Nel Basso Mendrisiotto si disegna un parco urbano

Lungo la Breggia, dalle piscine comunali di Chiasso guardando verso l’Italia, potrebbe sorgere un parco urbano: un’oasi verde di 35.000 metri quadrati. Il progetto è in fase di sviluppo già da un paio d’anni e, non a caso, il Comune di Vacallo ha definito una zona di pianificazione sull’intera area, tra cui sull’unico terreno edificabile esistente. Non solo: per il futuro «Parco pubblico del Breggia» gli specialisti di habitat.ch hanno effettuato uno studio di fattibilità. «Le riflessioni sono iniziate da parte del Municipio di Vacallo circa un paio di anni fa» spiega Andrea Rigamonti, vicesindaco dimissionario che lunedì sera ha partecipato alla sua ultima seduta di Municipio. Alla base c’è l’intenzione di «voler realizzare un parco nel cuore della parte urbanizzata del Basso Mendrisiotto, pensando anche al tema del surriscaldamento climatico e delle isole di calore».
Dalla documentazione che accompagna lo studio di fattibilità emerge inoltre che «l’area oggi frammentata da recinzioni metalliche, con accessi limitati e potenziale inespresso, diventa un parco aperto, inclusivo e vitale, pensato per ogni fascia d’età e ogni stagione dell’anno». Al suo interno – stando alle intenzioni – si troveranno le attuali piscine comunali, un anfiteatro, radure per il picnic e il gioco libero, campetti da calcio e beach volley, un pump track, aree gioco per i più piccoli, un’area cani (anch’essa già esistente) e orti urbani condivisi. Senza dimenticare una rete di percorsi per passeggiare, correre, o raggiungere in bicicletta ogni angolo del parco. Inoltre, lo snack bar presente nella struttura balneare sarà rilanciato come punto ristoro non più a servizio esclusivo delle piscine, ma aperto a tutto il pubblico del parco.
«C’è interesse»
L’investimento per la prima fase è stimato in circa 1,5 milioni di franchi. «In questi due anni abbiamo svolto colloqui informali con i confinati, con le società di servizio (AGE, il consorzio arginature e il Parco delle Gole della Breggia, per fare alcuni esempi) e si è dimostrato un certo interesse attorno a questa idea – racconta Rigamonti –. Partendo da questo interesse, l’Esecutivo di Vacallo si è fatto promotore dello studio che ha sottolineato le buone opportunità che potrebbe avere questo genere di opere». Si spinge, dunque, affinché il parco possa vedere la luce: «Sarebbe un cambio di paradigma. L’area attorno alle piscine sarebbe aperta tutto l’anno, potrebbero nascere campi da gioco, orti condivisi, anfiteatro. Un progetto coerente, inoltre, con le piste ciclabili già pianificate nel PAM5 che da Balerna scendono e vanno in direzione del lago di Como».
