Berna

Pellicce, verso un divieto di importazione se sono prodotte infliggendo sofferenze

Concretamente, qualora anche gli Stati dovessero esprimersi a favore del controprogetto, pelliccerie, negozi di abbigliamento e rivenditori online svizzeri dovranno, al momento dell'acquisto, chiarire il metodo di produzione e fornire la prova che non siano state inflitte sofferenze agli animali
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Ats
18.08.2026 16:41

Seppur bocciando l'iniziativa popolare che intende vietare l'importazione di pellicce ottenuti infliggendo sofferenze per gli animali, la Commissione della scienza, dell'educazione e della cultura degli Stati (CSEC-S) si è detta pronta a sostenere in aula il controprogetto indiretto del Consiglio federale che prevede un giro di vite per l'import di simili articoli.

Concretamente, qualora anche gli Stati dovessero esprimersi a favore del controprogetto, pelliccerie, negozi di abbigliamento e rivenditori online svizzeri dovranno, al momento dell'acquisto, chiarire il metodo di produzione e fornire la prova che non siano state inflitte sofferenze agli animali.

Perseguibili penalmente

I prodotti importati e commercializzati illegalmente verrebbero ritirati dal mercato e le persone responsabili perseguite penalmente. Tra l'altro, per accelerare le tempistiche, il Consiglio federale ha già emanato un divieto di importazione a livello di ordinanza che è entrato in vigore il primo luglio 2025 con un periodo transitorio di due anni.

Nell'esaminare questo dossier, la CSEC-S ha apportato alcuni cambiamenti al disegno di legge uscito dalle deliberazioni del Nazionale, talvolta adottati con maggioranze risicate. Con 6 voti a 5 e una astensione, per esempio, propone che il Governo tenga conto non soltanto dei principi guida dell'Organizzazione mondiale della sanità animale (OMSA) sul benessere degli animali ma anche dei regolamenti e delle conoscenze scientifiche riconosciuti a livello internazionale.

Certificazione

Per i certificati di importazioni di pellicce, la commissione propone - 6 voti a 6 contrari e grazie al voto decisivo del presidente - che tale certificazione possa essere rilasciata da un organismo riconosciuto dal Servizio di accreditamento svizzero. Tale istanza dovrà assicurare che i prodotti importati non sono stati ottenuti infliggendo sofferenze agli animali. Al riguardo faranno stato le condizioni stabilite dall'esecutivo in conformità con criteri scientifici o programmi di certificazione riconosciuti internazionalmente.

In entrambi questi punti, le minoranze condividono il disegno del Consiglio federale, affinché si possa attuare senza indugio il programma di certificazione dell'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV).

Competenza dell'USAV

Alla Camera del popolo, il plenum aveva deciso che la certificazione d'importazione fosse di competenza dell'USAV. Una minoranza in aula si era pronunciata a favore di certificati internazionali. Per i contrari a questa alternativa. ciò avrebbe significato autorizzare prodotti descritti come conformi dal settore stesso. Per la maggioranza del Nazionale, l'USAV è più credibile come organismo di certificazione.