Berna

Per l’AI va sempre peggio, scenari da profondo rosso

La situazione finanziaria dell’Assicurazione invalidità si sta deteriorando – La causa principale è l’aumento delle nuove rendite – Avanti così e nel giro di cinque anni il patrimonio sarà esaurito – Lieve peggioramento per l’AVS
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Giovanni Galli
02.07.2026 21:20

Non è proprio un fulmine a ciel sereno. Sono anni che l’AI sta navigando in cattive acque. Ma ora le previsioni finanziarie si sono ulteriormente aggravate. L’Assicurazione invalidità è sull’orlo del precipizio. Se non si interviene in modo tempestivo e deciso, i disavanzi continueranno ad aumentare e il patrimonio si esaurirà totalmente nel giro di cinque anni. La ragione principale del deterioramento è l’aumento delle nuove rendite, legata in particolare alle malattie psichiche. Nel 2025 si è registrata un’ulteriore impennata: 25.200 rendite in più contro le «sole» 16 mila di dieci anni prima. L’aumento si osserva in tutte le fasce di età, ma specialmente in quelle di 18–24 anni e di 60–64 anni. Nella fascia d’età giovanile, le patologie vanno dall’autismo ai disturbi d’ansia.

Anche le nuove domande sono in forte rialzo. Erano 47.300 nel 2014; l’anno scorso sono passate a 70.700. Le nuove richieste sono un indicatore chiave dell’evoluzione del numero di persone destinate a ricevere indennità. Ma a complicare le cose c’è anche la situazione debitoria, che a dispetto delle intenzioni non è affatto migliorata negli ultimi anni. L’AI ha un debito di oltre 10 miliardi di franchi nei confronti dell’AVS. L’obiettivo, più volte ribadito nel decennio scorso, di ripianarlo entro il 2030 non è stato raggiunto. Ora il debito si attesta a 10,3 miliardi. Per pagare gli interessi l’Assicurazione invalidità versa circa 200 milioni di franchi all’anno. Ma ecco altre cifre indicative. Nel 2025, il deficit di ripartizione dell’AI (vale a dire la differenza tra le entrate e le uscite, senza risultato degli investimenti né interessi passivi) si è attestato a 209 milioni di franchi. Per il 2026 lo scenario di riferimento ipotizza un deficit di quasi 300 milioni di franchi, che secondo le stime aumenterà a circa 600 milioni fino al 2030. A ciò vanno aggiunti gli interessi sul debito. Nel 2030, pertanto, il deficit potrebbe raggiungere circa 800 milioni di franchi, destinati a diventare 1,2 miliardi nel 2035. Quanto al patrimonio, che oggi ammonta a 3,6 miliardi di franchi, di questo passo rischia di esser prosciugato nel 2031. Per legge, la dotazione del fondo non dovrebbe essere inferiore alla metà delle uscite di un anno. Il patrimonio, quindi, dovrebbe ammontare ad almeno 5 miliardi, su un totale di oltre 10 miliardi di uscite.

Possibili maggiori prelievi

Il vicedirettore dell’Ufficio federale delle assicurazioni sociali e responsabile dell’AI, Florian Steinbrecher, ha parlato di «situazione finanziaria critica» e che va stabilizzata rapidamente. Per questo il Dipartimento federale dell’interno ha deciso di anticipare dall’ultima parte dell’anno all’autunno la procedura di consultazione sulla riforma proposta dell’AI. Si punta in particolare sull’introduzione di una prestazione per l’integrazione, tesa a evitare la concessione troppo rapida di rendite ai giovani assicurati che presentano un potenziale d’integrazione. Inoltre, s’intende migliorare ulteriormente l’integrazione delle persone con danni alla salute agevolandone l’accesso alla formazione e alla formazione continua. Infine, si prevede di ottimizzare il sistema nei settori delle indennità giornaliere e degli accertamenti medici. Ma a causa delle prospettive finanziarie sfavorevoli, secondo la Confederazione occorrerà individuare un finanziamento supplementare per l’AI. Se le misure proposte non saranno sufficienti, il Consiglio federale prevede di aumentare i contributi salariali di 0,1-0,2 punti percentuali. L’aggravio per i dipendenti e i datori di lavoro sarebbe di circa 0,5-1 miliardi di franchi.

Primo pilastro e tredicesima

Sono state aggiornate anche le previsioni finanziarie per l’AVS, che indicano un lieve peggioramento, essenzialmente a causa di una debole crescita dell’occupazione. L’andamento è influenzato dall’introduzione della 13. mensilità, che sarà versata per la prima volta in dicembre. Dal momento che la nuova spesa, pari a circa 4 miliardi di franchi, non è ancora coperta, si prevede una crescita considerevole del deficit di ripartizione dell’AVS, che passerà da 1,3 miliardi nel 2026 a circa 4,9 miliardi di franchi nel 2035 (complice l’aumento dei pensionati). Se il prossimo 29 novembre sarà accolto in votazione popolare il finanziamento mediante un aumento di 0,4 punti percentuali dell’IVA, nel 2030 il deficit di ripartizione dell’AVS si dimezzerà, passando da circa 2,7 a circa 1,2 miliardi. Le entrate supplementari derivanti dall’IVA copriranno, insieme al contributo della Confederazione, circa la metà delle spese derivanti dalla tredicesima. Questo, rileva il Consiglio federale, eviterà un rapido calo del livello del fondo dell’AVS negli anni 2030.