Sanità

Ospedale universitario Zurigo: individuati 10 conflitti d'interesse

Dopo lo scandalo nella clinica di cardiochirurgia, l’USZ ha avviato controlli sistematici sulle attività secondarie e sulle possibili situazioni di conflitto: finora sono emersi circa dieci casi problematici e sono già state comminate sanzioni
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Ats
26.08.2026 16:28

.A seguito dello scandalo nella clinica di cardiochirurgia, l'Ospedale universitario di Zurigo (USZ) ha verificato sistematicamente eventuali conflitti di interesse e attività secondarie potenzialmente critici. In questo contesto ha individuato circa dieci casi problematici. Sono state riscontrate violazioni delle linee guida interne e comminate delle sanzioni, ha indicato oggi un portavoce dell'USZ a Keystone-ATS confermando un articolo pubblicato oggi dalla NZZ. «Per motivi di riservatezza» non ha potuto fornire dettagli sulle sanzioni.

Un registro di trasparenza

A seguito dello scandalo e delle rivelazioni sui coinvolgimenti dell'ex direttore della clinica di cardiochirurgia Francesco Maisano, all'Unispital è stato istituito, tra l'altro, un registro di trasparenza in cui vengono sistematicamente registrati i conflitti di interesse e le attività secondarie dei collaboratori. Stando al portavoce la verifica è in corso dal giugno 2025.

I casi potrebbero aumentare

La NZZ riferisce che secondo la responsabile della compliance, incaricata di verificare i conflitti di interesse presso l'USZ, si tratta ad esempio di un'attività secondaria che mette l'ospedale in concorrenza con altri soggetti, o di partecipazioni azionarie in una start-up che rifornisce il nosocomio. Sempre stando al giornale non sarebbero ancora stati esaminati tutti i dossier, quindi il numero dei casi problematici potrebbe salire ulteriormente.

Le accuse nella clinica di cardiochirurgia

Lo scorso mese di maggio un rapporto d'inchiesta indipendente ha rivelato gravi mancanze e decessi inattesi avvenuti fra il 2016 e il 2020 nella clinica di cardiochirurgia del nosocomio, all'epoca diretta da Maisano. A finire sotto accusa è stato in particolare il controverso «Cardioband», una protesi di valvola cardiaca sviluppata da una società in cui lo stesso professore aveva una partecipazione