Caccia

Patenti per gli «ospiti» e addio al piombo

Approdano in Gran Consiglio due novità importanti – Verso il sì ai permessi per i cacciatori provenienti da altri cantoni e al divieto per le munizioni tradizionali, che però dovrà essere graduale
© Keystone/ALESSANDRO CRINARI
Red. Ticino&Svizzera
21.02.2026 06:00

La prossima settimana in Gran Consiglio con ogni probabilità verranno approvate un paio di novità che riguardano il mondo dell’arte venatoria: l’introduzione delle patenti per cacciatori «ospiti» provenienti da alti cantoni e il via libera al progressivo addio delle munizioni in piombo. I relativi rapporti commissionali (uno della Costituzione e leggi e l’altro della Ambiente, territorio ed energia) sono stati firmati nelle scorse settimane e ora, appunto, i due temi sono pronti per il voto in aula.

Il no ai candidati

La proposta di introdurre nella legge sulla caccia ticinese la possibilità di rilasciare permessi temporanei per cacciatori «ospiti» provenienti da altri cantoni (e già in possesso di una patente) è stata avanzata nel 2024 tramite un’iniziativa parlamentare della deputata Lara Filippini (UDC). Nell’atto parlamentare, oltre a ciò, si chiedeva pure di introdurre permessi temporanei anche per candidati cacciatori (non ancora in possesso della patente), per concedere loro – un po’ come accade con le patenti di guida – la possibilità di apprendere il mestiere durante la formazione. Ora, come vedremo, allineandosi alla posizione del Governo, la Commissione propone di introdurre le patenti temporanee per «ospiti» (che comunque saranno accompagnati da un cacciatore locale) ma non quelle per i «candidati» cacciatori. L’Esecutivo nel suo messaggio faceva infatti notare che «in Ticino, a differenza di altri Cantoni, la formazione e la verifica sulle armi avvengono come ultima sessione, che si conclude poco prima dell’inizio della stagione venatoria». E, dunque, «un candidato cacciatore, nel corso dell’anno e mezzo di formazione, non supera nessuna verifica sulle armi e il tiro, quindi non può vantare alcuna conoscenza supplementare rispetto a una persona qualsiasi». Motivo per cui, appunto, per il Governo «non appare opportuno né giustificato consentirgli la partecipazione attiva a delle azioni di caccia».

Approccio flessibile

Un po’ più complessa è la posizione della Commissione riguardo alla seconda proposta che sarà discussa dal Gran Consiglio – l’eliminazione delle munizioni contenenti piombo –, avanzata nel 2020 tramite una mozione della deputata Tamara Merlo. L’obiettivo della proposta era essenzialmente quello di ridurre l’impatto ambientale derivante dalla dispersione del piombo, sostanza tossica bioaccumulabile e dannosa per la fauna selvatica, il suolo e le acque.

Ora, il Governo pur esprimendo una posizione favorevole al principio, aveva invitato a «una transizione graduale». Posizione che, come vedremo, anche in questo caso è stata condivisa dalla Commissione. Non a caso, anche la recente revisione dell’Ordinanza federale sulla caccia, in vigore dal 1. febbraio dello scorso anno, prevede un percorso graduale verso l’eliminazione delle munizione contenenti piombo, per arrivare a un divieto totale per le munizioni a palla singola dal 1. gennaio 2030.

Coinvolgere le parti

La Commissione, nei suoi lavori, ha comunque tenuto a rilevare le «ulteriori complessità» legate al contesto ticinese, dove «la morfologia del territorio, la prevalenza di boschi fitti e la varietà di calibri utilizzati rendono la transizione più complessa rispetto ad altre realtà svizzere». Inoltre, vengono fatte notare le criticità riguardanti l’introduzione di questa novità per la caccia bassa, dove essenzialmente è più difficile trovare alternative valide alle munizioni in piombo. Per quanto riguarda la caccia alta, la Commissione «ritiene che i cacciatori debbano poter usufruire della finestra temporale prevista dall’ordinanza federale», e dunque «di potersi convertire alla munizione senza piombo entro il 31 dicembre 2030». Farlo prima, visti i numeri in gioco (e la limitata disponibilità di poligoni di tiro per adattare le armi alle nuove munizioni), sarebbe per contro impossibile secondo la Commissione.

La Commissione, poi, chiede di prevedere anche eccezioni per le armi storiche, ad esempio per i collezionisti oppure per associazioni storiche o gruppi di rievocazione.

Ora, al netto di tutto ciò, come detto anche la Commissione raccomanda «un approccio graduale ma deciso», per proteggere l’ambiente senza compromettere l’arte venatoria, procendendo in maniera flessibile «a partire da un’informazione immediata e un passaggio progressivo verso munizioni non al piombo, prevedendo finestre di adeguamento differenziate per settori e tipologie di caccia, e lasciando spazio a revisione delle tempistiche se emergono ostacoli tecnici o economici». Oltre a ciò, la Commissione consiglia poi il coinvolgimento delle categorie interessate «affinché le nuove norme siano realistiche, ben comprese e pienamente adottate».