Naturalizzazioni a Mendrisio, arriva il ricorso al Consiglio di Stato

Nuovo capitolo sulla questione delle naturalizzazioni a Mendrisio: è arrivato il ricorso al Consiglio di Stato. A inoltrarlo il consigliere comunale Massimiliano Robbiani (Lega) contro la decisione del Legislativo di concedere l’attinenza comunale per 51 domande di naturalizzazione. Il ricorrente chiede che venga accordato l’effetto sospensivo all’atto per impedire l’esecuzione della decisione e di estendere l’audit - per quanto di competenza della vigilanza cantonale - alle naturalizzazioni approvate in precedenza, «qualora sussistano fondati dubbi sulla ripetitività di tali errori materiali nel Controllo abitanti». Secondo Robbiani, «l’esecuzione della decisione impugnata creerebbe un pregiudizio difficilmente riparabile qualora i dati di base (date di domicilio e requisiti temporali) risultassero errati o non conformi alla legge cantonale e federale».
Segnalate «gravi incongruenze»
Ma facciamo un passo indietro. Il tema, lo ricordiamo, era finito sotto i riflettori qualche mese fa, quando - durante la seduta di Consiglio comunale del 23 febbraio - erano stati presentati i messaggi per 51 domande di concessione dell’attinenza comunale che presentavano errori e «gravi incongruenze». Nello specifico, erano state rilevate «date di domicilio nel Comune antecedenti alla data ufficiale di entrata in Svizzera». Un caso fatto subito notare dagli esponenti della Lega. A seguito di queste segnalazioni, il Municipio aveva quindi ritirato i messaggi in questione.
L’interrogazione sul caso
La successiva correzione dei documenti, però, non sembrava aver placato la polemica. A poche ore dalla pubblicazione del nuovo testo, chi nel corso dell’ultima seduta di Legislativo aveva fatto notare la presenza di errori e imprecisioni nel primo messaggio, portando al suo ritiro, era infatti tornato metaforicamente alla carica. In un’interrogazione, inoltrata il 26 marzo, il gruppo Lega (primo firmatario Massimiliano Robbiani) faceva infatti notare che «si è proceduto a sanare le incongruenze uniformando semplicemente le date: ora, la data di entrata nel suolo elvetico coincide esattamente con quella di domicilio». I firmatari sollevavano il dubbio «che si voglia sistemare il tutto con troppa approssimazione».
«Mancati allineamenti»
Nella risposta all’interrogazione, evidenzia Robbiani, il Municipio ammetteva l’esistenza di "mancati allineamenti" in almeno 7 casi, attribuendoli a discrepanze tra i permessi della polizia degli stranieri e le autodichiarazioni degli istanti. «Nonostante le perplessità sollevate e il mancato chiarimento sulla totalità degli errori, la trattanda è stata ripresentata e votata nella seduta del 4 maggio».
«Norme violate»
Ecco, quindi, il ricorso di Robbiani «che si fonda sulla violazione delle norme che regolano la concessione dell'attinenza comunale e la procedura di naturalizzazione», sia per quanto riguarda «l’accertamento dei fatti», che per «un vizio di forma e di sostanza». Il ricorrente chiede, come detto, che venga concesso l’effetto sospensivo, oltre all’annullamento della decisione di concessione delle attinenze comunali «fino a quando non sia stata effettuata una verifica puntuale e documentale di tutte le 51 pratiche votate» e che venga anche ordinata al Comune «la corretta trascrizione dei dati e la verifica della conformità dei periodi di domicilio rispetto ai dati dell’Ufficio stranieri».
