Svizzera

Otto richiedenti asilo nordafricani su dieci accusati di uno o più reati nel 2024

È quanto emerge da un'analisi interna della Segreteria di Stato della migrazione – Daniel Bach, portavoce della SEM: «Sono le persone provenienti dai Paesi del Maghreb a commettere la maggior parte dei reati attribuiti ai richiedenti asilo»
© CdT / Chiara Zocchetti
Red. Online
21.08.2026 10:00

Nel 2024, l'80,5% dei richiedenti asilo nordafricani è stato accusato di uno o più reati durante la procedura di richiesta di asilo o dopo una decisione negativa. Una cifra impressionante rivelata dal Blick che, in virtù della legge sulla trasparenza, ha avuto accesso a un'analisi interna della Segreteria di Stato della migrazione (SEM). «Solo un quinto di questo gruppo di persone non ha commesso alcun reato durante il soggiorno in Svizzera», si può leggere nel documento interno della SEM. Non sorprende quindi che le richieste d'asilo presentate da persone provenienti dai Paesi del Maghreb siano state rifiutate nel 99% dei casi. «Praticamente nessun richiedente asilo originario di questi Paesi ha diritto alla protezione della Svizzera. Detto altrimenti: le persone resesi protagoniste di reati avrebbero comunque dovuto lasciare il nostro Paese», spiega sempre al Blick il portavoce della Segreteria di Stato della migrazione Daniel Bach.  

La SEM non sembra comunque particolarmente sorpresa da queste cifre. «Sono principalmente i giovani uomini provenienti dal Maghreb a rendersi responsabili degli incidenti che si verificano nei centri federali per richiedenti asilo», illustra Bach. «E sono loro a commettere la maggior parte dei reati attribuiti ai richiedenti asilo».

Il tasso di richiedenti asilo nordafricani accusati di uno o più reati durante la procedura di richiesta di asilo o dopo una decisione negativa è ancora più impressionante se paragonato a quello delle persone provenienti da altri Paesi, che nel 2024 si attestava in media al 12,3%. È dunque importante non fare di tutta l'erba un fascio, come del resto sottolinea anche Bach. «La maggior parte dei richiedenti asilo si comporta correttamente. Nel 2025, il 96% dei richiedenti asilo non è stato oggetto di alcuna accusa penale», precisa il portavoce della SEM.

A questo punto è importante ricordare che, sempre nel 2024, la SEM aveva introdotto una procedura accelerata di 24 ore per i richiedenti asilo provenienti dall'Africa del Nord. Una procedura, a dire il vero, che può però essere ritardata perché la persona oggetto della richiesta può fare ricorso. Ecco allora che, in realtà, la procedura dura in media dura 22 giorni.

Nel documento la SEM riconosce poi che il numero di richieste d'asilo provenienti dal Maghreb non è ancora diminuito in modo significativo. Alcuni richiedenti, inoltre, ostacolano la procedura accelerata di 24 ore rifiutandosi di fornire le proprie impronte digitali o di presentarsi agli appuntamenti. Altri lasciano la Svizzera precipitosamente. In questi casi, la SEM dichiara che le procedure vengono interrotte e le domande archiviate.

I passi intrapresi e quelli da intraprendere

«I criminali devono lasciare la Svizzera al più presto. È una priorità della strategia in materia di asilo», afferma Daniel Bach. Per questo motivo, la Confederazione ha coordinato altre misure con i cantoni. Un gruppo di lavoro comune, nello specifico, è incaricato di applicare le misure coercitive nei confronti delle persone plurirecidive. Inoltre, sono attualmente in fase di valutazione condizioni più severe per la detenzione amministrativa.

Per Bach anche la collaborazione con i Paesi del Maghreb è soddisfacente. È per esempio stato appena raggiunto un accordo con il Marocco allo scopo di accelerare le procedure di identificazione.