Orari d'esercizio degli aeroporti: scontro in vista in parlamento

Tra destra e sinistra si profilano scintille in parlamento in merito agli orari di esercizio degli aeroporti nazionali. I partiti borghesi, che seguono il Consiglio federale, vogliono garantire lo status quo nel diritto, la sinistra è invece contraria, essenzialmente per ragioni di salute pubblica.
Si dà carta bianca agli aeroporti?
Il Consiglio nazionale affronterà nella sessione estiva, che si apre il primo giugno, una riforma della Legge federale sulla navigazione aerea (LNA). Per quanto riguarda gli orari di esercizio degli aeroporti di Zurigo e Ginevra, la revisione prevede «la protezione nella propria situazione di fatto». Dietro questa espressione giuridica si cela una questione di grande rilevanza, «al centro della revisione», sostiene la consigliera nazionale Delphine Klopfenstein Broggini (Verdi/GE), interrogata da Keystone-ATS. Gli orari di esercizio rischiano di essere «fissati una volta per tutte» a livello federale. Di conseguenza, sarà più difficile negoziarli a livello locale, afferma.
Pure contattato da Keystone-ATS, il suo collega alla Camera del popolo Alex Farinelli (PLR/TI) si è detto favorevole alla riforma. Secondo lui, «non si tratta di dare carta bianca agli aeroporti né di mettere in secondo piano tutti gli altri interessi». La protezione dal rumore e dagli altri disagi del traffico aereo rimane legittima e deve continuare a essere presa in considerazione.
Rispettare la volontà popolare
Klopfenstein Broggini aggiunge che la riforma va contro la volontà popolare. Nel 2019 i ginevrini hanno approvato un'iniziativa popolare che chiedeva di tenere conto del carattere urbano dello scalo di Ginevra-Cointrin, il quale è un ente di diritto pubblico poiché il Cantone ne è l'unico proprietario. Lo scopo del testo era di trovare un equilibrio tra gli interessi economici, sociali e culturali. Mirava inoltre a limitare i disagi per la popolazione e l'ambiente. L'iniziativa è stata concretizzata nell'ambito di una revisione legislativa entrata in vigore nel 2022. Secondo l'ecologista, copresidente della Coalizione traffico aereo, ambiente e salute (COTAS, alleanza di 28 organizzazioni ambientaliste e sanitarie svizzere che si batte per ridurre i problemi legati al traffico aereo), l'iniziativa ha permesso di instaurare una «forma di buon governo democratico» dell'aeroporto di Ginevra e un margine di manovra per discutere gli orari d'esercizio.
I residenti della zona si battono per ottenere una sospensione dei voli notturni. Attualmente, gli aerei allo scalo della città di Calvino decollano e atterrano tra le 6.00 e mezzanotte, con deroghe fino alle 0.30 in caso di voli in ritardo. Pur apprezzando gli sforzi compiuti per ridurre i decolli serali, Klopfenstein Broggini deplora il fatto che vi siano ancora troppe eccezioni per quanto riguarda gli atterraggi tardivi.
La situazione è diversa all'aeroporto di Zurigo-Kloten, che è in mano prevalentemente a privati. Dal canto suo, lo scalo di Basilea-Mulhouse, che si trova sul territorio dell'Esagono, è gestito secondo il diritto francese.
Federalismo intaccato
La deputata dei Verdi sottolinea anche un problema legato al federalismo: se dovesse essere adottata, la modifica della LNA conferirebbe maggiore potere alla Confederazione, sottraendo prerogative ai Cantoni. Sebbene la Berna federale abbia voce in capitolo, dato che gli aeroporti sono di competenza nazionale, questi ultimi si trovano su territorio cantonale e interagiscono direttamente con il contesto circostante, dice Klopfenstein Broggini. È quindi necessario difendere le competenze dei Cantoni interessati.
In occasione della consultazione sul progetto di revisione della LNA, il canton Ginevra ha espresso dubbi sulla costituzionalità della garanzia dei diritti acquisiti senza limiti di tempo e senza possibilità di revisione. Ha chiesto di inserire nella norma rinnovata un quadro temporale e alcune riserve in materia di diritto ambientale. Nel complesso il Cantone ha comunque approvato la modifica di legge.
Procedure più chiare
Da parte sua, Farinelli parla di una migliore ripartizione dei compiti. L'obiettivo è semplificare i meccanismi che oggi sono prerogativa dei Cantoni, i quali però non sempre dispongono delle competenze tecniche necessarie. Secondo il liberale radicale, la riforma non mira ad ampliare le attribuzioni proprie agli aeroporti, ma a consentire loro di continuare a operare in futuro in un quadro normativo equivalente a quello ora vigente. Le attuali condizioni operative non devono essere messe in discussione «in modo subdolo». A suo avviso sono necessarie procedure più chiare, al fine di garantire una maggiore certezza del diritto. Nel settore dell'aviazione, gli orari di esercizio non sono «un semplice dettaglio tecnico», spiega il ticinese. Hanno un'influenza diretta sul funzionamento del traffico aereo e sulla capacità della Svizzera di mantenere buoni collegamenti internazionali. Se questi orari non venissero garantiti, il Paese si troverebbe ad affrontare un «vero e proprio problema di connettività e, in fondo, di competitività».
Maggiore sicurezza
Il progetto di revisione legislativa fa seguito a diverse richieste del parlamento, che auspica maggiore sicurezza nel settore aeronautico. Il meccanismo volto a garantire lo status quo è stato introdotto nel 2018 per evitare che la tutela delle zone paludose ostacolasse eventuali ampliamenti degli aeroporti. Nella riforma, che va ben al di là degli orari di esercizio, la sinistra è insoddisfatta anche per altri aspetti, in particolare per quanto riguarda i diritti dei lavoratori.
Durante il dibattito al Consiglio nazionale, proporrà alcune modifiche. Se queste dovessero essere respinte, Klopfenstein Broggini non esclude un voto contrario alla nuova LNA.