«Paura di un colpo di stato o di un assassinio»: giro di vite sulla sicurezza di Putin

Paura di un colpo di stato o che il presidente russo Vladimir Putin venga assassinato. Sono questi i timori che negli ultimi tempi starebbero scuotendo il Cremlino, a tal punto da spingere il personale della residenza presidenziale a «rafforzare drasticamente» le misure di sicurezza attorno a Putin, rivedendo i protocolli e assicurando un livello di protezione personale maggiormente elevato. A rivelarlo è stato un rapporto dell’intelligence europea visionato dalla CNN. Sullo sfondo, come detto, l’ombra di un attacco al cuore del potere e il crescente malcontento riscontrato nel Paese anche nei confronti del presidente.
L'entourage stretto
Ed ecco quindi che il Cremlino è corso ai ripari con un giro di vite sulla sicurezza. Sotto la lente è così finito l’entourage che si trova a stretto, strettissimo contatto con Putin. «Guardie del corpo, cuochi, fotografi che lavorano con il presidente hanno il divieto di utilizzare i mezzi di trasporto pubblici» e possono usare soltanto dei telefoni cellulari senza accesso a Internet. Mentre i visitatori esterni che si avvicinano a lui devono essere sottoposti a due segmenti di controlli approfonditi. Ma non solo. Secondo quanto appreso dall’emittente americana nel dossier sono stati installati dei sistemi di sorveglianza persino nelle abitazioni dei collaboratori più stretti del presidente russo.
Clima di tensione
A premere sull’introduzione di queste misure sarebbe il clima di «instabilità» che si respira nelle sale del Cremlino, «il quale si trova ad affrontare problemi sempre più crescenti, tra cui le difficoltà economiche, diversi segnali di dissenso interno» e, non da ultimo, le «battute d’arresto» sul campo di battaglia in Ucraina e le perdite russe, stimate in 30 mila persone, tra morti e feriti, ogni mese. Senza contare il recente attacco - di domenica - con un drone ucraino che ha colpito un grattacielo residenziale nel centro di Mosca. A questo si aggiunge un altro punto critico: l'uccisione, avvenuta lo scorso dicembre, di uno degli alti generali russi. Un evento che, stando al rapporto, avrebbe scatenato «una disputa ai vertici dell’apparato di sicurezza russo», aggiunge la CNN, «con un acceso scambio di battute tra alti ufficiali sulle responsabilità». Una dinamica che avrebbe creato malumori e innescato le nuove misure di sicurezza più strette.
Visite e bunker
Il rapporto citato dalla CNN riferisce di «preoccupazioni di Mosca riguardo al deterioramento della sicurezza interna». Il Cremlino e lo stesso Vladimir Putin sarebbero «preoccupati anche per la possibile fuga di informazioni sensibili, nonché per il rischio di un complotto o di un tentativo di colpo di stato ai danni del presidente russo», che sarebbe particolarmente impensierito «dall'utilizzo di droni per un possibile attentato alla sua vita». A livello pratico, quindi, i funzionari della sicurezza del Cremlino hanno al contempo ridotto «drasticamente» la quantità di luoghi che Putin e la sua famiglia visitano regolarmente. E questo include anche la residenza estiva di Valdai e le residenze presenti nella capitale, come quella ufficiale di Novo-Ogaryovo. Non solo. Il presidente quest’anno non ha ancora visitato le strutture militari del Paese, nonostante i viaggi già programmati. E dall’inizio della guerra in Ucraina, il capo del Cremlino trascorrerebbe anche diverse settimane al sicuro in bunker potenziati a Krasnodar, una regione costiera affacciata sul Mar Nero, che si trova a parecchia distanza da Mosca.
