Non solo edifici da tutelare: si parla anche di tre comparti

Il Municipio di Massagno l’aveva scritto nero su bianco: la volontà di proteggere i beni culturali locali è data anche dalla «crescente attenzione, da parte della popolazione, dei gruppi politici e delle associazioni attive, nella tutela del paesaggio per la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio urbano ed edilizio di Massagno». Motivo (anche) per cui aveva domandato al proprio Consiglio comunale un credito di 120.000 franchi (approvato, ma la decisione è stata impugnata e l’incarto è finito sul tavolo del Governo, ndr) per procedere a una seconda fase della variante di Piano regolatore volta all’individuazione di altri edifici o comparti potenzialmente degni di protezione dopo gli undici proposti nella prima fase. E alcune proposte di aree che presentano «caratteristiche architettoniche e urbanistiche esemplari» erano già giunte dai Cittadini per il territorio del Luganese, convinti che «la comunità di Massagno debba impegnarsi per conservare almeno alcune testimonianze esemplari dei primi decenni del ‘900».
Oltre agli undici edifici selezionati dal Municipio, l’Associazione proponeva di aggiungere tre comparti edilizi «ricchi di memoria», ovvero quello di via Miravalle, quello di via Comorgio e infine quello di via Motta-Municipio-Villa Mina. Breve inciso: l’Esecutivo aveva stralciato dall’elenco dei beni da tutelare Villa Mina in quanto la sua protezione «risulta problematica a causa della posizione centrale dell’edificio». E per alcuni dei comparti appena citati l’ente locale ha comunque già intenzione di avviare un’eventuale esame degli edifici presenti in queste aree nella seconda fase della procedura pianificatoria. Partiamo dal comparto Miravalle, che secondo i Cittadini per il territorio del Luganese «costituisce uno dei pochi esempi di quartiere signorile sorto negli anni tra le due guerre mondiali sulle colline della plaga luganese» e che «ospita un vero e proprio compendio di quelle correnti architettoniche che hanno caratterizzato» quegli anni. Nel comparto Comorgio, invece, sorsero delle costruzioni signorili in stile eclettico o regionalistico generalmente «ben conservate». «Tra via Comorgio e via San Gottardo l’architetto massagnese Mario Salvadè ha realizzato negli anni attorno al 1970 quattro case a stella con impianto e struttura degni di attenzione che meritano di essere conservate». Infine, l’ultimo comparto, quello di via Motta-Municipio-Villa Mina, che nonostante sia stato oggetto di «alcuni recenti interventi smisurati, mantiene un carattere sobrio e storicamente significativo che merita di essere conservato».
