Nestlé al bivio: investire in Russia o rischiare l'espropriazione?

Investire in Russia e garantirsi prosperità economica, oppure non farlo e rischiare l'espropriazione? È il dilemma al quale sarebbe chiamata a rispondere Nestlé. A seguito dell'invasione russa dell'Ucraina, infatti, la multinazionale elvetica aveva annunciato di voler ridurre al minimo le proprie attività nel Paese aggressore. Ora, però, secondo quanto riporta il Tages Anzeiger, il colosso alimentare rischia l’espropriazione dei suoi sei stabilimenti russi. Sembrerebbe in fatti che Mosca sia intenzionata a esercitare pressioni su Nestlé affinché effettui nuovi investimenti.
«Finora Nestlé non è stata contattata dalle autorità statali russe in merito a tale questione», ha affermato un portavoce del gruppo al foglio zurighese.
E, in effetti, sembrerebbe che la Russia si stia muovendo in modo più discreto, indiretto e subdolo). Il quotidiano economico Kommersant ha infatti chiesto a Nestlé se l’azienda avesse ricevuto una lettera da una società di logistica. Il motivo? Sembrerebbe che KS Logistika abbia chiesto allo Stato russo di sottoporre Nestlé ad amministrazione controllata, poiché il gruppo non sta più investendo nel Paese. KS Logistika che, secondo il magazine russo Forbes è una microimpresa di recente costituzione. Probabilmente funge da società di copertura per promuovere gli interessi statali russi.
La Russia, ad ogni modo, sembrerebbe intenzionata a prendere una decisione su Nestlé entro la fine dell'anno.
Dopo che a inizio settimana l'eventualità di un'espropriazione è diventata di pubblico dominio, le azioni del colosso alimentare sono crollate di quasi il 3% in borsa. Il fatturato di Nestlé in Russia ammonta a 1,8 miliardi di dollari, pari al 2% delle vendite totali del gruppo.
Secondo fonti interne all'azienda, si presume che Nestlé rimarrà nel Paese anche in futuro e, se necessario, investirà persino nell'ampliamento dei propri stabilimenti. Il nuovo CEO, Philipp Navratil, si dichiara quindi pienamente impegnato a rispettare la consolidata politica di Nestlé di non ritirarsi dal Paese in guerra.
«Gli stabilimenti e gli uffici in Russia continuano a operare e Nestlé sta adempiendo ai suoi obblighi nel Paese», ha dichiarato il portavoce dell'azienda. Si stima che la multinazionale elvetica impieghi circa 7.000 persone in Russia. Dopo lo scoppio della guerra, il colosso alimentare ha limitato la propria produzione a beni di consumo di uso quotidiano e ha interrotto la pubblicità.
L'azienda sottolinea inoltre di essere uno dei maggiori donatori di cibo in Ucraina per sostenere le persone costrette a fuggire dagli attacchi russi. Ucraina dove, del resto, Nestlé è ancora attiva. Non solo, ha anche avviato la costruzione di uno stabilimento per la produzione di pasta pronta e prevede di investire complessivamente circa 70 milioni di franchi svizzeri entro il prossimo anno.
