Nuove regole per le banche, Ubs dice «no ai requisiti patrimoniali estremi»

UBS accoglie con cautela le misure sulla normativa per le banche presentate oggi dal Consiglio federale, dichiarandosi favorevole a un ulteriore inasprimento della vigilanza, ma alzando immediatamente una barriera contro quelle che definisce richieste patrimoniali estreme.
«UBS sostiene un ulteriore rafforzamento della regolamentazione bancaria elvetica, che già oggi è tra le più rigorose al mondo», ha indicato oggi il gruppo su richiesta dell'agenzia Awp. «Gli adeguamenti dovrebbero essere mirati, coordinati a livello internazionale e proporzionati, tenendo conto delle differenze relative alle dimensioni e alla complessità degli istituti operanti nella Confederazione», sottolinea al contempo la società.
La banca esprime peraltro soddisfazione per le ulteriori consultazioni avviate dalla commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio degli Stati, rese note ieri, in merito all'inasprimento delle disposizioni sui fondi propri già presentato in precedenza dal governo al parlamento. «UBS accoglie con favore il fatto che la commissione stia valutando alternative alla proposta estrema del Consiglio federale in merito alla copertura patrimoniale delle partecipazioni estere».
L'impresa guidata da Sergio Ermotti sostiene le opzioni volte a sviluppare ulteriormente i piani di stabilizzazione delle banche e appoggia un rafforzamento degli strumenti AT1 (obbligazioni il cui valore può essere azzerato in caso di difficoltà della società, come avvenuto nel caso di Credit Suisse), purché siano coerenti con gli standard internazionali.
In borsa l'azione UBS a pochi minuti dalla chiusura delle negoziazioni era in lieve rialzo (+0,1% a 43,71 franchi), nell'ambito di un mercato che generalmente arretrava dell'1%. Dall'inizio di gennaio il corso è salito del 15% e ampiamente positive sono anche le performance sull'arco di dodici mesi (+38%) e di cinque anni (+179%).