«Mostriamo alle cittadine le opportunità dell'Esercito»

«La partecipazione obbligatoria alla giornata informativa per le donne svizzere è una misura adeguata ad aumentare il coinvolgimento delle donne nei settori rilevanti per la sicurezza in Svizzera». Il Consiglio federale tira dritto: a partire dal 2030, anche le giovani donne svizzere (tra i 18 e i 24 anni) dovranno partecipare a una giornata informativa sul servizio militare e sul servizio di protezione civile. Per farlo, però, bisognerà passare da una modifica costituzionale: pertanto, sarà necessario andare al voto e servirà la doppia maggioranza di popolo e Cantoni. Prima, però, c’è il Parlamento. Poi le urne: «La votazione popolare dovrebbe aver luogo nel 2028», informa il Consiglio federale in una nota.
Obiettivo lontano
L’obiettivo dell’ex «ministra» della Difesa Viola Amherd era di raggiungere una quota di donne nell’esercito pari al 10%. La realtà? Nel 2024, le donne che prestavano servizio nelle forze armate erano circa 2.500, pari al 2,3%. I dati del 2024 mostrano inoltre che 1.234 donne avevano partecipato in quell’anno - a titolo volontario - alla giornata informativa: 685 erano presenti al reclutamento, 549 sono entrate in servizio alla scuola reclute e infine 464 sono state incorporate nell’esercito.
Per il Consiglio federale serve un cambio di passo. Le misure introdotte finora per incentivare la quota di donne (ad esempio tramite campagne mirate) «contribuiscono in modo significativo a rendere le donne svizzere più consapevoli delle possibilità e delle opportunità offerte da un servizio nell’esercito o nella protezione civile. Tuttavia queste misure oggi non riescono a raggiungere gran parte delle donne svizzere: sulla base delle esperienze degli ultimi anni, non è quindi realistico prevedere che nel prossimo futuro tali misure possano contribuire a un miglioramento significativo della quota di donne nell’esercito e nella protezione civile», spiega nel messaggio il Consiglio federale. Ma quali vantaggi porta un aumento della quota di donne nell’esercito? Le esperienze maturate nel mondo del lavoro civile e nelle forze armate con una quota di donne più elevata hanno mostrato che i team misti spesso ottengono risultati migliori rispetto a quelli composti esclusivamente da uomini o da donne, sottolinea il Governo, dicendosi convinto «che una quota di donne più elevata avrà un’influenza positiva sulla qualità delle prestazioni fornite dall’esercito e dalla protezione civile».
Costi per i Cantoni
Durante la fase di consultazione, una delle critiche rivolte al progetto governativo riguardava in particolare i costi: i Cantoni stimano infatti circa 3,3 milioni di franchi supplementari. «Insieme ai costi per le giornate informative per gli uomini svizzeri, i costi complessivi per le giornate informative obbligatorie sono stimati a circa 7 milioni di franchi». Il Consiglio federale, dal canto suo, ritiene che i costi per la Confederazione aumenteranno di circa 150 mila franchi all’anno. E non intende addossarsi i costi aggiuntivi che dovranno invece assumersi i Cantoni.
Soldati di milizia fuori dai confini
La giornata informativa obbligatoria per le donne non è però stato l’unico tema all’ordine del giorno della seduta del Consiglio federale in termini di difesa e sicurezza. In particolare, Berna vuole che l’esercito abbia una nuova struttura di comando e auspica un miglioramento dell’addestramento. Per questo motivo, ha inviato in consultazione alcune modifiche della legge militare e dell’organizzazione dell’esercito. In futuro, ci saranno molti più soldati svizzeri che oltrepasseranno i confini nazionali.
Il Consiglio federale vuole infatti creare una base giuridica che permetta di chiamare in servizio anche i militari di milizia per prestare servizi d’istruzione all’estero obbligatori. Ciò per «tenere conto del fatto che i limiti geografici e le restrizioni in materia di tecnica di sicurezza rendono sempre più difficile garantire in Svizzera infrastrutture adeguate a soddisfare tutte le esigenze in ambito d’istruzione». Oggi, i servizi d’istruzione all’estero sono obbligatori solo per il personale militare, ma non per i militari di milizia. Tuttavia, coloro che non possono o non vogliono prestarlo, avranno però diritto a un rinvio del servizio e a un servizio in Svizzera, a condizione che presentino una richiesta in tal senso «entro un termine adeguato».