Per i salari medio-bassi il reddito disponibile è sceso in 10 anni

Secondo un'analisi dell'Unione sindacale svizzera (USS) il divario salariale tra lavoratori a basso o medio reddito e quelli con le remunerazioni più elevate è cresciuto enormemente negli ultimi dieci anni. Al contempo pesano sempre più i premi di cassa malattia. Mentre oggi le persone con stipendi bassi o medi devono cavarsela con un reddito disponibile inferiore rispetto al 2016, quelli con le remunerazioni più elevate hanno a disposizione molto di più, ha affermato l'USS in una conferenza stampa odierna a Berna.
Ricchi sempre più ricchi?
Concretamente tra il 2016 e il 2025 per i primi il reddito mensile disponibile è sceso, mentre quello dello 0,1% dei lavoratori con il reddito maggiore è salito di 6.575 franchi per chi è sposato con due figli e di 4.489 franchi per i singoli; per l'1% con il reddito più elevato l'incremento è rispettivamente di 3.044 se 2.212 franchi. Secondo il rapporto i salari reali medi hanno praticamente stagnato (+0,1%) negli ultimi otto anni fino al 2026, mentre nel periodo dal 2006 al 2016, nonostante la crisi finanziaria, erano cresciuti dello 0,9% all'anno.
Produttività VS salari
La produttività è aumentata anche negli ultimi anni, di circa l'1% all'anno, ma ciò non si è riflesso sui salari: a trarne vantaggio sono stati soprattutto i datori di lavoro e gli azionisti, grazie a margini più elevati e alla distribuzione di dividendi, sostiene l'USS. Per una parte dei lavoratori non vi è più stato nemmeno un adeguamento all'inflazione. I salari reali dell'1% meglio retribuito sono invece saliti di oltre il 16% dal 2016.
Disparità di genere
Continuano inoltre a sussistere notevoli disparità salariali tra i sessi: la metà delle donne guadagna meno di 5.000 franchi al mese, mentre il salario mediano degli uomini si attesta a 7.000 franchi, afferma ancora l'USS. La differenza è attribuibile per metà al minore tempo di lavoro; altri 500 franchi derivano dalle «professioni femminili» peggio retribuite e dal fatto che gli uomini ricoprono più spesso ruoli dirigenziali. I restanti 500 franchi non trovano una spiegazione e sarebbero in parte attribuibili alla discriminazione.
Cassa malati
Sempre secondo l'analisi i premi dell'assicurazione malattia continuano a gravare pesantemente sui redditi bassi e medi: per una famiglia con due figli e un reddito medio, nei dieci cantoni più grandi i premi rappresentavano, nonostante le riduzioni, oltre il 10% del reddito lordo.
L'USS critica il fatto che il controprogetto delle Camere federali all'iniziativa del PS per la limitazione ad al massimo il 10% del reddito per i premi di cassa malattia, entrato in vigore quest'anno e che attribuisce maggiori responsabilità ai Cantoni, viene attuata solo con riluttanza: in molti cantoni sono necessari interventi parlamentari o iniziative popolari per ottenere progressi. L'imposizione diretta ha sì un effetto compensativo, ma esso viene in parte annullato dai premi, sottolinea l'USS.
Necessaria una svolta politica
Per correggere lo squilibrio in materia di retribuzioni è necessaria una svolta nella politica salariale. Gli stipendi reali delle fasce medio-basse devono aumentare in modo nettamente più consistente, esige l'USS. L'adeguamento automatico al rincaro deve inoltre tornare a essere una prassi scontata. Chi ha completato un apprendistato deve guadagnare almeno 5'000 franchi (a tempo pieno) al mese. In generale, in Svizzera non dovrebbero più esserci salari inferiori a 4'500 franchi (a tempo pieno).
Anche nella politica fiscale e contributiva è necessaria una svolta: anziché continuare ad abbassare le imposte per i meglio stipendiati, i Cantoni dovrebbero ridurre sensibilmente i premi dell'assicurazione malattia.