Tensioni

Perché il nuovo lancio di missili di Pyongyang desta preoccupazione

Il nuovo test balistico condotto dalla Corea del Nord ha riacceso e intensificato la sorveglianza sull'altro versante del 38.esimo parallelo – Uno dei proiettili ha raggiunto il Mar Giallo – La volontà sarebbe quella di rafforzare il proprio status di potenza nucleare
© EPA/JEON HEON-KYUN
Red. Online
26.05.2026 18:16

Un lancio di missili balistici dalla Corea del Nord verso il mare, l’ennesimo verrebbe da dire. Ma quello avvenuto nelle scorse ore ha destato qualche preoccupazione in più del solito. Pyongyang, come riferiscono le Forze armate sudcoreane riprese dalle agenzie di stampa tra cui Yonhap e AFP, ha condotto molteplici test missilistici tra cui il lancio di almeno un missile balistico a corto raggio «non identificato» che ha percorso ben 80 chilometri, raggiungendo le acque del Mar Giallo. Il bacino - parte dell'Oceano Pacifico - compreso tra la Cina, la Corea del Nord e la Corea del Sud. Lo Stato Maggiore Congiunto di Seul, da parte sua, ha dichiarato di stare «analizzando i dettagli del lancio», come le caratteristiche tecniche dei missili e la loro gittata, senza però rilasciare ulteriori informazioni. Questi dati sono stati successivamente condivisi anche con Giappone e Stati Uniti.

Uno status da consolidare

Le tensioni attorno al 38.esimo parallelo non mancano, così come non sono mai mancati i lanci di proiettili (quello di oggi è stato l'ottavo dall'inizio del 2026) da parte nordcoreana, eppure era da oltre un mese - 37 giorni per l’esattezza - che l’artiglieria pesante di Pyongyang non dava grandi segni di attività. Un lasso di tempo piuttosto lungo se si considerano le abitudini del leader Kim Jong-un. Fino a oggi. Alle 13 ora locale (le 6 del mattino in Europa) è partita l'ondata di missili lanciati da una base situata sulla costa ovest della Corea del Nord, vicino alla città di Chongju, rilevata dallo Stato Maggiore congiunto sudcoreano. Pyongyang, secondo l'AFP, nelle ultime settimane «ha intensificato i suoi test missilistici». Un segnale, per gli analisti citati da AFP, di come la Corea del Nord, «uno Stato diplomaticamente isolato», stia cercando «di sfruttare l'indebolimento delle norme internazionali per consolidare il proprio status di potenza nucleare».

Intensificata la sorveglianza

Intanto, dall'altra parte del confine, lo scambio di informazioni condivise tra Seul, Tokyo e Washington riguardo quest'ultimo episodio non sarebbe casuale ma bensì «una dichiarazione volta a riaffermare il coordinamento militare tra Sud Corea, Giappone e Stati Uniti in questa fase di confusione diplomatica», come spiega il Corriere della Sera. La Corea del Sud, gli Stati Uniti – che rappresenta il suo alleato più importante in materia di sicurezza – e il Giappone stanno «mantenendo uno stato di massima prontezza» condividendo in modo fitto le informazioni di intelligence, ha dichiarato da parte sua l'esercito sudcoreano. In tal senso le forze armate di Seul hanno annunciato pure di aver «intensificato la sorveglianza e la vigilanza in previsione di possibili ulteriori lanci missilistici» da parte di Pyongyang.

Un mese fa l'Hwasong-11D

Lo scorso episodio, come detto, era avvenuto poco più di un mese fa: il 19 aprile dalla Corea del Nord erano partiti diversi missili a corto raggio del tipo Hwasong-11D8888. L' Hwasong-11D è un missile balistico tattico monostadio, una versione più piccola dell'Hwasong-11A (KN-23), che presenta sia dimensioni ridotte che una gittata inferiore. Un test, come avevano riferito i media statali, fatto «per verificare le caratteristiche e la potenza di una testata a grappolo» e messo ulteriormente sotto i riflettori dalla presenza al poligono dello stesso Kim Jong-un in compagnia della figlia prediletta Kim Ju-ae. Pyongyang aveva pure evidenziato che il missile Hwasong-11D può farsi carico anche di una testata nucleare.