Per il Consiglio federale «bisogna migliorare lo scambio dei dati tra le polizie cantonali»

(Aggiornato) Il problema è noto. Per le singole polizie cantonali è più facile accedere a una banca dati dell’Unione europea che a quello di altre polizie svizzere. «La non condivisione dei database delle polizie è una debolezza per la sicurezza» aveva detto il procuratore generale della Confederazione Stefan Blättler in un’intervista al CdT nel 2023. Le singole banche dati, infatti, sono a circuito chiuso. Questa mancata condivisione costituisce anche un limite a livello operativo, specialmente quando si devono affrontare forme di criminalità che vanno oltre i confini cantonali. Può così capitare che le polizie conducano indagini parallele su un determinato reato che interessa più cantoni. Se la polizia di un cantone cerca informazioni sui precedenti di un sospettato in un altro cantone deve ricorrere alla posta elettronica o chiamare al telefono il collega competente. La consultazione reciproca di informazioni si svolge tramite l’assistenza amministrativa cantonale, comportando processi inefficienti, ritardi in casi urgenti e talvolta doppioni. Il federalismo, in questo caso, frena il flusso di informazioni. Dal mese di agosto del 2024 esiste una piattaforma di consultazione nazionale denominata POLAP, per consentire ai corpi di polizia dei Cantoni e agli organi di polizia della Confederazione di accedere ai dati di polizia in tutta la Svizzera. POLAP permette già oggi di consultare direttamente diversi sistemi federali, quale il sistema di ricerca informatizzato di polizia RIPOL, e dell’Unione europea, per esempio il Sistema d’informazione Schengen. Finora, tuttavia, non è stato possibile collegare a questa piattaforma le banche dati di polizia cantonali a causa dell’assenza delle necessarie basi giuridiche.
I Cantoni stanno cercando una soluzione tramite un Concordato, sul modello di quello che già esiste per contrastare il tifo violento. Ma ci sono diversi ostacoli pratici da superare. Il processo è lungo e deve essere sottoposto per approvazione ai singoli parlamenti. Berna sostiene questi sforzi, ma sulla spinta di atti parlamentari già accolti dalle Camere, è decisa a sua volta a migliorare lo scambio di informazioni. Ha così messo in consultazione due progetti: uno sulla creazione di una base costituzionale e uno sulla revisione parziale della legge federale sui sistemi d’informazione di polizia della Confederazione. La base costituzionale consentirà lo scambio reciproco di dati tra i Cantoni e tra la Confederazione e i Cantoni. Secondo il capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia Beat Jans, il collegamento delle banche dati di polizia tramite una piattaforma di consultazione comune costituisce un elemento fondamentale, in particolare per contrastare la criminalità organizzata.
La criminalità organizzata opera da decenni oltre i confini cantonali e nazionali, ad esempio nel traffico di migranti, di armi o di stupefacenti. La consultazione di POLAP, a detta del Governo, potrebbe rivelarsi utile anche in altri casi concreti, quali i reati di pedocriminalità e violenza domestica compiuti su più Cantoni. Un esempio? Durante un controllo stradale un conducente straniero attira l’attenzione per il possesso di una notevole quantità di denaro contante e per aver fornito informazioni contraddittorie. Una consultazione in POLAP avrebbe permesso di accertare che la sua vettura è stata registrata in quattro Cantoni nell’ambito di indagini per traffico di stupefacenti commesso in banda.
Un aspetto centrale di POLAP sarà anche la protezione dei dati. Per accedervi gli agenti dovranno identificarsi. Sarà possibile consultare solo i dati relativi alla loro richiesta. Tutte le richieste saranno completamente registrate e documentate in modo tracciabile per prevenire abusi. POLAP, inoltre, non crea una banca dati nazionale centralizzata di polizia, né prevede nuovi diritti di accesso. La sovranità di polizia dei Cantoni sarà rispettata.
La consultazione ter moinerà il 26 maggio. Il messaggio dovrebbe essere presentato al Consiglio federale entro la fine del 2026. Per la nuova base costituzionale sarà necessaria l’approvazione di popolo e Cantoni.