Operazione «Chain» e prostituzione in locali non autorizzati, 15 denunce in Ticino

Anche il Ticino è stato protagonista dell’operazione congiunta di polizia «Global Chain», avvenuta la scorsa estate e organizzata a livello internazionale dall’Europol con l’obiettivo di contrastare la tratta di esseri umani. I dettagli a livello svizzero sono contenuti nel rapporto della fedpol pubblicato giovedì, ma dall’Ufficio federale di polizia, ci è stato spiegato, «non vengono forniti dati sulle indagini svolte nei differenti cantoni». Peccato, anche perché nelle immagini pubblicate vengono ritratti alcuni attimi dei controlli avvenuti proprio nel nostro Cantone. Così ci siamo rivolti alla Polizia cantonale. «Possiamo confermare di aver aderito all’operazione ‘Chain’, effettuata sotto l'egida di Europol e coordinata in Svizzera da fedpol. La Polizia cantonale ticinese ha in particolare effettuato nella prima metà di giugno una serie di controlli», ci viene spiegato. Al dispositivo, «hanno fornito un supporto anche agenti della Polizia Comunale Chiasso, della Polizia Città di Locarno, della Polizia Città di Lugano e della Polizia Città di Bellinzona».
L’operazione
La fedpol durante le «join action day» ha rivolto l’attenzione alle vittime e agli sfruttatori provenienti dalla Romania. «Questo Paese», spiega nel rapporto Kuno, capo commissariato supplente della fedpol, «continua a essere uno dei più critici per quanto riguarda la tratta di esseri umani in Europa. In altre parole: sia le vittime sia gli sfruttatori provengono perlopiù da questo Paese dell’Europa orientale». Proprio per questo motivo l’Ufficio federale di polizia ha inviato un proprio agente in Romania con il compito di garantire lo scambio di informazioni tra le autorità di perseguimento penale elvetiche e rumene. Ma non solo, perché durante l’operazione «Global Chain» è stato chiesto all’Europol di inviare due agenti di polizia rumeni per affiancare gli agenti svizzeri durante i controlli avvenuti negli ambienti a luci rosse dei cantoni Berna, Basilea Campagna, Basilea Città e Ticino.
Tra controlli, fermi e denunce
I risultati a livello nazionale di questa operazione sono già noti: l’Ufficio federale di polizia ha identificato 130 potenziali vittime della tratta di esseri umani a scopo di sfruttamento sessuale, mentre le persone fermate sono state 32.
Veniamo al nostro Cantone. In Ticino «sono stati ispezionati tutti e nove i locali erotici autorizzati», ci spiegano dall’Ufficio stampa della Polizia cantonale. «L’esito delle ispezioni all’interno di questi stabili ha permesso di constatare come tutte le professioniste del sesso presenti fossero regolarmente annunciate e lavorassero nel rispetto delle normative».
15 persone denunciate in Ticino
Se all’interno dei locali erotici autorizzati tutto era in regola, lo stesso non si può dire per altri luoghi. «Nel contesto dell’operazione sono anche stati ispezionati un esercizio pubblico e 14 appartamenti, luoghi ove l’esercizio della prostituzione non è autorizzato in quanto non conformi alla Legge cantonale sulla prostituzione. A seguito di queste verifiche sono state denunciate al Ministero pubblico 15 persone». In Ticino, «nessun sospetto caso di tratta degli esseri umani o di sfruttamento / promovimento della prostituzione è stato constatato». Sul territorio cantonale «sono state controllate un totale di 140 persone».
