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Zelensky: «La prima tranche del prestito di 90 miliardi è destinata a produrre armi»

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato che la prima tranche del prestito di 90 miliardi di euro concesso dall'Ue sarà destinata alla produzione di armi e alla protezione energetica - TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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Zelensky: «La prima tranche del prestito di 90 miliardi è destinata a produrre armi»
Red. Online
26.04.2026 16:38
16:37
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Zelensky: «La prima tranche del prestito di 90 miliardi è destinata a produrre armi»

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato che la prima tranche del prestito di 90 miliardi di euro concesso dall'Ue sarà destinata alla produzione di armi e alla protezione energetica. Lo riporta Rbc-Ucraina.

«Destineremo la prima tranche del pacchetto di aiuti europei approvato, pari a 90 miliardi di euro, alla produzione nazionale per la difesa dell'Ucraina. Si tratta di droni e dell'intero settore della tecnologia militare», si legge nel messaggio.

Zelensky ha poi indicato l'energia come secondo settore prioritario.

Proprio a proposito di energia, il presidente ucraino ha affermato che «Durante un incontro con il direttore generale dell'Aiea Rafael Grossi, ho sottolineato l'inaccettabilità della presenza della Russia presso la centrale nucleare di Zaporizhzhia. Abbiamo discusso degli spegnimenti temporanei delle unità della centrale nucleare, delle riduzioni della loro produzione e delle potenziali conseguenze di queste azioni criminali», si legge su X.

Zelensky ha precisando che «per un funzionamento sicuro, la centrale deve essere restituita alla gestione dell'operatore autorizzato dell'Ucraina e del regolatore nucleare».

Il leader ucraino spiega poi che si è deciso «di proseguire con le missioni dell'Aiea per garantire un monitoraggio continuo delle condizioni della centrale. Sono grato a Rafael Grossi e al team dell'Agenzia per la loro visita al nostro Paese in occasione del 40o anniversario del disastro di Chernobyl.»

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Il punto alle 10

Nuova escalation sul fronte ucraino, dove la notte è stata segnata da intensi attacchi di droni da entrambe le parti. Nel nord-est dell’Ucraina, un raid russo ha causato la morte di due civili nella città di Bilopillia, a pochi chilometri dal confine russo. Lo ha riferito, secondo AFP rilanciata dall’ANSA, Oleg Grygorov, capo dell’amministrazione militare della regione di Sumy. Le vittime sono due uomini di 48 e 72 anni.

Sul fronte opposto, il ministero della Difesa russo ha dichiarato che i sistemi di difesa aerea hanno intercettato e distrutto nella notte 203 droni ucraini in numerose regioni della Federazione Russa e sul Mar Nero, inclusa la regione di Mosca e la Crimea.

Particolarmente rilevante quanto avvenuto a Sebastopoli, in Crimea annessa da Mosca, dove secondo l’agenzia Tass, che cita il governatore Mikhail Razvozhayev, sarebbero stati abbattuti 71 bersagli aerei in quello definito «uno degli attacchi più massicci» contro la città. Le autorità filorusse parlano di un morto, quattro feriti e danni a decine di edifici residenziali.

Gli sviluppi confermano un’intensificazione della guerra dei droni, sempre più centrale nel conflitto, con attacchi che colpiscono sia il territorio ucraino vicino al fronte sia aree in profondità in Russia e nella Crimea occupata.