Il dato

Oltre 267.000 persone beneficiano dell'assistenza sociale in Svizzera

Si tratta di una quota del 2,9% rispetto alla popolazione totale – È quanto emerge dai dati pubblicati dall'Ufficio federale di statistica
© CdT / Chiara Zocchetti
Ats
27.10.2026 09:57

Nel 2025, in Svizzera, circa 267.300 persone hanno beneficiato dell'aiuto sociale. Si tratta di una quota del 2,9% rispetto alla popolazione totale, stando ai dati pubblicati oggi dall'Ufficio federale di statistica (UST).

Il numero dei beneficiari mostra un aumento del 4,5% su base annua, ma tale incremento va interpretato con cautela. L'UST ha infatti completamente modernizzato la propria statistica, introducendo un nuovo metodo di calcolo che rende difficili i confronti con gli anni precedenti. Il tasso di aiuto sociale è quindi rimasto paragonabile a quello del 2024, precisa l'UST.

Come negli anni precedenti, i bambini e gli adolescenti costituiscono la fascia d'età più colpita, con un tasso del 4,8%. Questa percentuale diminuisce progressivamente con l'avanzare dell'età.

Anche la situazione familiare gioca un ruolo importante. Il tasso di assistenza sociale raggiunge il 4,2% tra le persone divorziate e il 3,7% tra i single. È nettamente più basso tra le persone sposate (1,4%), così come tra le vedove e i vedovi (0,8%).

Le differenze sono marcate anche in base alla nazionalità. Tra le persone di nazionalità straniera, il 5,4% beneficia dell'aiuto sociale, contro l'1,9% degli svizzeri. Nel complesso, l'UST rileva che la distribuzione del rischio di dipendere dall'assistenza tra i diversi gruppi sociodemografici rimane relativamente stabile.

Le disparità cantonali rimangono significative, con diversi cantoni della Romandia tra i più colpiti. Ginevra registra il tasso di aiuto sociale più elevato della Svizzera (oltre il 7,5%, con un aumento più marcato che altrove), davanti a Neuchâtel (quasi il 6%) e Basilea Città (4,8%). Anche il canton Vaud e il Giura (poco più del 4% ciascuno) si collocano al di sopra della media nazionale, così come Berna (3,4%).

Dal canto loro, il Ticino (2,7%) e i Grigioni (1,2%) presentano percentuali di beneficiari più basse della media, così come Friburgo (2%) e il Vallese (meno del 2%), situandosi in una situazione analoga a quella delle regioni rurali della Svizzera tedesca.

Queste differenze si spiegano in particolare con le strutture economiche e demografiche specifiche, ma anche con i vincoli particolari cui sono sottoposti i centri urbani, sottolinea ancora l'UST.

Nel complesso, la situazione è rimasta pressoché invariata rispetto al 2024. Nella maggior parte dei cantoni, la variazione del tasso di aiuto sociale oscilla tra un calo di 0,3 punti e un aumento di 0,2 punti percentuali. Ginevra costituisce tuttavia un'eccezione, con un aumento di quasi un punto percentuale.

L’UST ha pubblicato anche i dati relativi all'aiuto sociale nel settore dei rifugiati e tra le persone che beneficiano dello status di protezione S, concesso in particolare a chi è fuggito dalla guerra in Ucraina.

Ebbene, nel 2025, circa 32'600 persone appartenenti al settore dei rifugiati hanno beneficiato di prestazioni di assistenza, pari all'83,6% di questa popolazione. Tra i titolari dello status S, circa 68'000 persone hanno ricevuto un aiuto sociale, il che corrisponde a una percentuale dell'81,1%.

I risultati relativi al settore dell'asilo saranno pubblicati in un secondo momento. L'analisi dei dati ha infatti rivelato, in alcuni cantoni, variazioni nel numero dei beneficiari che richiedono ulteriori verifiche, spiega l'UST.

Come detto, i dati pubblicati oggi sono i primi elaborati interamente secondo il nuovo metodo dell'UST. Avviato nel 2019, il progetto di modernizzazione si è concluso lo scorso giugno.

La precedente indagine annuale è stata sostituita da un'elaborazione mensile, ampiamente automatizzata, dei dati amministrativi trasmessi da circa 1'000 fornitori, principalmente servizi sociali.

Questa riforma dovrebbe consentire di ridurre il carico di lavoro degli organismi interessati, accelerando al contempo la pubblicazione dei risultati. I dati sono ora armonizzati secondo regole uniformi in tutto il Paese, al fine di migliorare i confronti tra cantoni e comuni.

Sempre più famiglie monoparentali in assistenza

Benché il ricorso all'assistenza sia rimasto stabile nelle città nel 2025, sono sempre più numerose le famiglie monoparentali che vi ricorrono. E con loro i bambini: sono interessati quasi sei minori su dieci, contro il 52% del 2010.

È quanto emerge dall'analisi per il 2025 diffusa oggi dall'Iniziativa delle città per la politica sociale che ha elaborato i dati di 14 località di riferimento, fra cui Coira, ma nessuna in Ticino), cui si sono aggiunte sei altre località (tutte della Svizzera romanda) per l'analisi specifica sui nuclei monoparentali.

Il rischio di povertà è nettamente più elevato per le famiglie monoparentali rispetto ad altre tipologie di nuclei familiari, si legge nel rapporto. Molto spesso, l'assistenza costituisce un elemento essenziale che integra un reddito insufficiente a provvedere alle necessità di una famiglia.

Per aiutare i genitori soli a uscire dall'assistenza, le città puntano su misure mirate quali la formazione, l'accoglienza diurna dei bambini adattata agli orari di lavoro o ancora le prestazioni complementari per le famiglie.

I servizi sociali considerano la mancanza di offerte formative come uno dei principali punti deboli del sostegno ai genitori single. La formazione rimane il mezzo più efficace per uscire da questo circolo vizioso, ma anche il più difficile al quale accedere.

Nel 2025, il tasso di assistenza sociale ammontava in media al 3,9% nelle quattordici città di riferimento, in calo di 0,2 punti percentuali rispetto all'anno precedente. Coira figura fra le città con la quota più bassa (2,4%) per quanto attiene al tasso di assistenza, Bienne e Losanna sono in cima alla lista (7,8% rispettivamente 6,8%)

Nella maggior parte delle città, circa un quarto o più delle famiglie monoparentali con figli minorenni percepisce l'assistenza. Il rischio è praticamente quintuplicato rispetto all'insieme delle famiglie. Circa sei minorenni beneficiari dell'assistenza sociale su dieci vivevano in una famiglia monoparentale, con un aumento dal 52% del 2010 al 59% dal 2025.