Svizzera

Nuovo laboratorio ETH a Lucerna per individuare i pericoli naturali

Per le proprie attività, il nuovo istituto utilizza dati raccolti da satelliti, droni e sensori installati nel suolo e nell'acqua
© Canton Vallese
Ats
16.10.2026 23:02

Il Politecnico federale di Zurigo (ETH) ha inaugurato oggi a Root, nel canton Lucerna, l'osservatorio ETH Swiss GeoLab (SGL), che analizza, tra l'altro, dati sui movimenti terrestri dei versanti e sulle colture agricole. L'obiettivo dell'istituto è, tra l'altro, quello di individuare con maggiore anticipo i fenomeni naturali pericolosi. «La scienza non può impedire a posteriori un evento come la frana di Blatten, nella Lötschental (VS) - ha affermato nel corso dell'inaugurazione, il presidente dell'ETH Joël Mesot -. Ma può aiutare a individuare tempestivamente le catastrofi e a gestirne meglio le conseguenze».

Gli ambiti

Secondo la direttrice Verena Griess, l'SGL si concentra su due ambiti: il riconoscimento precoce dei pericoli naturali e l'ottimizzazione dell'agricoltura e della selvicoltura. Per le proprie attività, il nuovo istituto utilizza dati raccolti da satelliti, droni e sensori installati nel suolo e nell'acqua. Secondo il sito web dello Swiss GeoLab, quasi tre quarti dei dati di osservazione della Terra disponibili attualmente non vengono mai sati. Un altro obiettivo è raccogliere dati su una piattaforma per addestrare modelli di intelligenza artificiale (IA) specifici per la Svizzera. Il progetto è sostenuto da un supercomputer del Centro svizzero di calcolo scientifico (CSCS) di Lugano, anch'esso parte dell'ETH.

Frane e crolli

L'SGL ha già trasferito al CSCS 100 miliardi di megabyte di dati pubblici della NASA sull'osservazione della Terra e sul clima, ha comunicato il Politecnico. Questi dati attendono ora di essere analizzati, ha dichiarato Mesot. Un primo progetto pilota dello Swiss GeoLab è dedicato al riconoscimento tempestivo di frane e crolli di pareti rocciose. L'istituto collabora anche con partner esterni, tra cui l'Istituto per lo studio della neve e delle valanghe (SLF) dell'Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio (WSL), ha spiegato il direttore operativo Felix Seidel.

I numeri

L'obiettivo non è sostituire i sistemi di allerta precoce già utilizzati dalle autorità, ha tuttavia precisato l'ETH, bensì integrarli con nuove tecnologie. A settembre l'osservatorio ha testato nella Lötschental sistemi radar montati su droni. Sono ora in corso analisi per determinare in quali situazioni questi voli possano apportare un valore aggiunto al monitoraggio dei pericoli naturali nelle regioni alpine, ha comunicato il Politecnico. Entro la fine del 2027, il gruppo centrale dell'SGL dovrebbe contare una decina di dipendenti. Poiché gran parte delle attività di ricerca e sviluppo sarà svolta in collaborazione con ricercatori dell'ETH e partner esterni, già il prossimo anno ai progetti parteciperà tuttavia un numero nettamente maggiore di persone.