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Omicidio a Induno Olona, uno dei coinvolti lavorava nel Luganese

Il figlio dell'arrestato, coinvolto nella rissa, lavorava per una ditta edile nel Luganese ed era stato licenziato per comportamenti ritenuti problematici
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Red. Online
13.04.2026 12:24

Si allargano fino al Ticino i contorni dell’omicidio avvenuto nella notte tra venerdì e sabato a Induno Olona, in provincia di Varese, dove un 30enne è stato ucciso a coltellate, al culmine di una violenta rissa scoppiata in strada.

Un debito di poche centinaia di euro

Per il delitto è stato arrestato un 50enne varesino, incensurato, attualmente detenuto al Carcere dei Miogni, dove è stato interrogato dalla pm di Varese Marialina Contaldo. Al centro della vicenda ci sarebbe un debito di poche centinaia di euro tra la vittima e il figlio 27enne dell'arrestato, elemento che avrebbe innescato il confronto degenerato poi in violenza.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, dopo un primo alterco la situazione è rapidamente sfuggita di mano, trasformandosi in una rissa con l’uso di spranghe e coltelli. Secondo l'accusa sarebbe stato il 50enne a infliggere la ferita mortale alla vittima. «Il mio cliente sostiene di essere intervenuto per difendere il figlio, per salvarlo, e di non aver avuto intenzione di fare del male a nessuno», ha dichiarato il difensore, l’avvocato Domenico Margariti.

Il coinvolgimento del frontaliere

Il figlio 27enne, rimasto ferito e ora ricoverato in ospedale, era già noto alle forze dell’ordine per un grave episodio legato a un inseguimento avvenuto lo scorso marzo a Varese. Il giovane ha inoltre legami diretti con il Ticino: lavorava come frontaliere nel settore edile presso un’azienda del Luganese. Secondo quanto riferisce Tio, il giovane era stato licenziato da qualche tempo a causa di comportamenti ritenuti problematici, tra ritardi, assenze e scarsa affidabilità. Nella stessa impresa era impiegato anche il fratello, che sarebbe stato allontanato dopo l’accaduto.

Giorni di tensione prima della tragedia

Gli investigatori riferiscono che il contrasto economico tra le due parti andava avanti da giorni, con discussioni sempre più accese tra i giovani coinvolti. La notte dell’omicidio, le famiglie si sarebbero incontrate in via Porro, a Induno Olona, con l’intenzione di chiarire la situazione. L’incontro si è però trasformato in uno scontro violento, culminato nell’accoltellamento mortale. Il movente economico resta al momento l’ipotesi principale, mentre proseguono gli accertamenti per definire con precisione il numero dei partecipanti alla rissa e le eventuali responsabilità di altri soggetti coinvolti.

Il sindaco: «Episodio isolato»

Nel frattempo, il sindaco Giorgio Castelli ha espresso soddisfazione per il fermo dell’uomo ritenuto responsabile materiale dell’omicidio. «Le indagini hanno evidenziato come il violento scontro sia scaturito da pregresse tensioni tra nuclei familiari esterni e legati a motivi economici circoscritti», ha dichiarato. «Si è trattato di un fatto gravissimo e inaccettabile, ma isolato e legato a dinamiche private che non rappresentano la nostra comunità».