Parla uno dei sopravvissuti di Crans: «Al Constellation era l'apocalisse»

I medici ne parlano come di un miracolato che si è battuto per un mese e mezzo in rianimazione. Lui è Hugo Hare, 19.enne calciatore della seconda squadra del Quevilly-Rouen Métropole che la notte di Capodanno ha avuto la sfortuna di trovarsi all'interno del Constellation di Crans-Montana.
Seduto a un tavolo del locale, verso la una di notte scende nel seminterrato per andare al gabinetto. «A quel punto è entrato nei bagni correndo il DJ che, in panico, cercava un estintore», racconta il calciatore ai microfoni di TF1. «È folle come l'incendio si sia propagato. In un minuto il soffitto era completamente in fiamme».
Sono momenti concitati in cui non è facile bilanciare ragione e istinto. Il primo pensiero di Hugo va alla sua ragazza, rimasta al piano superiore. «Avevo due possibilità: andarmene e sopravvivere o fare qualcosa per lei. Non ci ho pensato due volte e mi sono messo sopra di lei per farle da scudo umano contro le fiamme», spiega il giovane. «In quel momento le grida si sono trasformate in silenzio. Era come se la morte avesse bussato alla porta. Era l'apocalisse».
«Non pensavo potesse esistere un dolore simile»
Fortunatamente la ragazza di Hugo esce dal Constellation con «solo» qualche bruciatura. Il 19.enne, invece, riporta ustioni sul 30% del corpo. «Ho ustioni a entrambe le mani e la metà di un orecchio mi si è sciolta», spiega il calciatore che ha riportato bruciature anche alla schiena e al braccio sinistro.
Dal 1. gennaio ha subito nove innesti cutanei. «Non ho alcun ricordo delle prime due settimane. Ricordo soprattutto i cambi di medicazione. Prima dell'incidente, non avrei mai immaginato che potesse esistere un errore del genere».
Oggi, fortunatamente, Hugo si sta pian piano riprendendo. «Fisicamente va sempre meglio anche se i dolori persistono perché il processo di cicatrizzazione richiede molto tempo». Ora Hugo pensa a ristabilirsi nella speranza, un giorno, di poter riprendere con la propria carriera di calciatore.
«Perché i soldi sono più importanti della vita?»
Dopo quanto accaduto la notte di Capodanno, Hugo ha sporto denuncia e ora attende delle risposte. «Voglio sapere perché quella schiuma fonoassorbente, perché chiudere le uscite di sicurezza, perché non sono stati effettuati controlli e perché i soldi sono più importanti della vita», conclude il giovane.
