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L'ONU accusa gli Stati Uniti: «Violata la sovranità del Venezuela»

Sotto la lente degli esperti delle Nazioni Unite le operazioni segrete autorizzate da Trump, tra CIA, navi militari nel Mar dei Caraibi e attacchi contro obiettivi venezuelani
AP Photo/Jesus Vargas
Red. Online
22.10.2025 09:00

Le relazioni tra Stati Uniti e Venezuela stanno vivendo una fase di crescente tensione. Negli ultimi mesi l’amministrazione Trump ha abbandonato la sola strategia delle sanzioni economiche e della pressione diplomatica per passare a un approccio sempre più aggressivo, che include operazioni clandestine e l’impiego di forze militari nel Mar dei Caraibi. Donald Trump ha confermato di aver autorizzato la CIA a operare in Venezuela, rivelando un coinvolgimento diretto dell’intelligence statunitense contro il governo di Nicolás Maduro. Allo stesso tempo, unità navali e speciali degli Stati Uniti sono state dispiegate nell’area caraibica e hanno colpito almeno sei imbarcazioni sospettate di traffico di droga. Secondo fonti statunitensi, queste operazioni rientrano in una missione contro minacce «narcoterroriste», ma hanno provocato la morte di almeno 27 persone, alimentando accuse di uso eccessivo della forza.

Per Washington, il Venezuela rappresenta non soltanto un regime autoritario da isolare, ma anche una potenziale minaccia alla sicurezza degli Stati Uniti per i legami, veri o presunti, tra esponenti del governo chavista, gruppi criminali e reti di narcotraffico. La Casa Bianca rivendica la necessità di agire, anche oltre i canali diplomatici, per bloccare i flussi di droga e destabilizzare il sistema di potere che sostiene Maduro. Di segno opposto è la reazione di Caracas, che accusa gli Stati Uniti di voler orchestrare un cambio di regime, definisce «atto di aggressione» la presenza militare nel Mar dei Caraibi e ha richiamato milizie e forze armate mobilitando il discorso della difesa della patria.

In questo contesto è arrivato un intervento durissimo da parte di un gruppo di esperti indipendenti delle Nazioni Unite, che mette in discussione la legalità dell’azione statunitense.

«Le azioni segrete e le minacce di usare la forza armata contro il governo del Venezuela da parte degli Stati Uniti violano la sovranità del Venezuela e la Carta delle Nazioni Unite», si legge nella nota ufficiale diffusa oggi. Gli esperti affermano inoltre che «tali azioni violano anche gli obblighi internazionali fondamentali di non intervenire negli affari interni o di minacciare di usare la forza armata contro un altro Paese». Il comunicato entra nel merito delle operazioni in mare, sostenendo che «l’uso della forza letale in acque internazionali senza un’adeguata base giuridica viola il diritto internazionale del mare e costituisce un’esecuzione extragiudiziale», e avverte che «i preparativi per un’azione militare segreta o diretta contro un altro Stato sovrano rappresentano una violazione ancora più grave della Carta delle Nazioni Unite». Gli esperti ONU invitano infine Washington a porre fine agli attacchi e alle minacce illegali, a rispettare il diritto internazionale e a riaffermare l’impegno verso il multilateralismo.

Nel frattempo, anche Mosca ha espresso una posizione netta sulla crisi. Incontrando l’ambasciatore venezuelano a Mosca, Jesús Rafael Salazar Velásquez, il ministro degli Esteri russo Serghiei Lavrov ha dichiarato di «confermare la solidarietà con il governo e il popolo del Venezuela di fronte alle crescenti minacce esterne e ai tentativi di interferenza negli affari interni», assicurando «pieno sostegno agli sforzi di Caracas per la difesa della sovranità nazionale». Lavrov ha aggiunto che la Russia sostiene «uno sviluppo stabile e indipendente di tutti i Paesi e tutte le regioni, mantenendo l’America Latina e i Caraibi come zone di pace».

Le dichiarazioni delle Nazioni Unite spostano la vicenda oltre il terreno della rivalità politica tra Stati Uniti e Venezuela, collocandola all’interno del diritto internazionale. Il punto centrale sollevato dagli esperti non riguarda solo le tensioni diplomatiche, ma la possibile violazione dei principi fondamentali della Carta ONU: il divieto dell’uso della forza e il rispetto della sovranità degli Stati.

Intanto la situazione sul terreno resta fluida. Le operazioni militari statunitensi continuano, così come gli avvertimenti di Caracas. Il rischio di una escalation non è più soltanto teorico: si parla di un confronto che, se non gestito, potrebbe oltrepassare la retorica diplomatica e sfociare in una crisi aperta nel continente latinoamericano.

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