Il caso

Oltre le navi da crociera: la Freedom Ship potrebbe essere la prima «città galleggiante»

Un ambizioso progetto vuole realizzare la più grande imbarcazione mai costruita: lunga un chilometro, larga circa 250 metri e in grado di ospitare fino a 80.000 persone, su questa nave troverebbero posto scuole, hotel, negozi, uno stadio e persino un ospedale di ricerca
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Red. Online
06.06.2026 06:00

Come sarebbe trascorrere circa due anni della propria vita a bordo di una nave? Qualcuno, prima o poi, potrebbe scoprirlo. Di recente, infatti, si torna a parlare della «Freedom Ship»: un progetto nato negli anni '90 dall'ingegnere americano Norman Nixon, che desiderava costruire un'imbarcazione così imponente da dare vita a una vera e propria «città galleggiante». Dopo la morte di Nixon, nel 2012, le bozze del progetto vennero rispolverate, ma senza successo. Oggi, però, come rivela il Telegraph, Roger Gooch, CEO di Freedom Cruise Line International ha assunto un project manager, un designer e un architetto navale che andranno a unirsi al team dirigenziale di dodici persone che, prima o poi, potrebbero portare alla luce il piano originale di Nixon. L'ideatore di questo nuovo, ambizioso progetto è Kevin Schopfer, specializzato in arcologia, una fusione tra architettura ed ecologia. Resta, tuttavia, un nodo importante da sciogliere, ossia dove reperire i fondi aziendali. Gooch si dice «molto fiducioso» di poter realizzare il progetto, sebbene «la capitalizzazione sia fondamentale». 

Ma cosa prevede, di preciso, il progetto? Partendo dalla base, nel momento in cui il gruppo riuscirà a reperire i fondi necessari per la realizzazione della «Freedom Ship», il primo passo sarebbe quello di iniziare la costruzione della nave in Indonesia, a partire dallo scafo (che dovrebbe essere costruito a pezzi e poi assemblato in mare aperto). Un primo step che, da sole, richiederebbe tre o quattro anni. Ma secondo quanto dichiarato da Gooch al Telegraph, molti dei lavoratori potrebbero cominciare già a vivere a bordo dell'imbarcazione a metà dei lavori. Una volta portata a termine la costruzione, la manutenzione, in futuro, verrebbe effettuata in mare, dal momento che la nave circumnavigherebbe costantemente il globo, senza mai avere un porto di base. Parte del reddito, come rivela Gooch, proverrebbe dalle attività di vendita al dettaglio. «Vogliamo che gli imprenditori affittino o acquistino spazi da noi, proprio come farebbero in una comunità basata sulla terraferma», ha affermato. 

Come detto, dunque, per realizzare la «Freedom Ship» serviranno tanti, tantissimi soldi. Circa 12 miliardi di sterline (circa 12,7 miliardi di franchi), secondo le prime stile. La nave sarà lunga circa un chilometro, sarà larga 244 metri e avrà fino a 30 ponti. Verosimilmente, sarà alimentata da combustibile nucleare e sarà un vero e proprio gigante da 2,3 milioni di tonnellate, in grado di ospitare ben 50.000 «residenti permanenti», oltre ad altri 10.000 crocieristi e visitatori giornalieri. A gestire tutto, sarà un equipaggio di circa 20.000 persone. 

Dal momento che l'idea è quella di creare una vera e propria «città galleggiante», sulla Freedom Ship non mancherà nulla. La nave ospiterebbe scuole, negozi e ristoranti sufficienti a soddisfare le esigenze di una città di circa 80.000 persone. Tra le numerose strutture ci saranno hotel di ogni tipo, uno stadio da 15.000 posti, un centro congressi, un parco acquatico, due musei, una sala sinfonica e persino un ospedale da ricerca. Gli amanti delle immersioni potranno inoltre nuotare in un grande acquario, mentre chi vuole divertirsi potrà ballare tutta la notte in un'immensa discoteca. Una «food hall» a due piani soddisferà le esigenze dei residenti che vorranno mangiare qualcosa di diverso rispetto a quanto offerto dai ristoranti. 

Come accennato, grande spazio sarà dato anche all'istruzione. I bambini potranno seguire un percorso formativo dalla scuola primaria fino all'università, mentre quattro piani della nave saranno destinati a servizi commerciali, filiali finanziarie, banche e negozi al dettaglio. All'ultimo piano, secondo quanto svela, ancora, il Telegraph, saranno presenti otto eliporti. 

Ma non è tutto. Come risaputo, l'impatto delle navi, a livello ambientale, è importante. Figuriamoci, insomma, quello di un gigante come la Freedom ship. Per questo motivo, Gooch ha dichiarato che il progetto prevede che l'imbarcazione ripulirà gli oceani durante la sua traversata. Questo, unito al fatto che verrebbe utilizzata energia nucleare, ridurrebbe drasticamente le emissioni di carbonio. «Vogliamo dimostrare di essere ecologici e di fare del bene alla società nel mondo». Inoltre, diversamente a quanto succede con le navi da crociera classiche, l'imbarcazione non sovraccaricherebbe i piccoli porti perché rimarrebbe al largo. Al contrario, l'obiettivo sarebbe quello di attirare visitatori desiderosi di usufruire dei servizi nella Freedom Ship in mare. «Vogliamo che le persone vengano a godersi la città galleggiante finché si trova nelle loro zone, perché potrebbe non tornare per altri due anni e mezzo». Diventerebbe, insomma, un'occasione anche per chi non sarebbe, a tutti gli effetti, un passeggero della nave.