Berna

Musica svizzera, il Consiglio federale apre alla «Lex Spotify»

Parere favorevole alla mozione che chiede più visibilità e reperibilità della produzione musicale nazionale sulle piattaforme di streaming – In corso le trattative con i grandi servizi digitali: «Se entro metà 2027 non si troverà un accordo, si valuteranno misure legislative», scrive il Governo
Red. Online
27.08.2026 22:15

Un passo avanti per la musica svizzera nello streaming. Il Consiglio federale ha dato parere favorevole a una mozione (depositata da sei consiglieri nazionali, tra cui il ticinese Simone Gianini) che chiede di garantire maggiore visibilità e reperibilità della produzione musicale svizzera sulle piattaforme digitali e sui servizi di streaming.

La mozione, depositata il 18 giugno 2026, riprende sostanzialmente una richiesta già emersa negli anni scorsi e che, nel dibattito pubblico, è stata associata anche all’idea di una possibile «Lex Spotify» per rafforzare la presenza della musica svizzera sulle piattaforme digitali.

Il punto di partenza è semplice: nell’era dello streaming non basta che un brano sia disponibile online. Per raggiungere il pubblico, deve essere anche visibile, facilmente reperibile e presente nei percorsi attraverso i quali gli utenti scoprono nuova musica.

La sfida degli algoritmi

Nel mercato tradizionale, la musica svizzera poteva contare su radio, media, negozi, festival e operatori culturali nazionali capaci di contribuire alla scoperta degli artisti. Nello streaming, che comprende servizi come Spotify, Apple Music e YouTube Music, una parte importante della scoperta musicale passa invece attraverso algoritmi, playlist e sistemi di raccomandazione gestiti da piattaforme internazionali.

«Per il panorama musicale svizzero ciò rappresenta una sfida importante», si evidenzia nell'atto parlamentare. «La Svizzera si contraddistingue per un mercato interno di piccole dimensioni, diverse regioni linguistiche e un panorama musicale variegato. Sulle piattaforme internazionali le produzioni musicali svizzere sono in concorrenza diretta con quelle provenienti da mercati decisamente più grandi». La questione, quindi, non riguarda soltanto la disponibilità della musica svizzera online, ma la sua concreta possibilità di essere proposta, scoperta e ascoltata.

Cosa chiede la mozione

La mozione incarica il Consiglio federale di adottare le misure necessarie e, se del caso, di proporre all’Assemblea federale le modifiche legislative affinché siano garantite la visibilità e la reperibilità della creazione musicale svizzera sulle piattaforme digitali. Gli obiettivi indicati sono due: promuovere la visibilità e la reperibilità della musica prodotta in tutte le regioni linguistiche e garantire una parità di trattamento della creazione musicale svizzera rispetto all’offerta musicale dei mercati esteri.

Nel testo viene sottolineata anche la dimensione economica della questione. «Chi non è visibile non viene ascoltato. Chi non viene ascoltato non può raggiungere il proprio pubblico e costruirsi una base economica solida», si legge. La posta in gioco riguarda dunque non soltanto la politica culturale, ma anche musicisti, produttori, case discografiche e gli altri operatori della filiera musicale.

Una questione già sollevata in passato

Il Consiglio federale riconosce da tempo l’importanza di una maggiore visibilità della musica svizzera sulle piattaforme digitali. Già nella risposta alla mozione 23.4528 «Promuovere la visibilità della musica svizzera sulle piattaforme di streaming», presentata dal consigliere nazionale Stefan Müller-Altermatt (Il Centro), il Governo aveva sottolineato che la reperibilità dell’offerta musicale riveste grande importanza per i musicisti svizzeri e che, dal punto di vista della politica culturale, è auspicabile una migliore rappresentanza della creazione musicale svizzera sulle piattaforme digitali.

Quella mozione è nel frattempo decaduta, non essendo stata trattata dalla Camera entro il termine previsto. La nuova proposta riprende tuttavia sostanzialmente la stessa richiesta e riporta al centro del dibattito parlamentare il problema della presenza della musica elvetica nell’universo dello streaming.

Dalle trattative con le piattaforme a una possibile «Lex Spotify»

Il sostegno del Consiglio federale alla nuova mozione arriva mentre sono già in corso discussioni tra il settore musicale e i principali fornitori di servizi di streaming. Come indicato dal Governo, le trattative si svolgono sotto la guida dell’Ufficio federale della cultura (UFC) e riguardano proprio le questioni affrontate dalla mozione. La prospettiva indicata dal Consiglio federale è chiara: «Se entro la metà del 2027 non si giungerà a un accordo soddisfacente, si dovranno valutare in una fase successiva eventuali misure legislative e, se del caso, presentare al Parlamento proposte in tal senso».

La strada alla valutazione di interventi legislativi riporta alla memoria il percorso fatto per la cosiddetta «Lex Netflix», entrata in vigore nel 2024, che ha introdotto per i servizi di streaming un obbligo di destinare almeno il 4% dei proventi lordi realizzati in Svizzera alla creazione cinematografica svizzera indipendente, oppure di versare una tassa sostitutiva. Un precedente che potrebbe tornare nel dibattito qualora le trattative con le piattaforme non portassero a risultati concreti. La musica svizzera sarà dunque la prossima a conquistarsi una propria «Lex Spotify»?