Nessuno sconto sulla benzina: Berna dice no a tagli fiscali sui carburanti

Un taglio al prelievo fiscale sui carburanti per far fronte al rincaro attuale dovuto alla guerra in Iran non rientra nell'orizzonte mentale del Consiglio federale. Nessuna misura ad hoc insomma, per i benzinai ticinesi che soffrono la concorrenza italiana. È quanto indica il Consiglio federale in risposta all'interpellanza di Piero Marchesi (UDC/TI) che chiede al governo se non sia possibile una riduzione temporanea delle accise o di altri prelievi sui carburanti, Iva compresa.
Per Marchesi il rincaro del carburante pesa sulle famiglie e PMI
Secondo Marchesi, l'aumento dei prezzi dei carburanti colpisce duramente famiglie e PMI. Per molti cittadini, in particolare nelle regioni periferiche, il rincaro della benzina e del diesel rappresenta un aggravio diretto sul bilancio domestico. Per artigiani, trasportatori e piccole imprese significa invece costi di esercizio e di trasporto sempre più elevati.
La situazione è ancora più grave nelle regioni di confine, in particolare in Ticino. I commerci di carburanti subiscono da anni una forte pressione concorrenziale da parte dell'Italia e hanno già registrato una sensibile riduzione della cifra d'affari. L'ulteriore sconto deciso oltre confine - taglio temporaneo delle accise per 20 giorni - rischia ora di infliggere una nuova pesante mazzata a un settore già fortemente penalizzato.
Di fronte a questa evoluzione la Svizzera che cosa fa? Assiste passivamente agli eventi, lasciando che siano cittadini e imprese a sopportare da soli il peso del rincaro, scrive il consigliere nazionale, secondo cui un simile immobilismo «è sempre meno comprensibile e sempre meno accettabile».
Basso il rischio di una recessione macroeconomica
Rivolgendosi a Marchesi - che assieme al leghista Lorenzo Quadri e al democentrista solettese Rémy Wyssmann ha inoltrato richieste simili all'esecutivo - sulla base dello scenario peggiore della Segreteria di stato dell'economia, il governo precisa che il rischio di una recessione macroeconomica rimarrebbe basso anche in caso di aumento del prezzo del petrolio. L'inflazione, inoltre, dovrebbe rimanere chiaramente entro i limiti della stabilità dei prezzi (+0,7%).
Servirebbero modifiche legislastive
Il governo spiega la sua posizione contraria anche col fatto che una riduzione delle imposte sui prodotti petroliferi, compreso un adeguamento dell'Iva, renderebbe necessarie modifiche legislative, per cui un'attuazione tempestiva non sarebbe possibile. Inoltre, prezzi più elevati dell'energia e dei carburanti incentivano un consumo energetico parsimonioso.
Conseguenze negative sui conti
Nelle risposte a Quadri e Wyssmann, il Consiglio federale rammenta inoltre che una riduzione delle tasse sui carburanti avrebbe, tra le altre cose, conseguenze negative sui conti della Confederazione e, di riflesso, sui fondi speciali destinati alle strade nazionali e agli agglomerati.