Svizzera

«Per fronteggiare la costante perdita del potere d'acquisto vogliamo un aumento salariale del 2,2%»

Ad avanzare la richiesta è la Società svizzera degli impiegati di commercio – Chi guadagna meno di 5.000 franchi dovrebbe poi ottenere un aumento salariale mensile di 110 franchi
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Red. Online
20.08.2026 10:30

Il ceto medio e quello basso sono sempre più sotto pressione in Svizzera a causa dell'aumento dei prezzi di molti prodotti e servizi. Arrivare alla fine del mese diventa così un'impresa sempre più complicata, un difficile gioco d'equilibrismo. Ecco allora che, di fronte a questa situazione, la Società svizzera degli impiegati di commercio ha deciso di prendere una posizione forte al grido di «Basta con l'erosione del potere d'acquisto». Secondo informazioni ottenute dal Blick, infatti, il sindacato dovrebbe chiedere un aumento salariale del 2,2% per l'anno prossimo in tutti i settori dell'economia. Una richiesta, questa, che supera quella avanzata a inizio settimana da Travail.Suisse che, da parte sua, aveva chiesto un aumento salariale del 2%.

Per i salari più bassi, l'associazione mantello si spinge poi ancora più vanti spiegando che tutte le persone che guadagnano meno di 5.000 franchi al mese dovrebbero ricevere un aumento salariale mensile di 110 franchi. Per uno stipendio iniziale di 4.500 franchi, ciò rappresenterebbe un aumento di oltre il 2,4%.

Le richieste della Società svizzera degli impiegati di commercio non sembra però riflettere la reale portata dell'inflazione che nel nostro Paese ormai da anni si attesta al di sotto dell'1%. «Un tasso d'inflazione basso non garantisce da solo la stabilità del potere d'acquisto», replica però Pascal Lamprecht, responsabile della Società svizzera degli impiegati di commercio. «A contare è ciò che resta alle persone dopo aver fronteggiato le spese ordinarie». Basandosi su diversi studi, Lamprecht osserva che tra il 2016 e il 2025 il reddito disponibile della classe media è diminuito, soprattutto a causa dell'onere sproporzionato dei premi dell'assicurazione sanitaria. Il responsabile della Società svizzera degli impiegati di commercio sostiene inoltre la necessità di un adeguamento: negli ultimi anni, alcuni datori di lavoro si sono mostrati particolarmente restii a compensare l'aumento dei costi. «Senza un'adeguata compensazione dell'inflazione, il potere d'acquisto reale diminuisce. Anche riducendo i consumi». 

Il ruolo dell'intelligenza artificiale

In questo contesto viene dunque da chiedersi quale sia l'impatto dell'intelligenza artificiale. Già, perché può capitare che tale tecnologia si sostituisca all'uomo in alcune mansioni d'ufficio. Queste tendenze negative si riflettono nelle statistiche sulla disoccupazione: il tasso di disoccupazione degli impiegati d'ufficio si attesta attualmente al 3,6% ed è dunque superiore alla media svizzera che si ferma invece al 3%.

«Alcune aziende stanno usando l'ascesa dell'IA per giustificare ristrutturazioni che erano comunque previste», denuncia però Lamprecht.

Le mosse delle aziende

Resta da capire come le aziende intendano muoversi nel prossimo futuro. Secondo l'Istituto di ricerche congiunturali (KOF) del Politecnico federale di Zurigo le aziende prevedono un aumento salariale medio dell'1,2%. I lavoratori edili dovrebbero essere i più fortunati. Dal canto suo, Pascal Lamprecht ritiene che siano necessari interventi urgenti soprattutto nel settore della vendita al dettaglio.