Svizzera-USA

Nuovi dazi Usa: il settore dell'orologeria tra sollievo e prudenza

«L’annuncio è in linea con gli scenari che ci si poteva attendere. Con il 12,5% sugli orologi, l'aliquota è la più bassa da aprile 2025», osserva Yves Bugmann, presidente della FH
Shutterstock
Ats
24.07.2026 13:07

La Federazione dell'industria orologiera svizzera (FH) mostra sollievo ma nello stesso tempo prudenza difronte ai nuovi dazi statunitensi sulle importazioni svizzere comunicati la scorsa notte. «L’annuncio è in linea con gli scenari che ci si poteva attendere. Con il 12,5% sugli orologi, l'aliquota è la più bassa da aprile 2025», osserva Yves Bugmann, presidente della FH. Nell'aprile 2025, in occasione di quello che il presidente statunitense Donald Trump aveva denominato Liberation Day, l'amministrazione americana aveva imposto dazi doganali supplementari del 10%, che si aggiungevano alla tariffa media del 5% applicabile secondo la clausola NPF (nazione più favorita).

Aliquota aumentata ad agosto 2025

L'aliquota era poi stata aumentata, raggiungendo il picco del 39% ad agosto 2025, per poi scendere al 15% grazie alla dichiarazione d'intenti congiunta stipulata nel novembre 2025. «Il governo americano, tuttavia, non ha ancora detto l'ultima parola, poiché la sovrattassa riflette per ora solo una parte delle indagini condotte per giustificare l'imposizione di nuovi dazi doganali», spiega Bugmann.

Infatti, il 12,5% è legato esclusivamente alle indagini sulla lotta al lavoro forzato. «Nel nostro settore, le aziende hanno adottato standard ancora più severi per bandire il lavoro forzato, ma l'amministrazione statunitense aveva bisogno di un pretesto», sottolinea. «Le indagini sulle sovraccapacità produttive, di cui non conosciamo i criteri di valutazione, dovrebbero concludersi a breve e potrebbero giustificare l'imposizione di nuovi dazi doganali», avverte Bugmann. «Di fronte all'incertezza, la prudenza rimane d'obbligo».