Nessun accordo sulla 13. AVS, il dossier va in Conferenza di conciliazione

Continua il braccio di ferro tra Consiglio nazionale e degli Stati in merito alle misure per coprire i costi della tredicesima AVS. Oggi la Camera del popolo ha nuovamente respinto la proposta dei «senatori», che prevede un finanziamento misto tramite IVA e contributi salariali, preferendo la via del solo aumento dell'IVA.
Dossier in Conferenza di conciliazione
Come per sedute precedenti, la decisione di non ricorrere all'aumento delle trattenute salariali è stata presa di misura: 101 voti contro 95 (due gli astenuti). Il dossier va ora in Conferenza di conciliazione.
Necessario risanare le finanze dell'AVS
Nella sua decisione odierna, il Nazionale ha ribadito la necessità di risanare le finanze dell'AVS nel quadro della prossima grande riforma del Primo pilastro, chiamata AVS2030. Il finanziamento adottato oggi è quindi da intendersi come soluzione transitoria. L'aumento dell'IVA - +0,4 punti per l'aliquota normale, +0,2 per quella del settore alberghiero, nessun aumento per l'aliquota destinata ai beni di prima necessità - è infatti limitato al 2033.
Focus sull'aumento dei prelievi salariali
Il «no» alla soluzione degli Stati è comunque stato pronunciato, come nelle scorse sessioni, soprattutto a causa dell'aumento dei prelievi salariali, che causerebbe un calo degli stipendi netti. Ad essere maggiormente toccata sarà la classe media inferiore, che già oggi fa fatica ad arrivare a fine mese, ha sostenuto Andri Silberschmidt (PLR/ZH), secondo cui la soluzione proposta non è socialmente sopportabile.
Per Diana Gutjahr (UDC/TG) è necessario individuare una soluzione solida e responsabile, e non quella politicamente più comoda. La nuova rendita sarà sì versata per la prima volta a dicembre, ma non è per questo che si devono prendere decisioni affrettate, ha aggiunto.
Il Centro e la sinistra hanno invece chiesto di adottare la soluzione mista. «È l'unica che permette di finanziare a lungo termine una prestazione, la tredicesima AVS, che non è limitata nel tempo», ha detto Thomas Rechsteiner (Centro/AI).
Soluzione mista «più equa»
Secondo Samira Marti (PS/BL), la soluzione mista è anche la più equa, poiché i prelievi salariali sono proporzionali al reddito: «Chi guadagna di più paga di più», ha sottolineato. La deputata basilese ha inoltre accusato la destra di puntare, in prospettiva, all'aumento dell'età pensionabile. «Ma bisogna guardare la realtà in faccia, non è una soluzione che raccoglierà la maggioranza in votazione», ha avvertito.
La Conferenza di conciliazione - composta da membri delle rispettive commissioni delle due camere - si troverà nei prossimi giorni per elaborare una proposta di finanziamento. Sarà in seguito votata singolarmente in ogni consiglio. Gli Stati lo faranno questo giovedì, mentre il Nazionale si pronuncerà mercoledì di settimana prossima. Qualora anche una sola camera dovesse rifiutare la proposta della Conferenza di conciliazione, l'intero dossier verrebbe affossato. La 13esima AVS verrebbe in tal caso versata - a partire dal prossimo dicembre - senza essere finanziata.