Svizzera

Notte di sangue ad Aarau: ancora nessuna risposta

Una vittima e cinque feriti è il tragico bilancio di una sparatoria avvenuta durante un evento nel canton Argovia – Gli inquirenti non sono però riusciti a risalire agli aggressori e per il momento non si sbilanciano sui motivi dietro al folle gesto: si vagliano tre piste, dal terrorismo a una resa dei conti
Per tutta la giornata, ad Aarau, è stato imponente il dispiegamento di forze dell’ordine. © KEYSTONE/Michael Buholzer
Paolo Gianinazzi
30.08.2026 22:52

Una giovane vittima di soli 22 anni. Cinque feriti. Tanti, tantissimi dubbi sui motivi dietro al folle gesto. E un autore (o forse più autori) ancora in fuga. È questo il tragico bilancio della sparatoria avvenuta nel cuore della notte di domenica nei pressi dell’ippodromo di Schachen, ad Aarau, dove era da poco terminato un rave al quale hanno partecipato migliaia di appassionati di musica techno. Una notte di paura, attorno alla quale aleggiano ancora tantissimi interrogativi.

Tante incognite

Sono infatti ancora tante le domande a cui gli inquirenti dovranno trovare una risposta. Dopo un primo informale incontro con i media avvenuto nel primo pomeriggio, una vera e propria conferenza stampa per fare il punto della situazione si è tenuta alle 18.30. E il consigliere di Stato Dieter Egli (PS) – responsabile della polizia – ha subito messo in chiaro le cose: «Il fatto è che non sappiamo ancora chi si celi dietro a questo gesto né quale sia il movente», ha affermato. Non è noto, infatti, se gli spari siano riconducibili a una o più persone. Così come resta sconosciuto il movente. Gli inquirenti, ha poi chiarito il comandante della Polizia cantonale Michael Leupold, al momento stanno esaminando tre ipotesi: «La prima è un attacco terroristico, la seconda una strage, la terza riguarda un atto criminale con un movente al momento sconosciuto. Forse una resa dei conti all’interno di un certo ambiente». Ma, è stato specificato, nessuna di queste ipotesi può essere considerata prioritaria al momento. Come dire: tutte e tre le piste restano aperte e potenzialmente plausibili.

Alcune conferme

A fronte di tutte queste incognite, sappiamo però che la sparatoria è avvenuta verso le 2.30, quando il rave stava ormai volgendo al termine. La musica si era fermata da poco (la fine dei concerti era prevista alle 2) e la maggior parte dei partecipanti si stava dirigendo verso l’uscita. A quel momento sono stati esplosi vari colpi d’arma da fuoco. Difficile dire esattamente quanti, ma testimoni hanno raccontato di aver udito un numero importante di colpi. Un partecipante ha raccontato all’emittente regionale «Tele M1» di aver sentito detonazioni per «uno o due minuti». All’inizio, ha spiegato, «sembravano fuochi d’artificio o petardi». Ma la situazione è poi apparsa chiara quando alcune persone hanno iniziato a gridare: «Abbassatevi, stanno sparando».

Sappiamo inoltre che i bossoli sono stati rinvenuti in due luoghi distinti: sia nei pressi del rave, sia a qualche centinaia di metri di distanza, dove è presente un campo nomadi. Inoltre, ha precisato il responsabile delle operazioni, Matthias Schildknecht, i bossoli appartengono con ogni probabilità a due armi differenti: alcuni verosimilmente a una pistola, altri invece un calibro differente, per «armi lunghe», forse riconducibili a un fucile d’assalto. Nonostante ciò, gli inquirenti hanno invitato a evitare speculazioni: non necessariamente ciò significa che l’atto sia stato perpetrato da più persone. «Un criminale potrebbe anche sparare con due armi, forse non simultaneamente», ha affermato Leupold in risposta a una domanda dei media.

La caccia all’uomo

Sia come sia, evidentemente è partita la «caccia» a chi ha premuto quel grilletto. Una vasta operazione, già iniziata oggi, proseguirà tutta la notte. Le autorità argoviesi hanno infatti spiegato che sono in corso ricerche in tutta la Svizzera, con la collaborazione della fedpol e del Servizio delle attività informative della Confederazione. Ma non solo. Ad aiutare i colleghi della Polizia cantonale di Argovia sono giunti sul posto anche numerosi agenti di altre forze di polizia, soprattutto da Berna, Soletta e Zurigo.

Sul piano della sicurezza per la popolazione, il comandante della Polizia cantonale ha affermato: «Nel Canton Argovia, presumiamo che il livello di minaccia non sia superiore a quello di altre zone della Svizzera. Tuttavia, con un criminale in fuga, dobbiamo considerare un rischio residuo».

Le giovani vittime

Tra le certezze, poi, vi è purtroppo – come detto all’inizio – quella del decesso di una giovane donna. Una 22.enne di nazionalità italiana, residente in Svizzera. Tra i cinque feriti – quattro uomini e una donna, tutti tra i 24 e i 27 anni – due sono di cittadinanza italiana. In una nota ufficiale del Ministero italiano degli affari esteri – nel quale si afferma che «è al lavoro per assistere le famiglie degli italiani coinvolti nella sparatoria e per seguire da vicino gli sviluppi e le indagini, in accordo con le autorità svizzere» – è stato spiegato che le lesioni dei due feriti italiani erano lievi e che entrambi sono quindi già stati dimessi dall’ospedale. Le autorità argoviesi hanno dal canto loro chiarito che ci sono anche feriti gravi. Tuttavia, tutti hanno potuto già essere interrogati.

In questo articolo: