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Zelensky: «Europa e USA devono colpire le fonti energetiche russe»

Dopo i pesanti bombardamenti di Mosca sull'ex repubblica sovietica, il leader di Kiev torna ad esortare gli alleati ad imporre nuove sanzioni - TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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Zelensky: «Europa e USA devono colpire le fonti energetiche russe»
Red. Online
29.09.2025 06:38
18:56
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Frammenti di drone trovati in Romania, al confine con l'Ucraina

Il Ministro della Difesa rumeno Ionut Mosteanu ha dichiarato che nuovi frammenti di drone sono stati trovati a Tulcea, nella Romania orientale al confine con l'Ucraina. Lo riporta Sky News, sottolineando che gli esperti del ministero della Difesa stanno ora raccogliendo i pezzi per un'indagine più approfondita.

La Romania è stata uno dei numerosi Paesi il cui spazio aereo è stato violato nelle ultime settimane. Il Paese ha fatto decollare i suoi aerei da combattimento circa due settimane fa, quando un drone è entrato nei suoi cieli prima di dirigersi verso l'Ucraina.

17:04
17:04
Parigi-Berlino-Varsavia: «La Russia cessi di violare gli spazi aerei»

I ministri degli Esteri di Germania, Francia e Polonia sottolineano la loro ''unità e determinazione indistruttibile per difendere la pace, la sicurezza e i valori fondamentali comuni dell'Europa dinanzi alla guerra d'aggressione che continua ad essere condotta dalla Russia.

Le violazioni recenti dello spazio aereo polacco, romeno ed estone, hanno rappresentato atti ostili pericolosi e una escalation inaccettabile che minaccia la stabilità regionale ed europea«: è quanto si legge in una nota congiunta diffusa dal Quai d'Orsay, dopo la riunione a Varsavia dei capi della diplomazia dei tre Paesi del cosiddetto triangolo di Weimar.

''Condanniamo queste provocazioni e ci appelliamo alla Russia affinché ponga fine a queste azioni, cessi immediatamente la sua guerra di aggressione contro l'Ucraina e apri negoziati di pace secondo le modalità definite con Kiev», si prosegue nel comunicato.

17:03
17:03
«Non c'è più un posto sicuro nel territorio russo»

La Russia deve rendersi conto che da oggi non ci sarà più un posto sicuro sul suo territorio e che le armi ucraine raggiungeranno qualsiasi base militare russa. Lo ha dichiarato ai giornalisti, a margine del Forum sulla Sicurezza di Varsavia, il ministro degli Esteri ucraino Andriy Sybiha, commentando le parole del Rappresentante Speciale degli Stati Uniti Keith Kellogg, secondo cui Donald Trump avrebbe autorizzato gli attacchi a lungo raggio dell'Ucraina contro la Russia. Lo riporta Ukrinform.

«L'Ucraina sta difendendo la propria indipendenza sulla base del diritto all'autodifesa, in conformità con l'articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite. E la Russia deve comprendere chiaramente che oggi e in futuro non ci sarà più un posto sicuro per loro e che le armi ucraine e l'esercito ucraino raggiungeranno qualsiasi obiettivo militare sul loro territorio. Abbiamo già dimostrato la potenza delle armi ucraine», ha sottolineato Sybiha.

Intanto, la carenza di carburante ha portato a restrizioni sulla vendita di benzina nella città di Sebastopoli, in Crimea, occupata dalla Russia. Lo scrive Ukrainska Pravda che cita come fonte il Moscow Times, un'agenzia di stampa indipendente con sede ad Amsterdam.

Mikhail Razvozhayev, «governatore» di Sebastopoli nominato dal Cremlino, ha annunciato che a partire da oggi i residenti non potranno acquistare più di 30 litri di carburante per veicolo o contenitore presso le stazioni di servizio. «La benzina viene consegnata in città senza interruzioni, ma a causa degli acquisti compulsivi nelle stazioni di servizio, non è ancora possibile riprendere le normali attività», ha dichiarato Razvozhayev. «Ci aspettiamo che questa misura temporanea ci consenta di rifornire tutte le stazioni e di tornare al nostro programma regolare.» Ha inoltre esortato i residenti della Crimea a non accumulare scorte carburante.

Ukrainska Pravda ricorda che, secondo i rapporti dell'intelligence ucraina, 20 regioni della Russia e territori temporaneamente occupati dell'Ucraina stanno soffrendo di carenza di carburante e che nel frattempo, i prezzi del carburante stanno aumentando in tutto il Paese.

14:48
14:48
Il giornalista ucraino Maksym Butkevych vince il premio Vaclav Havel

Maksym Butkevych, giornalista ucraino e difensore dei diritti umani, è il vincitore del premio Vaclav Havel.

Il riconoscimento viene conferito ogni anno dall'assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa durante la sessione autunnale, in memoria «dell'architetto della Rivoluzione di velluto del 1989, e simbolo duraturo dell'opposizione al dispotismo». Per questa tredicesima edizione gli altri due finalisti erano la giornalista georgiana Mzia Amaghlobeli, e il giornalista azero Ulvi Hasanli, entrambi in prigione.

«Non è una coincidenza che quest'anno i tre finalisti siano dei giornalisti», ha evidenziato il presidente dell'assemblea parlamentare, Theodoros Rousopoulos, ricordando come Vaclav Havel dicesse che «le parole possono cambiare la storia, e la verità può far cadere le dittature».

Nel ricevere il premio, Maksym Butkevych, che è stato catturato e condannato a 13 anni dalle forze russe, ha sopportato oltre 2 anni di prigionia prima di essere rilasciato in uno scambio di prigionieri nell'ottobre 2024, ha detto che il fatto di poter parlare oggi nell'emiciclo del Consiglio d'Europa «è una promessa che tutti coloro che sono prigionieri dei russi e di regimi autoritari saranno liberati».

«Non ricevo questo premio solo per me ma per tutti i prigionieri di guerra ucraini, per i civili detenuti dalla Russia, tutti quelli che privati della libertà sono soggetti a tortura e trattamenti inumani e degradanti, per tutti i miei colleghi in cella nei Paesi autoritari che cercano di silenziare la libertà di parola», ha aggiunto Butkevych.

«Spesso mi viene chiesto se la prigionia mi ha fatto perdere la fiducia nei diritti umani, e io rispondo sempre di no, perché sono stato in un sistema che non gli dà alcun valore e che quindi non dà valore alla dignità umana. Quando si è privati di qualcosa si comincia a capire quanto valga», dice il giornalista. «Vi prego di non dimenticarvi degli ucraini, e di tutti coloro che in Europa e altrove lottano per la libertà e la dignità umana», ha concluso Butkevych.

14:27
14:27
Putin firma per l'arruolamento di 135 mila soldati per la leva autunnale

Il presidente russo Vladimir Putin ha firmato un decreto per l'arruolamento di 135.000 soldati per la leva autunnale, dopo i 160.000 arruolati nella leva primaverile. Lo riferiscono le agenzie russe. I coscritti sono di età comprese tra i 18 e i 30 anni.

Lo scorso anno erano stati arruolati come soldati di leva 150.000 giovani in primavera e 133.000 in autunno.

Nel conflitto in Ucraina sono tuttavia impiegati in larga maggioranza soldati che si sono arruolati volontariamente a contratto, con stipendi che superano di varie volte quelli medi in Russia.

All'inizio di luglio il vice segretario del Consiglio di Sicurezza nazionale, Dmitry Medvedev, aveva detto che nei primi sei mesi dell'anno erano stati arruolati 210.000 contrattisti. Lo stesso Medvedev lo scorso gennaio aveva detto che nel 2024 i contrattisti arruolati erano stati 450.000, dopo i 486.000 del 2023.

Alla fine del 2023 Putin aveva detto che due terzi dei militari impiegati a quel tempo in Ucraina erano contrattisti e un terzo riservisti richiamati alle armi.

12:17
12:17
Mosca conquista un altro villaggio nell'est ucraino

Il ministero della Difesa russo ha rivendicato la conquista nelle ultime 24 ore di un altro villaggio nell'Ucraina orientale: quello di Shandrigolovo, nella regione di Donetsk. Lo si legge nel bollettino quotidiano del dicastero sulle operazioni militari.

12:02
12:02
Tusk: «Questa guerra è anche la nostra guerra»

«Questa guerra è anche la nostra guerra». È quello che ha detto il premier polacco Donald Tusk, che partecipando a un forum della sicurezza a Varsavia ha chiesto unità all'Occidente nel sostegno all'Ucraina.

«Se perdiamo questa guerra, le conseguenze non riguarderanno solo la nostra generazione - ha affermato -, ma anche le prossime in Polonia, Europa, Usa e ovunque nel mondo».

11:54
11:54
Il Cremlino: i Tomahawk non sarebbero «un'arma magica»

Anche se gli USA fornissero i missili Tomahawk a Kiev per usarli in profondità contro il territorio russo, essi non sarebbero «un'arma magica» che consentirebbe agli ucraini di cambiare il corso del conflitto.

Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, commentando le dichiarazioni di dirigenti americani sulla possibile fornitura. Peskov, citato dall'agenzia Interfax, ha aggiunto che comunque Mosca sta «analizzando attentamente» la questione per decidere eventuali risposte.

«Abbiamo effettivamente sentito queste dichiarazioni, le stiamo analizzando attentamente», ha detto Peskov ai giornalisti, rispondendo a una richiesta di commentare le parole del vicepresidente degli Stati Uniti J.D. Vance e dell'inviato speciale per l'Ucraina Keith Kellogg sulla possibilità di fornire i Tomahawk a Kiev per colpire in profondità il territorio della Federazione Russa.

«La domanda - ha aggiunto - è la seguente: chi può lanciare questi missili, anche se si trovano sul territorio del regime di Kiev? Possono lanciarli solo gli ucraini o devono farlo comunque i militari americani? Chi dà gli obiettivi a questi missili, la parte americana o gli stessi ucraini? Perciò qui è necessaria un'analisi molto approfondita. Prima capiamo chi sarà coinvolto nel processo, e poi si potrà decidere la posizione di risposta», ha aggiunto il portavoce.

Ma anche se i missili USA saranno consegnati a Kiev, ha affermato ancora Peskov, «non esiste alcun rimedio assoluto che possa ora cambiare la situazione al fronte per il regime di Kiev, non c'è un'arma magica, siano anche i Tomahawk».

11:52
11:52
Dal Regno Unito: forse l'Occidente è già in guerra con la Russia

Chi dice che il Regno Unito e l'occidente siano già in guerra con la Russia «potrebbe avere ragione». Parola della 77enne baronessa Eliza Manningham-Buller, spia britannica di carriera e capo dei servizi segreti interni di Sua Maestà dell'MI5 fra il 2002 e il 2007.

In un intervento scritto per una pubblicazione della Camera dei Lord, di cui fa parte con diritto al titolo di baronessa, Eliza Manningham-Buller riprende sull'argomento le posizioni di Fiona Hill, cremlinologa britannica naturalizzata americana in fama di falco ed ex membro del Consiglio di sicurezza nazionale Usa per due anni ai tempi della prima presidenza di Donald Trump (del quale oggi è una durissima critica).

«Fin dall'invasione dell'Ucraina, e basandomi su varie cose che ho letto riguardo al sabotaggio russo qui da noi, Fiona Hill - conclude - potrebbe avere ragione nel dire che siamo già in guerra con la Russia».

Nello stesso scritto, Manningham-Buller ricorda poi di avere incontrato Vladimir Putin a margine del G8 del 2005. Allora, sotto la premiership di Tony Blair, «speravano che la storia passata della Russia non avrebbe prevalso e che, finita l'Urss, saremmo potuti diventare partner», afferma.

«Ma ci siamo sbagliati perché Mosca è estremamente ostile all'Occidente, lo possiamo vedere in tutta una serie di forme» prosegue, ammettendo in prima persona di non aver «previsto» che solo un anno dopo, nel 2006, Putin «avrebbe dato l'ordine di far uccidere nelle strade di Londra» l'ex spia russa dissidente Aleksandr Litvinenko.

11:31
11:31
Premier Svezia: «Droni in Polonia sono russi, anche se loro negano»

Il primo ministro svedese Ulf Kristersson è stato intervistato dalla Tv4 svedese sulla situazione dei droni, avvistati molteplici volte nel corso della scorsa settimana in Danimarca: «Abbiamo la conferma che quelli che sono atterrati in Polonia erano russi, li abbiamo visti con i nostri occhi. La Russia nega tutto questo, ma è chiaro che la probabilità che si tratti di un segnale da parte della Russia nei confronti dei paesi che sostengono l'Ucraina è piuttosto alta», ha dichiarato Kristersson.

«Tutto sembra indichi quello. Poi, tutti i paesi sono cauti nell'accusare un paese se non si è certi. In Polonia sappiamo che è stato così», ha aggiunto.

10:23
10:23
«Abbattuti 32 droni russi»

Nella notte l'Aeronautica ucraina ha abbattuto 32 droni russi lanciati nel nord e nell'est del paese. Lo riportano i media ucraini.

06:41
06:41
«Intercettati 84 droni ucraini sulla Russia»

I sistemi di difesa aerea russi hanno intercettato e distrutto 84 droni ucraini nelle regioni russe durante la notte. Lo ha riferito, riporta la Tass, il Ministero della Difesa russo.

«Dalle 23:00 (ora di Mosca) del 28 settembre alle 7:00 del mattino del 29 settembre - riporta il comunicato - i sistemi di allerta della difesa aerea hanno intercettato e distrutto 78 droni ucraini: 24 sulla regione di Bryansk, 21 sulla regione di Belgorod, 9 sulla regione di Voronezh, 9 sulla regione di Smolensk, 7 sulla regione di Kaluga, 4 sulla regione di Mosca, 3 sulla regione di Orël e 1 sulla regione di Kursk. Un totale di 84 droni intercettati e distrutti durante la notte».

06:38
06:38
Il punto alle 6

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è nuovamente tornato ad esortare la comunità internazionale ad agire con decisione per tagliare le entrate energetiche della Russia. Petrolio e gas sono i mezzi con cui Mosca finanzia la guerra in Ucraina: «È giunto il momento di un'azione decisa e contiamo su una ferma risposta da parte di Stati Uniti, Europa, G7 e G20», ha dichiarato il leader di Kiev su Telegram, dopo l'ennesimo pesante attacco russo sull'ex repubblica sovietica. Mentre le Nazioni Unite tenevano le sessioni dell'Assemblea generale, la Russia «ha letteralmente colpito l'Ucraina ogni giorno, ad ogni ora», ha denunciato Zelensky nel suo videomessaggio serale, parlando di «attacchi a tradimento».

Il leader di Kiev ha poi affermato: «Hanno respinto ogni autentica proposta di pace e meritano una pressione davvero dura. Questa settimana ci aspettiamo dall'Europa decisioni in merito a tale pressione – come minimo, un nuovo pacchetto di sanzioni, il 19esimo. È particolarmente importante che le sanzioni colpiscano duramente il commercio energetico russo e l'intera infrastruttura della sua flotta di petroliere».

Secondo lo stato maggiore ucraino, ieri i russi hanno lanciato 643 droni e razzi, inclusi missili da crociera, sull'Ucraina orientale, centrale e meridionale. La Polonia ha chiuso il suo spazio aereo nei pressi di due città del sud-est, ha fatto decollare i caccia per monitorare la situazione ed ha messo in stato di allerta i sistemi di difesa aerea terrestre: sistemi utilizzati nei giorni scorsi proprio per abbattere droni non identificati.