«Nessuno deve sentirsi ospite»: la città sarà accessibile a tutti

«Ogni città deve scegliere che direzione dare al proprio futuro». Mendrisio – lo ha detto a chiare lettere il capodicastero Socielità e pari opportunità Daniele Caverzasio – ha scelto la direzione dell’inclusività. E lo ha fatto – cogliendo lo slancio da una mozione il cui primo firmatario è Daniele Raffa – con l’allestimento di un documento strategico intitolato «Mendrisio: Città accessibile». La «carta», accompagnata dal relativo messaggio municipale che sarà sottoposto al Legislativo, è stata presentata ieri. «Nessuno dovrebbe sentirsi ospite nella propria città – ha sottolineato Caverzasio –. Mendrisio deve crescere senza lasciare indietro nessuno». Lo sguardo è dunque rivolto alle persone con disabilità, agli anziani, alle famiglie con bambini in tenera età e pure a chi sta passando temporaneamente un momento di fragilità. Insomma: si dovrà «progettare pensando a tutti sin dall’inizio». Anche perché, è stato ribadito, garantire accessibilità reale significa permettere a ogni cittadino di partecipare alla vita sociale, culturale ed economica senza incontrare barriere fisiche, comunicative o relazionali.
A partire dalle piccole cose
La Città, dunque, si è impegna a sottoscrivere il Manifesto Design for All, redatto da Inclusione andicap Ticino, rafforzando l’adozione di criteri di progettazione universale e integrando l’accessibilità quale elemento strutturale nei processi decisionali e pianificatori. Tutto compreso, dunque, dalle piccole cose alla progettazione più attenta dei nuovi immobili o degli spazi pubblici. «Una pedana costruita con troppa pendenza» oppure «un pulsante posizionato troppo in alto» possono, sostanzialmente essere un difficile ostacolo, ha ricordato il presidente di Inclusione andicap Ticino Sergio Mencarelli. Anche da qui, dunque, il cambio di paradigma: «Bisogna considerare sin dall’inizio che l’ambiente, i prodotti e i servizi debbano essere utilizzabili o fruibili dal maggior numero di persone».
Un cambiamento culturale
Il lavoro, in tal senso, non manca. «Le barriere ci sono», è stato ammesso. Ma, allo stesso tempo, c’è la volontà di «spronare il cambiamento culturale». Design for All è cominciato con l’analisi di tutti gli edifici e gli impianti di proprietà comunale destinati al pubblico considerando – ha specificato la responsabile barriere architettoniche dell’associazione Caterina Cavo – solo le esigenze delle persone in sedia a rotelle. Dalla radiografia sono emerse diverse strutture che hanno una bassa percentuale di accessibilità. Sotto la lente soprattutto le scuole, gli impianti sportivi e i cimiteri. Al contrario, sono risultati essere totalmente accessibili le biblioteche e gli autosili.
La Città, come detto, disporrà di un documento strategico chiaro. «Anche piccoli accorgimenti o iniziative possono fare la differenza» ha sottolineato la direttrice del dicastero Socialità e pari opportunità Tiziana Madella, in prima linea con le azioni di promozione culturale e sensibilizzazione sul tema. Basti pensare a quanto fatto lo scorso anno: eventi e momenti formativi sul tema dell’autismo, il Progetto Deep che abbatte le barriere della comunicazione tra persone sorde e udenti, la messa a disposizione di spazi per attività integrate nonché le formazioni specifiche rivolte al personale dell’amministrazione comunale. Mendrisio, insomma, è pronta al cambiamento di culturale.
