«Ogni dieci minuti una donna è vittima di femminicidio»

Secondo le stime delle Nazioni Unite, all'incirca ogni dieci minuti una donna o una ragazza rimane vittima di violenza mortale nell'ambito di una relazione o all'interno del suo stesso nucleo famigliare.
Lo scorso anno, in tutto il mondo, circa 83.000 donne sono state uccise intenzionalmente, e in circa il 60% dei casi l'autore del crimine era un familiare o un partner, ha comunicato l'ONU in occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, che si tiene ogni 25 novembre. A titolo di confronto, tra gli uomini uccisi, la percentuale corrispondente nello stesso ambito, si attesta all'11%.
Secondo le statistiche ONU, i femminicidi sono particolarmente frequenti nei Paesi africani. Seguono l'America del Sud e del Nord. In Asia e in Europa il numero rimane elevato, ma in rapporto alla popolazione è comunque significativamente inferiore.
In Svizzera, secondo varie organizzazioni, nel 2024 si sono registrati 22 femminicidi e nove tentati femminicidi, mentre nel 2025 nella Confederazione ogni due settimane una donna è rimasta uccisa.
La Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne è stata istituita dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1999 attraverso la risoluzione 54/134. La scelta di questa data è legata alla commemorazione delle vite e dell'attivismo delle sorelle Mirabal - Patria, Maria Teresa e Minerva - che hanno lottato contro la dittatura del generale Rafael Trujilo nella Repubblica Dominicana durante gli anni '40 e '50: considerate rivoluzionarie, vennero torturate e uccise. Il 25 novembre segna anche l'inizio dei «16 giorni di attivismo sulla violenza di genere».