Mobilità

Nessun vertiporto ad Agno anche se Malpensa ci pensa

Lo scalo lombardo, che nei prossimi anni prevede la realizzazione di 15 aree destinate ai veicoli elettrici a decollo e atterraggio verticale, guarda al Ticino - Lombardi: «Meglio continuare come oggi, ne riparleremo in futuro»
© CdT/Gabriele Putzu
Andrea Bertagni
Andrea Bertagni
22.01.2026 06:00

Riflettere sulle opportunità (di trasporto, ma non solo)_del Ticino in relazione alla metropoli di Milano, tenendo sempre sott’occhio le innovazioni che potrebbero portare nuovi vantaggi alle connessioni tra i due territori. È tenendo a mente questo obiettivo che ieri a Lugano  l’associazione Carlo Cattaneo, presieduta dall’ex ambiasciatore svizzero a Roma, Bernardino Regazzoni, ha organizzato una tavola rotonda (in collaborazione con il Consolato generale d’Italia e il console Uberto Vanni d’Archirafi) su quanto sta succedendo al di là del confine e in particolare sulle innovazioni a cui stanno lavorando gli aeroporti di Malpensa e Linate. Sì, perché i due scali, «scelti nella misura del 4% da passeggeri svizzeri», ha annotato Paolo Cappello della SEA Aeroporti di Milano (la società che gestisce i due hub), un 4% che «rappresenta circa un milione di persone l’anno», stanno investendo sulle possibilità offerte dai velivoli elettrici a decollo e atterraggio verticale (che oggi non sono impiegati in nessun posto al mondo, lo saranno da marzo a Dubai) e hanno perciò intenzione di «creare una rete di oltre 15 vertiporti (gli scali necessari per tali veicoli) per i quali sono in corso di identificazione i siti e gli studi di fattibilità».

Una tecnologia, quella degli eVTOL (questo l’acronimo dei veicoli elettrici a decollo e atterraggio verticale che possono essere pilotati e che in futuro potranno anche essere a guida autonoma) «che per ora è ancora però una promessa», ha precisato Cappello. Perché di mezzo ci sono ancora ostacoli non da poco, come l’omologazione e la certificazione per tali veicoli, ma soprattutto la mancanza di costrutttori europei, nonché di imprese pronte a farne un business. Ciò nonostante, ha sottolineato dal canto suo il sindaco di Varese, Davide Galimberti, «Varese si è già mossa, creando le condizioni affinché un vertoporto possa essere realizzato nella zona delle stazioni cittadine. L’auspicio è che possano nascere tanti vertiporti anche in Ticino», ha detto, prima di lasciare la parola al capo Dicastero sviluppo territoriale della Città di Lugano e «responsabile» politico dell’aeroporto di Lugano, Filippo Lombardi. «Lugano_Airport - ha riferito il municipale - non avrà un vertoporto molto presto e questo per almeno due motivi: il primo è che siamo di fronte a un declino dell’aviazione regionale, il secondo sono i costi». Ma non solo. «Le regolamentazioni aeronautiche non permettono dall’oggi al domani di collegare Agno con Malpensa attraverso dei veicoli elettrici a decollo e atterraggio verticale», ha aggiunto Lombardi.

Si accorciano i tempi su rotaia

Ecco allora che in un contesto in cui dal Ticino è molto più semplice e veloce prendere un aereo a Malpensa o a Bergamo invece che a Zurigo, le attenzioni degli esperti invitati dall’associazione Carlo Cattaneo - tra cui il vicepresidente della stessa associazione e co-presidente dell’associazione passeggeri e aeroporti della Svizzera italiana( ASPASI), Michele Rossi - si sono focalizzate su alcune novità in ambito ferroviario che avvicineranno ancora di più il Ticino con la Lombardia e in particolare con lo scalo di Malpensa. A cominciare dall’inaugurazione prevista oggi della nuova bretella ferroviaria tra Gallarate e il Terminal 2 dell’aeroporto internazionale. Una bretella che permetterà di abbattere di 10-15 minuti i tempi di percorrenza tra Lugano e Malpensa. Invece dell’ora e 45 minuti di oggi basterà insomma un’ora e 30 minuti.  Ma non è tutto. Perché per fine anno-inizio 2027 a Bergamo potrebbe essere inaugurata una nuova stazione che arriverà direttamente all’aeroporto di Orio al Serio.  Tutto questo quando già da alcuni mesi è possibile arrivare da Milano-centro all’aeroporto di Linate con la metropolitana M4. Tutte possibilità di collegamento destinate ad avvicinare ancora di più la Lombardia al Ticino. Non in un futuro troppo lontano. Ma in alcuni casi già da oggi.

Ciò nonostante, fare ancora di più dal punto di vista ferroviario è possibile?, si sono domandati gli ospiti e i partecipanti della tavola rotonda moderata dall’economista, Remigio Ratti e dall’architetto, Francesco Rizzi. Forse sì. Di sicuro un accorciamento dei tempi di percorrenza su rotaia tra il Ticino e l’aeroporto di Malpensa non potrà facilmente concretizzarsi con  la soppressione di alcune fermate in Ticino. Perché «più velocità - ha osservato Lombardi - fa rima con meno comunità». E trovare un consenso, nonché un equilibrio specialmente in Svizzera non è così scontato.

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