Musk contro Altman, la resa dei conti arriva in tribunale

La battaglia senza esclusione di colpi, che si protrae da anni tra Elon Musk, l'uomo più ricco del mondo, e Sam Altman, la mente visionaria di OpenAI, approda in via ufficiale nel tribunale della California settentrionale, in uno scontro destinato a condizionare gli sviluppi futuri dell'intelligenza artificiale.
Una causa da 134 miliardi
Musk, patron di Tesla e SpaceX, ha avviato una causa da 134 miliardi di dollari sostenendo di essere stato raggirato quando Altman ha trasformato OpenAI da organizzazione no-profit in un colosso a scopo di lucro. Grazie al successo virale di ChatGPT, l'azienda ha ora una valutazione che si avvicina ai 1.000 miliardi, puntando alla quotazione in Borsa, probabilmente nel quarto trimestre 2026. Il patron di Tesla ha sostenuto che OpenAI, Altman e il presidente della startup, Greg Brockman, siano venuti meno all'impegno originario: mantenere l'influente società dedicata all'IA come entità senza fini di lucro a tempo indeterminato. Da allora, OpenAI si è ristrutturata lo scorso ottobre su iniziativa di Altman allo scopo di poter gestire la sussidiaria a scopo di lucro, minando i piani del patron di Tesla e SpaceX.
Da amici a nemici e rivali
Musk e Altman erano un tempo amici intimi e facevano parte del gruppo di esperti di tecnologia che diede vita a OpenAI nel 2015, spinti dai timori condivisi sul potenziale potere dell'IA e dalla necessità di svilupparla in modi che potessero portare benefici effettivi all'umanità. Ora, invece, sono nemici pubblici e acerrimi rivali: nel 2023 Musk ha lanciato xAI in risposta a OpenAI, fondendola con SpaceX in un'operazione che valuta l'entità combinata in 1.250 miliardi, che si prepara a quotare con un'Ipo dei record. In un documento distribuito ai suoi potenziali investitori a inizio anno, OpenAI ha descritto il contenzioso con Musk come «potenziale rischio» per le sue attività. La startup ha ripetutamente liquidato la causa del tycoon come «infondata», motivata come una «campagna di molestie guidata dall'ego, dalla gelosia e dal desiderio di rallentare un concorrente», come scritto in un post su X all'inizio di aprile.
Le richieste e le restituzioni
La selezione della giuria nel caso Musk contro Altman è il primo passo dello scontro nel tribunale federale di Oakland, appena oltre il Bay Bridge rispetto a San Francisco, città in cui ha sede OpenAI. Qualora dovesse vincere la causa, Musk ha anticipato che chiederà al tribunale di restituire i «guadagni illeciti» all'ente no-profit di OpenAI, la Fondazione, oltre a chiedere la rimozione di Altman e Brockman dagli incarichi e l'annullamento di «conversione e ristrutturazione di OpenAI in entità a scopo di lucro».
Un braccio di ferro continuo
Quello che parte oggi nel nord della California non è l'unico contenzioso che Musk ha avviato contro OpenAI. X, ex Twitter, insieme a xAI, ha fatto causa alla startup IA e ad Apple nel 2025 per una presunta condotta anticoncorrenziale. Un'udienza sul caso è in programma a maggio, in Texas. A febbraio, un giudice federale in California ha respinto l'azione di xAI, in cui accusava OpenAI di aver sottratto segreti commerciali. Insomma, un braccio di ferro a tutto tondo che, inevitabilmente, pende sul futuro dell'IA.