Consiglio federale

Penuria di medici? Scattano le deroghe alle autorizzazioni

Berna è favorevole all'adeguamento delle condizioni di autorizzazione che impone ai dottori di lavorare per almeno tre anni in Svizzera, prima di poter esercitare la loro attività in territorio elvetico
© CdT/ Chiara Zocchetti
Ats
25.01.2023 14:15

Il Consiglio federale è favorevole all'adeguamento delle condizioni di autorizzazione che impone ai dottori di lavorare per almeno tre anni in Svizzera, prima di poter esercitare la loro attività in territorio elvetico, a condizione che la disposizione sia limitata nel tempo e che venga applicata soltanto a quattro settori medici.

Secondo la Legge federale sulle assicurazioni malattie (LAMal), a partire dal 1. gennaio 2022 per poter esercitare un'attività nella Confederazione, i medici sono tenuti a lavorare per almeno un triennio presso un istituto di formazione post-laurea elvetico riconosciuto, con lo scopo di garantire la qualità delle prestazioni e al contempo assicurarsi che il personale autorizzato a esercitare a carico dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (AOMS) disponga delle dovute conoscenze relative al sistema sanitario vigente nel nostro Paese.

Secondo diversi riscontri pervenuti dai Cantoni, la disposizione attuale rischierebbe di comportare una copertura sanitaria insufficiente soprattutto nel settore della medicina di base ambulatoriale. Per evitare uno scenario simile, la Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Nazionale (CSSS-N) aveva depositato nel maggio del 2022 un'iniziativa parlamentare che chiedeva di allentare la misura attuale, per evitare il rischio di penuria di medici, soprattutto in alcune regioni periferiche dove i dottori prossimi alla pensione faticano a trovare un successore.

La CSSS-N aveva proposto di completare la disposizione legale affinché, in caso di offerta sanitaria insufficiente, i Cantoni possano derogare alla norma che prevede i tre anni di attività obbligatori.

Oggi il Consiglio federale ha approvato la proposta della CSSS-N a condizione che la disposizione derogatoria sia limitata nel tempo e che non rimetta sostanzialmente in questione l'obiettivo concernente la garanzia della qualità e dell'economicità delle prestazioni mediche, precisa una nota governativa odierna.

L'esecutivo ha ritenuto inoltre importante che la disposizione si applichi soltanto a quattro ambiti medici, ovvero alla medicina generale, alla pediatria, alla psichiatria nonché alla psicoterapia dell'infanzia e dell'adolescenza.