Negozi aperti anche il 27 dicembre, l’MPS protesta: «Negato ai lavoratori il diritto al riposo»

Le lavoratrici e i lavoratori del commercio ticinese potrebbero perdere tre giorni consecutivi di riposo durante le festività natalizie. A contestare la decisione del Dipartimento delle finanze e dell’economia (DFE), che ha autorizzato l’apertura straordinaria dei negozi domenica 27 dicembre 2026, è il Movimento per il socialismo (MPS).
Le critiche
L'autorizzazione prevede l'apertura dalle 10 alle 18 e interrompe, secondo il movimento, la possibilità per il personale di beneficiare di tre giorni consecutivi di pausa, tra Natale, Santo Stefano e la domenica successiva.
L'MPS critica una scelta che, a suo giudizio, privilegia gli interessi della grande distribuzione rispetto al diritto al riposo e alla vita familiare dei dipendenti, già sottoposti a ritmi intensi durante il periodo delle vendite natalizie. Il movimento contesta inoltre la necessità economica di un'ulteriore giornata di apertura, ricordando che i consumatori avranno a disposizione gli altri giorni per effettuare gli acquisti.
«Non esiste alcuna necessità sociale o economica che giustifichi questa decisione. I consumatori e le consumatrici avranno tutto il tempo per effettuare i propri acquisti negli altri giorni (ammesso e non concesso che l’evoluzione preoccupante del potere d’acquisto permetta di spendere)», sottolinea l'MPS. «E le lavoratrici e i lavoratori del commercio hanno diritto, almeno una volta, a tre giorni consecutivi di pausa durante le festività natalizie». Il movimento chiede quindi di revocare l'autorizzazione per domenica 27 dicembre.
