Pace per territori, la proposta della Lega Araba a Israele

Il documento firmato da 21 sovrani suggerisce anche la normalizzazione dei rapporti da parte di tutti Paesi arabi in cambio della soluzione al conflitto israelo-palestinese che preveda la creazione di due Stati
Il presidente del Libano Michel Aoun.
Ats
29.03.2017 19:39

BEIRUT - La normalizzazione dei rapporti da parte di tutti Paesi arabi in cambio della soluzione al conflitto israelo-palestinese che preveda la creazione di due Stati e la cessione da parte israeliana di tutti i territori occupati nella guerra del 1967 è stata riaffermata oggi nel documento finale del vertice annuale della Lega Araba, svoltosi sul Mar Morto in Giordania.

Un'offerta simile era già stata presentata a Israele nel piano di pace arabo del 2002. La pace è "un'opzione strategica", si legge nel documento, approvato da 21 sovrani, presidenti e alti dirigenti del mondo arabo.

Nella risoluzione si chiede anche a tutti i governi di non spostare le rappresentanze diplomatiche in Israele. Un chiaro riferimento all'intenzione annunciata dal presidente americano Donald Trump durante la campagna elettorale di trasferire l'ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme.

Guterres: "Non c'è alcun piano B ai due Stati"

"Non c'è alcun piano B" rispetto alla soluzione dei due Stati per mettere fine al conflitto israelo-palestinese. Lo ha affermato oggi il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, in un intervento al vertice della Lega Araba, durante il quale ha anche ribadito l'esigenza di fermare i nuovi insediamenti israeliani.

"La soluzione dei due Stati - ha detto Guterres - è l'unica strada per garantire che palestinesi e israeliani possano realizzare le loro aspirazioni nazionali e vivere in pace, sicurezza e dignità. Non c'è alcun piano B. Ecco perché è importante fermare tutte le azioni unilaterali che possano minare la soluzione dei due Stati. E ciò in particolare in relazione al bisogno di fermare le attività di insediamento, che sono illegali in base alla legge internazionale". "È anche importante - ha aggiunto il segretario generale - condannare il terrorismo ed evitare l'incitamento".

Il presidente americano Donald Trump, ricevendo il mese scorso a Washington il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu, era sembrato intenzionato ad abbandonare l'ipotesi dei due Stati. "Che la soluzione sia a uno o due Stati, quella che loro preferiscono", aveva detto, riferendosi a israeliani e palestinesi.

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