Mendrisio

Nel futuro di Villa Argentina c'è un parco tutto da vivere

Presentata la strategia della Città per la grande area – Il comparto è stato diviso in cinque sezioni, ognuna sarà valorizzata recuperando caratteristiche storiche e in ottica di svago – Il filo conduttore sarà l’acqua
©Ti-Press/Francesca Agosta
Lidia Travaini
08.10.2026 19:00

È lì da oltre 150 anni, parco per eccellenza nel cuore di Mendrisio. Decenni durante i quali ha saputo vivere in equilibrio tra il preservarsi come spazio storico pregiato e aprirsi a luogo di incontro e svago. Un equilibrio non sempre scontato e che continuerà a essere tale. Il suo futuro sarà infatti costruito proprio sul bilanciamento tra storicità da preservare e vocazione pubblica. È proprio su questo equilibrio che si basa la visione futura, messa nero su bianco in un masterplan presentato oggi ai media, così come alla popolazione, proprio nel parco.

Cura, memoria e futuro

«Sarà un parco nuovo ma con una memoria molto lunga», ha esordito il sindaco Samuele Cavadini introducendo il masterplan. Che non è un progetto, bensì un insieme di linee guida verso il futuro del parco. Ma «per sapere dove andare occorre sapere da dove veniamo», ha aggiunto il sindaco illustrando le tre parole che sintetizzano lo spirito del masterplan: cura, memoria e futuro. E ancora: «Il masterplan non cancellerà l’esistente, ma costruirà nuove relazioni». Perché il parco ha un’identità e tale dovrà rimanere.

Come si traduce nel concreto lo spirito del masterplan? E come farlo dialogare con l’identità del parco? Valorizzando le sue preziosità ed enfatizzando la sua natura di parco. Per riuscirci lo studio mavo Landschaften, che ha realizzato il masterplan su mandato della Città, non ha lasciato nulla al caso. Identificando strategie, principi e regole e mettendo tutto per iscritto in un «pesantissimo quaderno» – così lo ha definito l’architetta paesaggista Martina Voser –, che la Città dovrà consultare quando pianificherà interventi nel parco.

Tutti per uno, uno per tutti

Il Masterplan Nuovo Parco di Villa Argentina (NPVA) suddivide il comparto in 5 aree. Ognuna delle quali ha peculiarità da mettere in luce, ma è parallelamente parte di un insieme più grande, il parco appunto. «Abbiamo trovato davvero tante preziosità – ha aggiunto Voser prima di parlare delle varie aree –, scoprendo un parco dai mille mondi». La sfida è quindi valorizzare gli ambienti senza uniformarli.

Scopriamoli questi ambienti. Il primo è il giardino all’inglese, quello dietro la villa, che dovrà mantenere la sua vocazione storica e rappresentativa. Ad esempio conservando libero l’asse centrale, ripristinando la bordura vegetale, valorizzando i percorsi, i prati e le fonti d’acqua. La seconda area è rappresentata dalle balze, che dovranno «tornare alle origini». Riportando in vita la memoria agricola attraverso la valorizzazione dei terrazzamenti e il ritorno delle piante da frutto e dei vigneti. Poi c’è l’area denominata «prato». È quel terreno pianeggiante sopra le balze acquistato dal Comune nel 2021. Lì si vuole fare molto, pur cambiando poco: «Dovrà essere una zona da vivere, per giocare, per lo svago». Una radura in mezzo agli alberi, dove si potrà godere anche di ombra. Poi c’è la selva castanile, che vorrà essere un luogo di ricreazione e giochi. Con radure, aree gioco, e magari una buvette spontanea. Ultimo, ma non per importanza, il bosco Canavée, dove si vuole preservare il carattere terrazzato e intervenire in modo leggero accentuando ad esempio il sentiero, o prevedendo attività di coltivazione all’aperto.

Un pezzo di storia

La valorizzazione delle parti, come anticipato, dovrà intrecciarsi con quella del tutto. Un obiettivo che sarà perseguito lavorando sugli elementi unificanti. Il principale, anzi il filo unificante, è l’acqua. Sì, perché gli studi fatti hanno permesso di riscoprire un sistema storico di irrigazione alimentato per gravità, rimasto attivo anche nei periodi di forte siccità. La sua valorizzazione renderà nuovamente leggibile una parte della storia di Villa Argentina e contribuirà alla qualità climatica del parco durante i periodi più caldi. Ruscelli, fontane e fontanelle saranno una caratteristica del nuovo grande parco. Insieme a loro saranno accentuati i contorni (muri di cinta e bordure vegetali), saranno valorizzate le soglie che delimitano le entrate, gli orli decorativi e quelli che sono stati denominati «i messaggeri di stagione». Questi ultimi saranno tra i primi segni visibili del nuovo parco: fioriture che accompagneranno le stagioni e renderanno visibili alcuni elementi del paesaggio. I bulbi distribuiti ai presenti ieri saranno i messaggeri del nuovo parco che prenderà vita dalla prossima primavera. L’invito è a riunirsi il 5 dicembre a Villa Argentina per piantarli.

Un percorso a tappe continuo

Fondamentali in questo processo sono stati il coinvolgimento della popolazione e uno studio condotto dalla SUPSI. Su questi passi si basa il masterplan che contempla interventi il cui costo totale può essere stimato in 10 milioni e la realizzazione in 10 anni. «Si procederà a tappe», ha sottolineato il sindaco. Alcuni interventi necessiteranno di crediti e messaggi municipali, altri potranno essere realizzati anche a breve. Le prime misure per migliorare accessi e fruibilità, introdurre nuovi arredi e pannelli informativi e attivare alcuni spazi sono in programma in primavera.