«Nessuna amnistia per i reati Covid», nonostante il caso Fischer

Non ci sarà alcuna amnistia per le persone condannate per aver violato la legislazione sul Covid-19 durante la pandemia. Lo ha deciso il Consiglio nazionale bocciando, con 134 voti contro 59 (3 gli astenuti), una mozione del deputato Jean-Luc Addor (UDC/VS) depositata prima dello scoppio del «caso Fischer».
Ferite riaperte
«Nel settembre 2024, quando ho presentato questa mozione, non potevo immaginare che, cinque anni dopo aver usato un falso certificato Covid e dopo una pesante condanna penale già scontata, saremmo arrivati al punto di licenziare Patrick Fischer, l'allenatore simbolo della nostra nazionale di hockey, a pochi giorni dai Mondiali organizzati in casa», ha sostenuto il vallesano nel suo intervento. Questa decisione, che Addor ha definito «indegna», ha - a suo dire - riaperto ferite mai davvero guarite di quel periodo. «Quando ho depositato la mozione, non sapevamo nemmeno, anche se molti lo sospettavano, ciò che in seguito è emerso: i contratti vergognosi con i produttori del cosiddetto vaccino, che hanno permesso ad alcune aziende di arricchirsi enormemente a nostre spese, a condizioni inaccettabili», ha proseguito il deputato.
«Ristabilire la pace sociale»
Per Addor è quindi giunto il momento di ristabilire la pace sociale, voltando pagina grazie a una amnistia generale: la revoca di tutte le sanzioni penali legate alla legislazione anti-Covid e il rimborso delle multe e delle spese giudiziarie riscosse dalle autorità. Altri Paesi, come la Slovacchia e alcuni Stati federali degli USA, hanno già seguito con successo questa strada, ha fatto notare il democentrista.
«Rispettati i diritti fondamentali»
Nel suo intervento, la consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider, dopo aver espresso sorpresa per la drammaticità con cui è stato presentato il «sacrificio» dell'allenatore della Nazionale, ha ricordato che le misure anti-Covid furono adottate in base alla situazione epidemiologica, alle conoscenze del momento e soprattutto agli effetti su società ed economia. La ministra dell'interno ha sottolineato che i diritti fondamentali furono rispettati e che le restrizioni furono giudicate proporzionate, anche dalla Commissione della gestione dello stesso Consiglio nazionale.
Disparità di trattamento
Per questo, una amnistia per le infrazioni legate al Covid non è né opportuna né giustificata: secondo Baume-Schneider creerebbe infatti una disparità di trattamento rispetto a chi è stato condannato in altri ambiti. Le questioni sugli effetti sociali, sanitari ed economici della vaccinazione potranno invece essere affrontate nel quadro della revisione della legge sui prodotti terapeutici, ha fatto notare la consigliera federale. Quanto a Patrick Fischer, «non so cosa penserebbe del nostro dibattito, ma credo che sopravviverà a questo licenziamento».