Gandria

Per l’ex Moosmann si va avanti, ma la Città chiede più garanzie

In un incontro con il Comune avvenuto lo scorso mese, la società immobiliare ha comunicato un cambio di persone alla testa dell’impresa e ribadito l’impegno a volere ristrutturare l’edificio da anni in stato di abbandono
©Chiara Zocchetti
Andrea Bertagni
Andrea Bertagni
25.02.2026 06:00

Camminare per le vie di Gandria con la primavera alle porte e con l’estate che si staglia sempre più all’orizzonte equivale ancora a imbattersi nel cantiere ex Moosmann, l’ex albergo affacciato sul lago che una società immobiliare della Svizzera tedesca da alcuni anni vorrebbe trasformare in un complesso residenziale da 24 appartamenti. Sì, perché mentre i primi turisti cominciano a frequentare il piccolo villaggio lacustre, il cantiere è sempre lì, immobile, con l’edificio ottocentesco avvolto da impalcature, ponteggi e plastiche: una situazione che si sta trascinando da mesi, apparentemente senza spiegazione.

In realtà qualche novità, da quando il Tribunale amministrativo cantonale (Tram) ha dato il via libera al progetto di trasformazione dell’ex hotel in 24 appartamenti (contro il parere degli abitanti che si erano opposti fino, appunto, al Tram), qualche novità, si diceva, c’è stata.

Il faccia a faccia in Comune

L’ultima in ordine del tempo, dopo il tentativo di vendita andato a vuoto della struttura dello scorso aprile per 7 milioni di franchi e il tinteggio di bianco delle facciate dato in estate senza la necessaria autorizzazione comunale, è andata in scena il mese scorso con un incontro tra la proprietà e il Comune.

Incontro durante il quale la proprietà ha ribadito l’impegno immobiliare, comunicando allo stesso tempo un cambio di persone al comando della società. Preso atto delle novità, il Comune dal canto suo ha chiesto rassicurazioni sul rispetto delle regole edilizie, soprattutto per quando riguarda gli appalti e la sicurezza sul cantiere. Posto che la licenza edilizia per la trasformazione dell’ex albergo è tuttora in vigore.

Dal Comune ci si aspetta insomma che d’ora in avanti tutto proceda in modo consono. Soprattutto pensando al contesto particolare di Gandria, che ogni anno, non appena il sole ritorna a fare capolino, è visitata da molti turisti in particolare della Svizzera tedesca. Turisti che oggi camminando per le tipiche stradine del villaggio si imbattono appunto ancora in un cantiere che a prima vista sembra abbandonato a sé stesso, visto che i teloni di plastica usati dagli imbianchini svolazzano in giro e non regalano quegli scorci famosi che hanno reso celebre Gandria in tutto il Paese. Anche perché l’ex albergo non si trova fuori dal nucleo o in una posizione isolata. Tutt’altro.

L’auspicio di Lugano turismo

Ecco perché è naturale fare delle riflessioni anche sull’impatto che il cantiere ha sul turismo. «Per strutture come quelle dell’ex Moosmann, che si trova direttamente con i piedi nell’acqua - rileva Massimo Boni, direttore di Lugano turismo - sarebbe bello che prima che venga concesso un cambio di destinazione (cosa che è avvenuta, dato che l’ex albergo dovrebbe diventare un complesso di 24 appartamenti) la Città ragioni in un’ottica di sistema, che vengano dunque fatte delle valutazioni anche turistiche. Detto questo, sono fiducioso che ciò accada e possa accadere, perché non sono tanti gli hotel che hanno queste caratteristiche nel Luganese».