Mobilità

Ora tocca ai partiti indicare la strada

A2-A13 o PoLuMe? Entrambe le opere difficilmente potranno essere realizzate entro il 2045 – Il Consiglio federale ha deciso di puntare sul potenziamento nel Sottoceneri – Ma il Ticino che cosa vuole? – Per la prima volta, le priorità della politica
©Gabriele Putzu
Francesco Pellegrinelli
16.10.2026 06:00

E se il Ticino si trovasse davvero nella condizione di dover scegliere a quale opera dare precedenza? Nel suo primissimo intervento da direttore del Dipartimento del territorio, Piero Marchesi ha affermato che sarà indispensabile «stabilire delle priorità».

Pochi giorni prima, il Gran Consiglio aveva approvato a larghissima maggioranza una risoluzione per chiedere al Consiglio federale di non posticipare al 2055 la realizzazione del collegamento autostradale A2-A13. In quell’occasione, il plenum ha difeso l’orizzonte 2045, sostenendo che il Locarnese non può attendere oltre. Dello stesso parere, il Consiglio di Stato, che nella consultazione a «Trasporti 45» ha criticato la decisione del Consiglio federale di mettere il collegamento autostradale Bellinzona-Locarno (COBELLO) in concorrenza con il potenziamento dell’autostrada Lugano-Mendrisio (PoLuMe). Ma se effettivamente le risorse della Confederazione non dovessero bastare per realizzare entrambe le infrastrutture, che cosa accadrebbe? La domanda, politicamente, è pesante: il Ticino che cosa vuole? I partiti quale messaggio intendono dare affinché s’imponga una preferenza? E soprattutto: siamo pronti ad aprire pubblicamente il dibattito?

«Ora o mai più»

Per Andrea Rigamonti (PLR), membro della Commissione ambiente, territorio ed energia, «la questione va affrontata con una certa urgenza». Secondo il deputato, è evidente che Berna abbia deciso di dare priorità all’asse nord-sud e al progetto PoLuMe. «E questo, nonostante il completamento della A2-A13 in Ticino goda già oggi di un ampio sostegno politico trasversale, che ne giustifica la realizzazione prioritaria». Lo stesso, aggiunge, non si può dire per il potenziamento dell’autostrada tra Lugano e Mendrisio. «Le recenti prese di posizione istituzionali e popolari dimostrano la necessità di ripensare la pianificazione autostradale nel Sottoceneri». Secondo Rigamonti, la popolazione del Mendrisiotto e del Basso Ceresio sarà disposta ad accettare il PoLuMe solo se l’opera porterà benefici concreti al territorio. «Con il risanamento del tunnel del Gottardo il traffico aumenterà inevitabilmente e la pressione sul Sottoceneri, città di Lugano compresa, sarà ancora maggiore». Rigamonti si dice disposto ad attendere anche dieci o vent’anni in più pur di pianificare e realizzare le coperture autostradali richieste dalla popolazione. «L’attuale tracciato non convince», ribadisce. Da tempo, prosegue, il territorio chiede di approfondire la variante in galleria, anche oltre Melano. Da qui le priorità di Rigamonti: «Meglio completare prima il collegamento A2-A13 piuttosto che realizzare un progetto costoso che non piace a nessuno e che rischia di creare ulteriori colli di bottiglia nella regione». La responsabilità di guidare questo processo spetta, conclude il deputato PLR, al Consiglio di Stato, «che dovrebbe assumere un ruolo guida finora mancato».

«Un messaggio univoco»

Sull’eventualità che il Ticino possa davvero trovarsi a dover scegliere tra una delle due opere, lo aveva lasciato intendere anche il deputato dei Verdi Matteo Buzzi durante il dibattito in Gran Consiglio. L’ecologista, la scorsa settimana, ha quindi invitato il plenum ad adottare un approccio improntato al realismo. «Occorrerebbe rivedere le priorità e dare la precedenza al collegamento A2-A13, sul quale il consenso sembra essere maggiore». Secondo il deputato, è evidente che il Ticino dovrà scegliere, soprattutto alla luce degli ingenti investimenti già destinati al nostro Cantone, a partire dai quasi tre miliardi di franchi per il raddoppio del Gottardo. «L’A2-A13 invece è il risultato di un percorso condiviso, e difficilmente sarà ostacolato da un referendum»; eventualità che, invece, potrebbe concretizzarsi per il PoLuMe. «Dal Consiglio di Stato mi aspetto quindi un’inversione delle priorità: l’A2-A13 deve essere realizzato al più presto, mentre il PoLuMe va congelato». Anche la richiesta di approfondire ulteriormente il tracciato COBELLO, rivalutando la variante sulla sponda destra, rischia, a suo avviso, di allungare i tempi di realizzazione dell’opera e favorire indirettamente il PoLuMe.

Sulla stessa linea, anche il deputato socialista Ivo Durisch, che chiede alla politica ticinese di uscire dall’ambiguità e assumere una posizione netta: «Le forze politiche devono mandare a Berna un messaggio chiaro: si rinunci al PoLuMe e si dia la priorità al collegamento del Locarnese». Per Durisch, il Ticino deve dimostrare di sapere quali siano le proprie priorità e avere il coraggio di sostenerle. «Non si può soltanto chiedere; la politica deve anche rispettare la volontà dei cittadini». E ancora: «Il direttore del DT afferma di essere una persona che ascolta il territorio: mi aspetto che dimostri di farlo anche in questa occasione».

Il monito di Agustoni

Più defilata, invece, la posizione del deputato del Centro Maurizio Agustoni, il quale riconosce le diverse priorità in gioco. «Il PoLuMe, nell’ottica della Confederazione, dovrebbe rispondere a un problema viario di rilevanza nazionale ed è quindi comprensibile che ai suoi occhi goda di una certa precedenza». Tuttavia, prosegue, bisogna essere consapevoli che sul territorio incontra importanti resistenze a vari livelli; a differenza invece del collegamento A2-A13 tra Locarno e Bellinzona, che ha raccolto un consenso politico molto ampio e appare meno contestato. «Quel che è certo è che un orizzonte 2055 per il collegamento Locarno-Bellinzona è eccessivo e quasi grottesco, tenuto conto che stiamo parlando di un tracciato di 11 km e che le discussioni si trascinano oramai da diversi decenni». Per il deputato, tuttavia, chiedere di accantonare il PoLuMe non è una soluzione, anche perché non necessariamente questo si tradurrebbe in una accelerazione del collegamento A2-A13. Inoltre, la situazione viaria del Mendrisiotto non può rimanere quella attuale. «È quindi fondamentale, anche se ci sono interessi e posizioni divergenti, trovare una strategia condivisa tra Comuni, regione e Cantone. La Confederazione potrebbe in effetti procedere comunque secondo le proprie priorità e come Mendrisiotto e Basso Ceresio potremmo trovarci con un’opera indesiderata e senza valide misure di accompagnamento a tutela del nostro territorio». Insomma, la realizzazione più spedita della A2-A13 non va necessariamente ottenuta rifiutando a priori il PoLuMe. Secondo Agustoni, serve una visione comune, capace di conciliare le esigenze locali con quelle nazionali.

Il compromesso

A optare per una soluzione di compromesso è invece il capogruppo UDC Alain Bühler: «Non credo sia opportuno scegliere tra il PoLuMe e l’A2-A13, anche se, di pancia, darei la priorità al collegamento autostradale che oggi ancora manca». Tuttavia, secondo il democentrista, si potrebbe sondare la possibilità di anticipare la realizzazione del collegamento del Locarnese, eventualmente attraverso un finanziamento ponte del Cantone, con garanzie di rimborso da parte della Confederazione. «L’obiettivo sarebbe evitare che l’opera slitti al 2055, senza necessariamente rinunciare al PoLuMe». Pur comprendendo la priorità attribuita da Berna all’asse nord-sud, Bühler sottolinea che il Ticino ha bisogno di un collegamento autostradale nel Locarnese per rispondere alle esigenze della mobilità regionale. «È vero che in passato il Ticino non ha dato segnali univoci sul tema, ma credo che oggi il tracciato PG USTRA abbia raggiunto la maturità necessaria per essere realizzato senza dover attendere altri trent’anni».

«Battaglia politica unitaria»

Dal canto suo, Stefano Tonini (Lega) ribadisce l’importanza di infrastrutture stradali sicure ed efficienti. A maggior ragione in quanto «il Ticino è attraversato da uno dei principali assi europei nord-sud, ed è sotto forte pressione stradale». Quanto a un’eventuale scelta, secondo Tonini «PoLuMe e A2-A13 sono entrambe prioritarie. Il rischio di dover scegliere quale realizzare prima è concreto, ma non deve dividerci». Se la scelta fosse inevitabile, il deputato darebbe comunque precedenza all’A2-A13: «Il Locarnese è l’unico agglomerato svizzero senza un collegamento diretto alla rete autostradale nazionale. Questa lacuna va colmata. Dal Consiglio di Stato mi attendo una battaglia politica unitaria a Berna per entrambe le opere, con finanziamenti e tempi certi».