Svizzera

«No» degli Stati all'apertura dei negozi per 12 domeniche all'anno, Unia: «Il Nazionale si adegui»

Il sindacato ribadisce che se la Camera del popolo non si allineerà ai «senatori» verrà lanciato un referendum
©Fiorenzo Maffi
Red. Online
09.06.2026 13:44

Il sindacato Unia accoglie con favore la decisione del Consiglio degli Stati di non aumentare da quattro a dodici le aperture domenicali non soggette ad autorizzazione. «Il lavoro domenicale comporta, infatti, numerosi rischi per la salute. In autunno il Nazionale è chiamato ad allinearsi alla decisione dei “senatori”», scrive il sindacato.

«Il lavoro domenicale limita la vita privata»

La verità è che l’aumento del lavoro domenicale «ha gravi ripercussioni sui lavoratori», si legge ancora. «Più lavoro domenicale significa meno tempo da dedicare al riposo, alla famiglia e agli hobby. Aumentano i rischi di malattie cardiovascolari, dolori alle articolazioni e alla schiena, disturbi del sonno e depressione. E questo in un ramo professionale in cui il personale è già sottoposto a forti pressioni». A farne le spese, secondo Unia, non sarebbero solo i commessi, «ma anche il personale addetto alle pulizie e alla logistica. Sarebbe più difficile partecipare alla vita sociale: i genitori monoparentali non saprebbero a chi affidare la cura dei figli la domenica».

C'è soddisfazione

«I nostri associati che lavorano nella vendita accolgono con favore la decisione del Consiglio degli Stati, che ha ascoltato la loro voce. Il lavoro nella vendita al dettaglio è duro e le giornate sono molto lunghe. Già i commessi lavorano dalla mattina presto alla sera tardi, dal lunedì al sabato e in parte anche la domenica. Sono esausti, non vogliono lavorare ancora di più la domenica», afferma Leena Schmitter, co-responsabile del settore Terziario di Unia.

L'appello al Nazionale 

Il Consiglio degli Stati «ha preso la decisione giusta. In autunno il Nazionale è chiamato ad allinearsi a questa decisione. Per Unia è chiaro che in caso contrario, insieme ai lavoratori e a un’ampia alleanza, lanceremo un referendum contro l’ulteriore aumento del lavoro domenicale».