L'evento

Non si scherza: è un dominio dei padroni di casa

Biasca, edizione di successo per il carnevale Naregna che ai primi tre posti premia altrettanti carristi del Borgo - Si conferma un appuntamento a misura d'uomo
© SCB_KikoLutz
Alan Del Don
22.02.2026 14:50

Lo slogan, bisogna ammettere, era sì semplice ma ad effetto: «Un carnevale da numeri 1». La monarchia della Regina Taitü e di Re Naregna a Biasca non è quella della Dinastia Boeri della Lingera di Roveredo né tantomeno quella del Rabadan di Bellinzona. Probabilmente, leggendo queste righe, gli abitanti del Borgo avranno pensato: «Va bene così». Perché quelli biaschesi sono ancora dei bagordi di «paese».

Grande orgoglio

E di questo gli organizzatori - capitanati dall’instancabile presidente Matteo Guidotti - ne vanno oltremodo fieri. La 124. edizione è andata agli archivi con una giornata - quella di ieri - meravigliosa. Un sole primaverile (guastato solo un po’ dal vento) ha reso oltremodo allegro il corteo mascherato che nell’ente locale rivierasco è sentitissimo in virtù della consolidata tradizione (e bravura) dei carristi. E i sudditi hanno risposto presente: quasi 10 mila le persone.

Ritorno al futuro

A trionfare sono stati i padroni di casa dei Maninchiaghi con la loro satira relativa alla detronizzazione dei sovrani del Rabadan, vale a dire Renato Dotta ed Elisa Ghielmini-Brenna, sostituiti da Igor Pesciallo e Consuelo Nani. Il carro auspicava un «REtorno al futuro» con tanto di macchina del tempo, la mitica DeLorean usata da Emmett «Doc» Brown e Marty McFly nel quasi omonimo film. Al secondo posto si sono classificati altri biaschesi, ovvero i Früsa Takia con il furto al Louvre di Parigi, mentre sul gradino più basso del podio si è piazzata La Franconi Ghellit del Borgo con l’omaggio alla pace.

La satira sui potenti

Tra i gruppi hanno vinto gli Spargürei Mostri di Malvaglia con la satira sui potenti. Hanno preceduto, nell’ordine, La Combricola di Formighin di Biasca e gli Schpakanos sempre del Borgo. Il bilancio rafforza la linea degli organizzatori affinché Naregna «resti un carnevale a taglia umana, aperto e accessibile, in cui il Borgo continui a essere il teatro di tutti i cortei e degli eventi».