«Non c'è motivo per continuare a inviare armi in Israele»: diplomatico britannico si dimette

Un diplomatico britannico in Irlanda si è dimesso per protesta contro la vendita di armi a Israele, impegnato nel sanguinoso conflitto a Gaza, da parte del Regno Unito e in una email inviata a colleghi e decine di funzionari del ministero degli Esteri, pubblicata dalla Bbc, ha affermato che il Foreign Office «potrebbe essere complice di crimini di guerra».
Si tratta di Mark Smith, secondo segretario presso l'ambasciata a Dublino incaricato per l'anti-terrorismo e con una precedente esperienza nel settore delle licenze per l'esportazione di armi in Medio Oriente, che ha anche affermato di aver sollevato le sue preoccupazioni «a tutti i livelli» sostenendo come non vi sia «alcuna giustificazione» per continuare le forniture militari allo Stato ebraico. E ancora ha scritto: «Importanti rappresentanti del governo e dell'esercito israeliano hanno espresso un'aperta intenzione genocida, e i soldati israeliani girano video deliberatamente bruciando, distruggendo e saccheggiando proprietà civili».
Le dimissioni di Smith con parole così forti arrivano dopo che da mesi ci sono state da più parti nel Regno richieste di una sospensione delle vendite sullo sfondo delle accuse di violazione del diritto internazionale rivolte a Israele nell'ambito della lunga rappresaglia militare contro la Striscia di Gaza palestinese seguita all'attacco di Hamas del 7 ottobre. Dopo essere entrato in carica il mese scorso, il ministro degli Esteri nel neo governo laburista David Lammy ha ordinato una revisione legale delle forniture, non ancora completata.