stiamo registrando danni a edifici privati e residenziali, negozi e una stazione di servizio. Le squadre di emergenza e tutti i servizi specializzati continuano a lavorare sul luogo dell'impatto», ha riferito Syniehubov.

10:32
10:32
Starmer: «Londra aderisce a prestito per Kiev»

La partecipazione del Regno Unito al prestito UE da 90 miliardi destinato a Kiev, oggetto di negoziati, «è molto positiva per l'Ucraina» secondo il primo ministro britannico Keir Starmer.

Al suo arrivo al vertice della Comunità politica europea (CPE) a Erevan, Starmer ha giustificato questo passo «perché le fornirà le capacità di cui ha disperatamente bisogno nel quinto anno di questo conflitto, è molto positiva per il Regno Unito perché si tratterebbe di capacità che porterebbero alla creazione di posti di lavoro nel Regno Unito, ed è molto positiva per le relazioni tra il Regno Unito e l'Unione europea, il che è molto importante».

L'iniziativa sulla possibile adesione britannica al prestito da 90 miliardi per Kiev portata da Starmer al tavolo del vertice odierno dei leader della comunità paneuropea della CPE, che raccoglie Paesi UE e non UE, rappresenta nelle intenzioni un allargamento dei piani per il cosiddetto «reset» post Brexit con Bruxelles lanciato a suo tempo dal premier laburista. Reset peraltro ostacolato su altri dossier come quello di un ritorno a un qualche allineamento di Londra con il mercato unico europeo da richieste dai 27 definite esose da fonti citate dal Times di oggi, secondo cui al Regno verrebbe imposto, nel caso, un conto da un miliardo di sterline all'anno da versare nelle casse dell'Unione.

Soffermandosi comunque sulla questione ucraina e sulla cooperazione nel settore militare, Starmer ha indicato a Erevan la necessità che il suo Paese e i partner europei facciano «di più e più in fretta» per la difesa collettiva. E collaborino maggiormente anche per fornire nuovi equipaggiamento bellici a Kiev.

«Quando il Regno Unito e l'Unione Europea lavorano assieme - ha detto - tutti ne traiamo beneficio e in questi tempi incerti abbiamo bisogno di fare di più e più in fretta sul fronte della difesa per per garantire la sicurezza dei nostri popoli». «È per questo che abbiamo iniziato negoziati con l'UE per assicurare che l'Ucraina abbia l'equipaggiamento necessario per difendere la sua libertà, e creare allo stesso tempo opportunità per l'industria (bellica) britannica», ha poi spiegato, aggiungendo di essere determinato ad agire «nel nostro interesse nazionale per proteggere la nostra sicurezza, sostenere gli alleati e garantire posti di lavoro e stabilità in patria».

Impegni su cui i media d'oltre Manica sollevano peraltro non poche incognite, tenuto conto della posizione precaria del premier, investito dai contraccolpi della scandalo Epstein-Mandelson, ma anche da una più generale crisi di consensi e credibilità sulle sue ricette politiche ed economiche. Mentre si rafforza la possibilità che la sua leadership possa essere messa in discussione più o meno rapidamente dal suo stesso partito dopo le elezioni amministrative del 7 maggio in caso di tracollo del Labour.

07:41
07:41
Drone ucraino colpisce un grattacielo residenziale a Mosca

Un drone ha colpito un edificio residenziale vicino a via Mosfilmovskaya, a Mosca. Lo riporta la Tass precisando che al momento non risultano persone ferite, secondo quanto dichiarato dal sindaco di Mosca Sergei Sobyanin. «Secondo le prime informazioni, il drone ha colpito un edificio vicino a via Mosfilmovskaya. Non ci sono stati feriti. I servizi di emergenza sono sul posto», riporta un comunicato.

Il Kyiv Independent riferisce che le forze ucraine avrebbero lanciato un attacco con droni su Mosca nella notte tra il 3 e il 4 maggio, colpendo infrastrutture civili nella capitale russa. Alcuni video pubblicati sui social media sembrano mostrare un drone che vola a bassa quota in direzione di Mosca. Poco dopo, i residenti hanno riferito di aver udito forti esplosioni nella capitale. Alcune foto sembrano mostrare danni al piano superiore di un grattacielo residenziale in città, presumibilmente un edificio in via Mosfilmovskaya, appena a ovest del centro città. Resti del drone sono stati rinvenuti sulla strada sottostante.

06:24
06:24
Il punto alle 6.00

«Non credo che Putin abbia molto di cui esser contento al momento». È quello che ha detto il cancelliere tedesco Friedrich Merz in un'intervista alla tv Ard andata in onda in serata, rispondendo a una domanda su quanto si rallegri Putin del recente scontro con Donald Trump, che ha portato all'annuncio del ritiro di 5000 militari dalla Germania. «Le critiche nel Paese crescono, l'economia ha molti problemi e la Russia perde ogni giorno 1000 soldati», ha aggiunto a proposito della situazione in cui si trova il leader del Cremlino.